George Braque: l’arte della scomposizione delle forme

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George Braque (Argenteuil, 13 maggio 1882 – Parigi, 31 agosto 1963) è stato un artista rivoluzionario e, insieme a Pablo Picasso, ha davvero stravolto l’arte del Novecento.

Georges Braque

Figlio di un decoratore e pittore dilettante, George Braque apprese in famiglia i primi elementi della pittura. Il padre nel 1980 aprì una drogheria ed il giovane Braque, dopo averci lavorato tutto il giorno, la sera lasciava i panni del garzone ed andava a frequentare i corsi serali della scuola delle Belle Arti.
A 18 anni si recò a Parigi in bicicletta, sua grande passione, e si trasferì in un modesto alloggio nel cuore del quartiere popolare di Montmartre, lavorando come decoratore.

Alla ricerca di uno stile personale, Braque ebbe esordi incerti ma, nel 1905, alla prima collettiva del movimento dei Fauves (in francese “belve, selvaggi”) presso il Salon d’Automne di Parigi, l’artista trovò ispirazione e partecipò in modo convinto al movimento d’avanguardia, anche se per un breve periodo. Anche Braque, come gli altri Fauves, si allontanò dalla visione naturalistica per avvicinarsi alla libertà compositiva e alla violenza del colore: colori puri e intensi, ma tendenti all’accordo, scomposizione in macchie cromatiche quasi neo-impressionistiche. Espose con successo la sua produzione al Salon des Indépendants nel 1907, con gli altri Fauves.

La primavera e l’estate del 1908 Braque le trascorse sul mare di Marsiglia a l’Estaque, dipingendo sintetici paesaggi realizzati “a piccoli cubi” (come osservò nel 1908 Henri Matisse), da cui nacque il termine Cubismo.

Georges Braque, Landscape at L’Estaque (Paysage de l’Estaque), 1906–1907

L’anno prima, durante l’autunno del 1907, grazie ad Apollinaire l’artista era entrato in contatto con Picasso impegnato nella realizzazione di Les demoiselles d’Avignon e nel 1908, durante l’incontro ad una mostra presso Kahmeiler, i due saldano il rapporto iniziando a frequentarsi, a scambiarsi idee, a lavorare insieme, sostenuti dal gallerista Kahnweiler.

Braque, un francese dal temperamento tranquillo e meditativo, Picasso, uno spagnolo eccentrico e talvolta eccessivo: due artisti, tanto diversi che resteranno inseparabili per diversi anni. Insieme i due attueranno l’esperienza del Cubismo analitico che si esaurirà nel passaggio al Cubismo sintetico: di Braque è l’idea di inserire lettere alfabetiche a stampa, sia quella di introdurre frammenti di finto legno o di carta da tappezzeria introducendo la tecnica del papier collé.

Siamo nel 1914 e Braque, perenne creatore di forme, esprime in questo momento alcuni dei suoi capolavori: L’aria di Bach, Il tavolo del musicista, Il violino. Ma questo è anche l’anno in cui l’amicizia tra Picasso e Braque va via via affievolendosi, non solo per la decisione di Picasso di apporre la propria firma sul quadro e non più sul retro, ma anche a causa della guerra che allontana i due amici.

Georges Braque, Le Viaduc de L’Estaque (1908)

Nel 1915, Braque, richiamato al fronte, resterà gravemente ferito tanto da subire la trapanazione cranica.

Quando dopo lunga interruzione, tornerà alla pittura, George Braque si sentirà lontano dall’evoluzione percorsa da Picasso e affronterà la tematica delle nature morte, sviluppando composizioni più equilibrate, più serene che del cubismo conservano la simultaneità dei punti di vista e lo sviluppo degli oggetti su uno stesso piano (Cafè bar del 1919, Caminetto del 1923, La tovaglia rosa del 1933).

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Braque, sempre operoso e infaticabile stilizzatore di forme, fu considerato una delle più solide costanti dell’arte francese e le sue mostre in Italia e all’estero si andarono moltiplicando.

Una delle sue frasi più celebri, che meglio descrive la sua arte è senza dubbio:

L’arte è fatta per turbare. La scienza rassicura

Marta Previti per MIfacciodiCultura

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