Giuseppe Tornatore, il regista siciliano che ha stregato Hollywood

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Se dovessimo chiedere a un cinefilo americano i suoi registi italiani preferiti, tra di loro figurerebbe sicuramente il nome di Giuseppe Tornatore. Il regista siciliano, nato il 27 maggio 1956 a Bagheria, è infatti una delle diverse personalità del nostro Paese legate al mondo del cinema che è riuscita ad imporsi con successo anche nel mercato estero.

Giuseppe Tornatore
Nuovo Cinema Paradiso

Questo fatto è dovuto in particolare a Nuovo Cinema Paradiso, il suo capolavoro datato 1988 che si è aggiudicato anche il premio Oscar come Miglior film straniero. Prima di realizzarlo, Tornatore si era tuttavia già fatto conoscere con alcuni documentari dedicati alla sua terra, la Sicilia, e con il film Il camorrista (1986), che offriva una cruda interpretazione della figura di Raffaele Cutolo.

Uno degli aspetti più interessanti de Il camorrista ritorna anche in Nuovo Cinema Paradiso: la musica viene intesa infatti non solo come mero sottofondo e accompagnamento del film, ma come vero e proprio elemento fondamentale della sua estetica. Se nell’opera di debutto è realizzata da Nicola Piovani (conosciuto soprattutto per la colonna sonora de La vita è bella di Roberto Benigni), in Nuovo Cinema Paradiso è invece opera del maestro Ennio Morricone. La forza e l’originalità di quest’ultima opera però stanno soprattutto nel modo in cui le storie dei suoi protagonisti si sviluppano e riescono ad emozionare lo spettatore senza mai risultare melense o sdolcinate. È infatti un onnipervasivo senso di malinconia ad accompagnare le immagini della vita di Salvatore Di Vita, detto Totò, un regista di successo del quale ci viene raccontata la storia attraverso flashback. Invece di seguire cliché classici dei coming of age, Giuseppe Tornatore affianca la crescita di Totò a quella dell’industria cinematografica, esplorando in particolare il rapporto del giovane con il padre Alfredo.

Nuovo Cinema Paradiso non è tuttavia l’unico episodio importante della filmografia del regista italiano.

Tra i suoi film più interessanti spicca soprattutto La leggenda del pianista sull’oceano (1998), ispirato al monologo teatrale di Alessandro Baricco Novecento. Anche in questo caso la colonna sonora di Ennio Morricone gioca un ruolo fondamentale nel raccontare la storia di un pianista, interpretato da Tim Roth, che non ha mai lasciato la nave sulla quale è nato. Giuseppe Tornatore riesce con questo film a creare un vero e proprio microcosmo nel quale le storie e i problemi di persone di diversa estrazione sociale vengono raccontati sempre con quell’alone malinconico tipico della sua poetica. In particolare, la tematica del lasciare la propria patria d’origine si presenta come il leitmotiv di una pellicola che, di fatto, è un lungo viaggio capace di emozionare a più riprese.

Giuseppe Tornatore
La migliore offerta

Tra le opere più recenti di Tornatore, La sconosciuta (2006) e La migliore offerta (2013) sono sicuramente quelle maggiormente riuscite. Il primo film si occupa di raccontare la storia di Irena, interpretata da Ksenia Rappoport, un’ex prostituta dal passato turbolento che viene progressivamente rivelato in un intreccio che mescola sapientemente il commento sociale a un forte simbolismo. Diversamente, La migliore offerta è un thriller originale con Geoffrey Rush come protagonista che, come il regista stesso ha dichiarato, ha il valore della bellezza tra i suoi temi fondamentali. Il film racconta la vita del misogino banditore d’asta Virgil Oldman e mostra, giorno dopo giorno, la progressiva trasformazione della sua personalità grazie all’incontro con la giovane Claire. Il rapporto con la ragazza, interpretata da Sylvia Hoeks, è l’elemento che guida il suo radicale cambiamento e che allo stesso tempo garantisce forza e impatto all’imprevedibile plot twist finale.

Da Nuovo Cinema Paradiso a La corrispondenza (2016), film ricco di scenari incredibilmente suggestivi e nel quale gli aspetti formali e stilistici sono maggiormente marcati rispetto al passato, Giuseppe Tornatore è cambiato molto come autore ma continua a riscuotere un ottimo successo di critica sia in Italia sia all’estero. Questo dimostra, a chi non ne fosse ancora convinto, che le nostre produzioni possono essere ancora oggi un vanto per il nostro Paese: una lezione che Tornatore, tra gli altri, è stato in grado di insegnarci e che non dobbiamo assolutamente dimenticare.

Daniele Sacchi per MIfacciodiCultura

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