Amart: uno straordinario viaggio nell’arte dall’antica Roma a Lucio Fontana

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Da mercoledì 8 a domenica 12 maggio, si è svolta nella suggestiva cornice del Palazzo della Permanente a Milano, la prestigiosa mostra AMART, ideata e curata dall’Associazione Antiquari Milanesi. Un’iniziativa di grande successo giunta alla sua seconda edizione, che ha portato in esposizione l’arte di un tempo, presentando al grande pubblico sculture del II secolo d.C o dipinti rinascimentali, che ad oggi, nella “giungla” dell’arte contemporanea, sembrano essere opere d’arte rilegate esclusivamente ai manuali universitari.

Busto del II secolo d.C, arte romana

La cerimonia inaugurale è stata fatta in grande stile, con il critico Vittorio Sgarbi che taglia il nastro d’apertura in compagnia del presidente di Amart, Domenico Piva. Aggirandosi  tra i 66 stand -disposti su due piani- il visitatore ha potuto compiere un affascinantissimo viaggio nel tempo, e per poche ore ha potuto superare i confini spazio-temporali della contemporaneità ed affacciarsi nei periodo più floridi e gloriosi della storia dell’arte. Ad accompagnare questa straordinaria avventura, una dolce musica suonata da un’elegante violinista, che ha contribuito a rendere l’atmosfera ancora più da sogno.

In un attimo, nei pochi metri che si percorrono da una galleria all’altra, ammirando la straordinaria varietà d’arte e di tecnica (non solo dipinti ma anche sculture, oggetti di design, gioielli, pezzi da collezione), la visitatrice può sentirsi una principessa dell’impero giapponese -pezzo forte della manifestazione di quest’anno è stata l’internazionalità, con gallerie provenienti dall’estero e focus su stili artistici come quello orientale- ma anche una timida cortigiana che si aggira -estasiata- fra gli affreschi ed i dipinti da collezione di un importante palazzo ducale del Rinascimento.

Fine art, dipinto del XVIII secolo

L’atmosfera che si respira è unica: percepisci il profumo di una pergamena del 1500, senti il misticismo che trapela da una tela che racconta L’assunzione della Vergine datata 1638, cogli la straordinaria plasticità di un corpo che prende forma da una roccia scolpita da un artista nel II secolo d.C, apprezzi la straordinaria precisione di un artigiano che scolpisce un gioiello datato I secolo a.C, senti la tenerezza che emana la Madonna con bambino di Marco d’Oggiono, allievo del maestro Leonardo da Vinci.

Già, perchè l’arte antica non è solo rigido e schematico accademismo, come i grandi cultori dell’arte contemporanea -prettamente concettuale- si ostinano a dire: l’arte antica è molto di più… l’arte antica è tecnica, introspezione psicologica, sentimento, ritualità, espressività. E questa esposizione è stata talmente bella, da aver fatto ricordare a chi scrive, perchè sei anni fa ha scelto Scienze dei beni culturali all’università.

Un tocco di modernità non è comunque stato dimenticato, poichè tra le varie proposte espositive, si sono potute ammirare opere di Lucio Fontana, Giorgio de Chirico e Gio Ponti. 

Concetto spaziale, l’attesa. Lucio Fontana, 1966

Un plauso va dunque agli organizzatori e soprattutto all’Associazione Antiquari Milanesi che con questa straordinaria iniziativa, unitamente all’Amart gala svoltosi il 21 marzo scorso, vuole avvicinare quanta più gente possibile all’arte antiquaria, ed in particolar modo i giovani: perchè la bellezza dell’arte (quella vera), non passa mai di moda.

Ilenia Carbonara per Mifacciodicultura

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