Bokbåten, la biblioteca galleggiante esiste davvero

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La notizia di Bokbåten a molti giunge adesso, ma è dal 1953 che la nave biblioteca raggiunge le sponde di Stoccolma, dove gli abitanti l’accolgono all’incirca con lo stesso gaudio commistionato a speranza che provò Penelope attendendo l’arrivo di Ulisse.

Penelope allegra balza dal suo letto

e la vecchia abbraccia e lascia dalle ciglia

cadere le lacrime (Omero)

Le sponde care e il mare, la Zacinto abbandonata e sognata da un Foscolo esiliato e inesorabilmente lontano, dopo l’attesa che è essa stessa in parte gioia premeditata, ecco l’arrivo della biblioteca galleggiante.

Penelope tesse la tela attendendo il ritorno di Ulisse

Per gli isolani, questa rappresenta una grande risorsa, in quanto tramite essa hanno la possibilità di incontrare quegli autori e gli scritti che altrimenti rimarrebbero solo un miraggio distante sulla terraferma. Bokbåten non può viaggiare tutto l’anno, perchè i climi tremendamente rigidi dell’inverno si rivelano proibitivi per la navigazione, eppure ogni primavera da più di sessant’anni riprende il largo per consegnare enormi carichi di materiale narrativo. L’arrivo della biblioteca galleggiante è sempre accolta con notevole entusiasmo e allegria dagli isolani, richiamando antiche immagini omeriche di viaggiatori che incontrano finalmente le liete sponde familiari dopo un’avventura durata intere distanze.

La sosta presso le varie isole dura un’ora e mezza, tempo in cui gli utenti, muniti di tessere, possono ricercare i propri ordini tra i tanti e provvedere a riconsegnare i precedenti presi in prestito, senza costi aggiuntivi nel caso di ritardi. A pensarci bene, Bokbåten richiama all’immaginario una favola, una di quelle che apriva i battenti con “c’era una volta”, perchè risuona quasi incredibile l’idea di una nave che, intrepida, sovrasta i mari con la sola presenza di un’infinità di manuali per compagna; inoltre, il fatto che i libri siano cartacei richiamo istintivamente il contrasto con l’acqua, che in potenza avrebbe la facoltà indiscussa e la potenza di bagnarli eferirne le pagine per sempre.

L’idea quasi inconsapevole del potenziale pericolo che corrono, rende i manuali ancora più preziosi, tanto che quando giungono a destinazione ricevono la medesima accoglienza che un tempo veniva riservata a “e vissero felici e contenti”, tanto gettonato negli epiloghi delle fiabe del mattino. L’esistenza di Bokbåten, che consente agli utenti disseminati tra le 24 000 isole più o meno grandi frastagliate lungo tutto l’arcipelago scandinavo, è la conferma che la bellezza letteraria commistionata a un’attesa che non consegna tutto e subito come un qualsiasi dispositivo tencologico a cui siamo abituati, esiste ancora. Ed è increfibilmente bello così.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCulltura

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