Game of Thrones: la petizione, lo sfogo di Martin e le pagelle a The bells

Stanotte l'ultima attesissima puntata prima di salutare Westeros

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Erano tante le aspettative, e ancor di più le congetture anche ben architettate, che i fans de Il trono di spade da due anni a questa parte hanno inventato e stravolto in vista dell’ottava stagione. Nessuno però avrebbe mai scommesso di ritrovarsi a leggere di una petizione volta a ottenere un nuovo epilogo della serie.

Ma si può in parte capire che la tazza di Starbucks e la mano ricomparsa di Jaime abbiano fatto infervorare gli affezionati a Game of Thrones. Un milione di firme: è questo il totale che a breve verrà raggiunto dalla petizione indetta da Dylan D sulla piattaforma change.org in diretto dissenso verso David Benioff e D.B. Weiss. “D&D si sono dimostrati degli scrittori incompetenti quando non hanno un materiale di supporto (come i libri). Questa serie merita una stagione finale sensata” afferma Dylan D. George R.R. Martin, autore di Cronache del Ghiaccio e del Fuoco ha invece dichiarato a Rolling Stone:

Alcune deviazioni dipendono certamente dalla mia lentezza coi libri. Avrei dovuto finirli quattro anni fa e in questo caso avremmo avuto un racconto differente della storia. Avrei voluto più stagioni, ma lo capisco. Dave e Dan hanno altre cose da fare e sono sicuro che gli attori, sotto contratto per sette o otto anni, abbiano altri ruoli da ottenere. È giusto così. Non sono arrabbiato né niente, ma ho questa piccola inquietudine e un po’ di malinconia (George R.R. Martin)

Non traspaiono accuse dirette ma nemmeno passa inosservata quella malinconia finale, che non è ben chiaro se si riferisca alla serie in dirittura d’arrivo o alla gestione dell’ottava stagione di Game of thrones. Se le ultime puntate hanno creato disappunto, i dati statistici sono però incontrovertibili: The bells, in onda su Sky e su NowTV, ha raggiunto un ascolto record di 18,4 milioni. Ma cosa non convince in queste ultime stagioni, prese anche di mira con divertenti parodie (vedi qui), in cui Martin non ha più  collaborato? La settima stagione si era conclusa con incongruenze rispetto ai libri ed  evidenti forzature di trama, tanto da far temere un finale deludente.

Tralasciando ciò, l’ultima stagione ha alternato puntate “di preparazione” ad altre di movimento attivo: dall’attesa prima della battaglia di Winterfell fino a quella di Approdo del Re per poi ritrovarsi sui campi di battaglia. La 8×03, a parte l’oggettiva mancanza di luminosità, sul piano scenografico è ineccepibile e coinvolge; ciò che lascia esterrefatti è il finale privo di senso, con Arya che, invisibile, pochi secondi dopo il suicidio/omicidio- a quel punto inutile- di Theon, uccide il Night King e annienta anni di terrorismo psicologico e Barriere sull’arrivo degli Estranei. L’altra puntata assai criticata è stata la 8×05. Indubbiamente la velocità con cui si è svolta una battaglia di quest’entità, al pari di quella di Winterfell contro gli Estranei, è stata troppo repentina rispetto ai ritmi a cui ci si era abituati in precedenza. Tutto va troppo veloce, ma in realtà la coerenza non manca.

Se non fosse per te non sarei mai sopravvissuto all’infanzia. Tu sei stato l’unico a non trattarmi come un mostro. Eri tutto quello che avevo (Tyrion Lannister a Jaime)

Tyrion Lannister: il più piccolo della famiglia che Paga sempre i suoi debiti si rivela estremamente saggio nella scelta di far fuggire Jaime, contravvenendo agli ordini di Daenerys. Anche se solo alla fine, realizza che gli intenti della regina in cui ha riposto una fedeltà incondizionata sono fin troppo chiari e senza pietà, e tenta anche l’ultima risorsa pur di evitare una strage. «Provaci, se non per te o per lei, fallo per quella città almeno fallo per quelle milioni di persone innocenti», questo è il suo messaggio per Jaime, l’unica persona in cui ha riposto fiducia fino all’ultimo.

