Lago d’Iseo: un anziano inventore ricrea una fiaba di legno,

Il Rosso è l'artista della foresta incantata: per reinventarsi sempre e comunque, al di là dell'età

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C’era una volta…
– Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno (Carlo Collodi, “Pinocchio”)

Verso le pendici del monte Guglielmo c’è un percoso che s’inerpica intrepido nella foresta e nei suoi verdeggianti fruscii selvatici. Di tanto in tanto s’avverte l’eco di qualche uccello in solitaria e il rimbombo di qualche guaito disperso in lontananza. Poi, d’un tratto ecco comparire un’insegna: “da qui in avanti incontrete quantaquattro sculture”, e dopo una manciata di passi ci si ritrova dinanzi a una struttura in legno dalle fattezze di un frate con lanterna annessa: si trova lì per porgere il benvenuto agli stranieri viaggiatori, salutando i pellegrini che da terre lontane sono giunti presso il bosco degli gnomi e hanno deciso di addentrarvisi.

Dietro è la casa, davanti a noi il mondo, e mille son le vie che attendon, sullo sfondo di ombre, vespri e notti, il brillar delle stelle. Davanti allor la casa, e dietro a noi il mondo, tornar potremo a casa con passo infin giocondo (Tolkien, “Il signore degli anelli”)

Luigi Zatti detto “Il Rosso”

L’inventore di un bosco di statue interamente realizzate nel legno si chiamava “Il Rosso di Zone”, pseudonimo di Luigi Zatti. L’uomo era appena andato in pensione quando d’improvviso si rese conto di dover necessariamente sviluppare la sua creatività.

creatività s. f. [der. di creativo]. – Virtù creativa, capacità di creare con l’intelletto, con la fantasia. In psicologia, il termine è stato assunto a indicare un processo di dinamica intellettuale che ha come fattori caratterizzanti: particolare sensibilità ai problemi, capacità di produrre idee, originalità nell’ideare, capacità di sintesi e di analisi, capacità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze

“Capacità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze”, questo sancisce il dizionario Treccani come parte della definizione di creatività da un punto di vista psicologico, e nel caso di Zatti nessuna descrizione potrebbe essere più indicata. Troppo spesso al giorno d’oggi ci si ritrova dinanzi ad alcuni momenti cruciali della vita, quali tra gli altri il pensionamento, in cui i cambiamenti paiono insormontabili ostacoli e generano un’ansia spesso ingestibile, portatrice di differenti rischi anche non indifferenti per la salute. Ogni età della vita ha insita dentro di sè delle risorse, delle affordance che possono essere scoperte, decifrate e utilizzate concretamente per vivere al meglio quella specifica transizione, senza che questa impatti negativamente sulle proprie esistenze.

Il Rosso trascorreva il suo tempo all’ombra delle Tredici Piante, e già questa pare una perfetta descrizione di uno di quei personaggi fumanti erbapipa ne Il signore degli anelli,  all’alba di qualche salice piangente che proietta le lunghe serenate immaginarie tra sonnellini ristoratori sotto il verde adombrato di bluastri notturni.

Tutto ciò che dobbiamo decidere è cosa fare col tempo che ci viene dato (Tolkien. “Il signore degli anelli”)

Dal cimitero di Zone fino alla sommità del monte, dagli infiniti tornanti che salgono dal lago d’Iseo fino alla vetta prostrata verso i cieli, gli gnomi e altre creature accompagnano il visitatore entro le dinamiche che un inventore ha saputo gestire alla perfezione: il bosco è una dimora, un regno a se stante, con le sue regole e i suoi acuti osservatori. Ci si ritrova spettatori di un mondo incantato, uno di quelli che nelle fiabe iniziava sempre con un “C’era una volta” e che non si ha difficoltà a immaginare come realistico e dotato di esistenza propria. C’è un orso con in mano una lanterna all’ingresso di un’abitazione tra cui il vento alita con parsimoniosi veli di frescura, e poi una scultura dlla abrba infinitamente lunga che quasi costituisce il corpo stesso, con due occhialini curiosi e un cappello di quelli intelligenti.

Poco più avanti, il Rosso ha ritratto una copia di Gandalf in miniautra, che sotto una foglia enorme ha in mano un libro e nell’altra brandisce un bastine, con fare da savio pensatore di classiche e remote memorie dei tempi addietro. Quello che c’è da imparare da un viaggio del genere è che non è mai troppo tempo per due cose: lasciarsi stupire dalle meraviglie che altri generano senza badare all’età, e secondariamente sapersi reinventare senza paura, perchè come diceva Lorenzo il Magnifico «Chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza» pertanto lasciarsi cullare dalle proprie fantasie e restituirle in forma di autentiche personalità artefattuali è più che lecito e consegna grandi soddisfazioni.

Il Rosso ce l’ha fatta: il suo mondo interiore si è disvelato ed è arrivato a esprimersi  in forme che altri hanno raccontato diversamente (Tolkien e Collodi narrandole, per citarne solo alcuni) e su cui molti tutt’oggi fantasticano. Non è scontato riuscire a esprimere la prorpia potenzialità somma, perchè per quanto alle volte la si conosca si stenta a manifestarla apertamente perchè si è nel contesto sbagliato oppure non con le persone adatte. Il Rosso ha consegnato un piccolo magico mondo a chi, dopo di lui, si ritroverà in un bosco dalle tinte forestose, con gli gnomi attratti dal profumo dalle copiose fronde degli aalberi, pronti ad osservare stupiti gli avventurieri che da qualche Terra di mezzo giungono di lontano, con le loro prospettive fantasiose.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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