La motivazione, una gerarchia di priorità per sentirsi meglio

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Vogliamo conseguire una laurea o magari iscriverci in palestra, ci interessa uscire di casa e andare a comprare quel libro oppure dobbiamo andare dal dentista: positivi che siano o meno i compiti, per eseguirli occorre motivazione. Che questa sia accompagnata da soddisfacimento oppure da angoscia, senza questo fattore non potremmo fare assolutamente nulla.

Non farti dare limiti artificiali che non siano veramente i tuoi. E soprattutto non darteli tu stesso, ma se hai dei sogni e delle ambizioni prova a trovare una strada. Tante volte un ostacolo è solo un messaggio che la vita ti dà. Devi trovare un’altra strada, ma non vuol dire che non puoi arrivare a destinazione (Samantha Cristoforetti)

In psicologia, la motivazione è stata oggetto d’interesse di numerosi autori.  Secondo il pensiero di alcuni, essere sufficientemente motivati e convinti in vista di un obiettivo chiaro è la chiave per il raggiungimento della felicità. In questo articolo si prenderanno in esame le teorie ideate da due autori: Murray e Maslow. Murray, nel 1938 teorizzò l’esistenza di due differenti bisogni: primari (necessità puramente fisiche) e secondari (bisogni che si vengono a creare grazie all’apprendimento e alle relazioni sociali che si hanno in una determinata cultura). Si è dunque predisposti sia a soddisfare dei bisogni eminentemente fisiologici ma non solo, avendo comunque anche degli interessi che si vogliono approfondire.

Nella vita quotidiana, i bisogni secondari sono influenzati anche dalle pressioni, che vengono considerate degli imput che la persona riceve dall’esterno e che stimolano un suo intervento. Un esempio di bisogno primario fa riferimento all’esigenza di mangiare e bere, mentre uno secondario è, per esempio, quello di dover studiare in vista di un esame, in quanto quest’attività accrescerà la propria cultura e permetterà di ottenere una certificazione a dimostrazione del proprio impegno. Abraham Maslow nel 1970 presentò i bisogni sintetizzandoli in una grafica a forma di piramide:

Piramide dei bisogni di Maslow (1970)

I bisogni alla base sono quelli biologici, e senza soddisfare quelli non si può procedere con la realizzazione degli altri.

  • bisogni fisiologici: sono gli impulsi primari, ovvero quelli che inducono a sfamarsi, a bere, a dormire, a fare sesso…
  • bisogni di sicurezza: se non ci si sente protetti e al riparo e se l’ambiente non viene percepito come sicuro, allora è difficile accedere alla soddisfazione del bisogno successivo
  • bisogno di appartenenza e amore: qui si tratta di avere legami affettivi, più o meno stretti, che permettono alla persona di essere immerso in una rete in cui dia e riceva affetto, in un interscambio reciproco continuo
  • bisogno di stima: ritrovare un senso in quello che si sta facendo o relativo alla propria persona è fondamentale per avere una “spinta ad agire”
  • bisogni di autorealizzazione: si è al vertice della piramide. Autorealizzarsi significa approdare a quello stato di appagamento di sè che deriva dalla somma di tutti i bisogni precedenti, soddisfatti e appagati in precedenza

Maslow è fermo nell’elencare i bisogni entro una sequenzialità fissa e preordinata (per soddisfare i bisogni spirituali è necessario partire da quelli biologici), eppure alcune ricerche successive non sono totalmente concordi . Talune volte viene a capitare che si tenti di appagare bisogni non biologici prima di quelli base, eppure  Maslow ha identificato l’importanza di alcuni bisogni (i cinque della piramide) che senza dubbio sono utili e indispensabili per raggiungere i propri obbiettivi, qualunque essi siano.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

 

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