Miles Davis: less is more

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Miles Davis: less is more

Miles DavisIl 26 maggio 1926 nasceva ad Alton, Illinois, uno dei trombettisti più celebri di tutti i tempi, destinato a cambiare il mondo della musica: Miles Davis. Le sonorità estremamente melodiche che fu in grado di sviluppare sono un’impronta indelebile nella storia della musica jazz e popolare del XX secolo.

Dopo aver preso parte alla rivoluzione bebop, Davis fu ideatore di numerosi stili jazz, fra cui il cool jazz, l’hard bop, il modal jazz e il jazz elettrico o jazz-rock. Il suo fu un caso abbastanza unico in campo jazzistico visto e considerato che riuscì a realizzare, anche commercialmente, il proprio potenziale artistico: prova ne è l’ammissione, postuma, avvenuta nel 2006, alla Rock and Roll Hall of Fame.

Dalle testimonianze di chi lo conosceva da vicino, emerge che, dietro quelle inconfondibili melodie, si celava un musicista dalla personalità controversa e scontrosa, talvolta timida, che ricorreva all’aggressività come arma di difesa. Proprio la sua personalità, unità al carattere “notturno” di gran parte della sua produzione, gli valsero il soprannome di “Principe delle tenebre” che alludeva anche al tono cupo della sua voce roca e raschiante.

miles 12Il Davis compositore ed esecutore è ben lungi dall’essere un virtuoso e sembra incarnare al meglio la proposizione inglese “less is more”, prediligendo principi più inclini alla sottrazione, anche quando il periodo storico avrebbe assecondato approcci diversi. Come detto, il principe delle tenebre fu una vera e propria icona del mondo musicale anche considerando la enorme influenza che ha avuto su altri musicisti a lui contemporanei o meno. In molte delle sue dichiarazione poneva l’accento sull’aspetto stilistico della sua poetica musicale che non sfociava in arido formalismo, ma nella convinzione che la musica dovesse fungere da veicolo di un’idea e della personalità del compositore: «Per me la musica e la vita sono una questione di stile».

Ad onor del vero nessuna delle rivoluzioni accreditate a Davis nacquero dalla sue idee, ad esempio la nascita della Fusion era la sintesi di idee che avevano già una certa circolazione, ma è proprio nella sintesi e nella realizzazione di nuovi concetti musicali che interviene il suo indiscusso genio artistico. Grazie al suo infallibile gusto, perennemente alla ricerca di impianti stilistici adatti al contesto che andava a sviluppare, le sue esecuzioni diventano leggenda costituendo un ingombrante termine di paragone per chiunque si fosse avvicinato alla scena Jazz.

I musicisti che lavoravano nelle sue disparate composizioni, ne furono fortemente condizionati e trovarono una forte ispirazione che gli avrebbe lanciati verso traguardi di assoluto rilievo. Negli anni tra il 1975 e il 1980, come egli stesso ammette, abbandonò la tromba e la musica, colpito da varie malattie e dipendenze da droga, sesso e alcol: quando tornò prepotente sulle scene musicali, superate le iniziali critiche tutt’altro che positive, lavorò, con formazioni totalmente inedite, a svariati album che gli valsero diversi Grammy Award, tra cui quello alla carriera conferitogli nel 1990.

Il principe delle tenebre si spense il 28 settembre 1991, non prima di aver incantato il mondo con le sonorità inconfondibili della sua tromba, lasciando un’eredità tanto ingombrante quanto imprescindibile.

Buon compleanno, Miles Davis, per chi ti ama non sei mai morto.

 

Donato Carmine Gioiosa per MIfacciodiCultura

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