Cersei Lannister: Molti hanno criticato il suo epologo, auspicandosi per lei finali drammatici e sofferenti, eppure quasi nessuno le era così ostile durante gli episodi in cui camminava per Approdo del Re a suon di Shame! In verità, fino alla fine occorre constatare che è rimasta coerente col suo obiettivo: ha sempre aspirato il Trono e, una volta suo, non è mai scesa a patti con nessuno, nemmeno con Daenerys. Paga le sue convinzioni idealistiche morendo sotto le macerie del suo stesso regno non difeso, ma realisticamente quale strategia avrebbe potuto rivelarsi efficace contro un drago? Nessuna, fin dall’inizio, al di là dell’Altofuoco ( involontariamente attivato da Daenerys) o altro.

Look at me. Look at me! Just look at me! Nothing else but us (Jaime a Cersei)

Jaime Lannister: il suo personaggio, parimenti a quello della gemella, è rimasto coerente. Il fan service gratuito con Brienne non è riuscito a plasmare una personalità che ha fatto un bellissimo percorso di redenzione (è difficile pensare che un Jaime degli ultimi episodi tenterebbe di uccidere un bambino gettandolo da una torre, in quanto quella stessa persona egoista e menefreghista mai avrebbe lasciato il proprio luogo sicuro per una battaglia dove le possibilità di vittoria rasentavano lo zero). Chiunque, prima o poi, ha scelto la via più ardua e meno ragionevole pur di non abbandonare un affetto inestimabile, anche se questo andava contro la “morale” o eventuali percorsi di miglioramento di sè. Avverando la profezia del Valonqar, Jaime stringe il collo di Cersei non per ucciderla ma per morire assieme a lei. Nothing else but us, dall’inizio alla fine. Ed è un gran colpo di scena, proprio perchè coerente e non da copione Disney.

Jon Snow: «She’s my queen», farfuglia, ignorando Sansa e Arya. Rischia di pagarla molto cara, in quanto possibile bersaglio della sua stessa regina che finalmente ha compreso che ha un drago e può utilizzarlo per davvero (come avrebbe dovuto fare all’inizio della 8×03). Non emerge nemmeno in questa puntata ma è auspicabile una rivalutazione nell’ultima puntata in quanto è l’unico legame rimasto per evitare una strage tra Tyrion, Daenerys e le Stark. Inoltre, come affermava Melisandre, prima di lasciare Westeros dovrà completare la missione per cui è tornato in vita.

Daenerys Targaryen: giudicarla una Folle era assai semplice e alquanto stupido, prima del suono delle campane. Dopo aver ignorato il segnale della resa, diventa legittimo non comprenderla e odiarla, sia per la precedente scelta di uccidere a sangue freddo Varys (che bando all’arguzia passata, stavolta non si applica) sia per il massacro incondizionato degli abitanti di King’s Landing oltre che, c’è da immaginarsi, anche di parecchi suoi uomini. Il suo sguardo a inizio puntata durante la conversazione con Tyrion aveva già espresso le sue future intenzioni. E allora Dracarys, assieme a Verme Grigio pronto a uccidere chiunque.

Arya Stark: il messaggio di cui è portatrice è estremamente importante e quanto mai attuale. Colei che ha ucciso il Re della Notte è in realtà tremendamente vulnerabile e impotente dinanzi al potere dei vivi, e ci manca poco che non gli soccomba. La Daenerys attuale rappresenta la morale vigente nella prima stagione di Game of Thrones: per il Trono tutto è lecito, senza riserve. L’intrepida Arya, sopravvissuta alla Notte, riesce per miracolo a riemergere dalla polvere, quasi morta per mano della sua stessa Regina e non di un’estranea e ora pronta a tutto pur di annientarla.

Comunque vada, anche se forse troppo velocemente, Game of Thrones stanotte finirà. Contenti o meno, tutti non possono che salutare Westeros con un ringraziamento, per quelle avventure a volte più a volte meno credibili, che per otto lunghi anni ci hanno tenuto compagnia. Dunque, Valar Morghulis e Valar Dohaeris!

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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