Aldo Moro, l’uomo, il politico, il professore

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Il 16 marzo del 1978 le Brigate Rosse rapirono Aldo Moro in Via Fani a Roma  e uccisero i suoi cinque uomini della scorta. Dopo 55 giorni di prigionia, il presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana fu ritrovato morto  dalla polizia in Via Caetani nel cofano di una Renault 4 rossa.

Aldo Moro

Giurista, accademico, professore, politico, uomo colto e virtuoso, amante della libertà e del suo Paese, fu abbandonato al suo destino. Nessuno riuscì a salvarlo ma poteva essere salvato.  Moro non fu aiutato da nessuno degli uomini di Stato, da quelli che avrebbero dovuto dare l’esempio al popolo.

Neanche Papa Paolo VI, col suo appello agli uomini delle Brigate Rosse, riuscì a cambiare il corso degli eventi. Moro era un personaggio scomodo. Moro era l’ultimo dei coraggiosi.  Moro sapeva molte cose e a qualcuno , a molti, dava fastidio.

In una delle lettere che scrisse durante la prigionia, diceva a sua moglie:

”Ora, improvvisamente, quando si profilava qualche esile speranza, giunge incomprensibilmente l’ordine di esecuzione”.

Le parole che ha usato ci fanno comprendere che Moro sapeva di essere solo, conosceva il destino cui andava incontro.  Era cosciente di trovarsi a vivere gli ultimi istanti della sua esistenza.

9 maggio 1978: con Moro muore l’idea della democrazia del dialogoIl 9 maggio del ’78 Moro fu ammazzato e da allora l’Italia non è più la stessa. Quella delle Brigate Rosse, una delle pagine più cruente e buie della storia politica italiana, ci ha portato via un uomo dalle grandi qualità,  amante della conoscenza, amico dei giovani, dei sogni , della speranza, del sacrificio . Un uomo che aveva fiducia negli italiani e in un mondo migliore. Un uomo che non si arrendeva facilmente , che aveva sempre un parola di conforto per gli altri, un uomo giusto, buono, dalla parte di tutti.

La figura di Moro è sempre stata associata esclusivamente alla politica, alla Democrazia Cristiana. Poco peso, invece, è stato dato alla figura del Moro professore. Egli amava l’insegnamento del diritto all’università Sapienza di Roma. Era il migliore amico degli studenti, un insegnante capace di smuovere le coscienze, di dare un obbiettivo di vita ai suoi ragazzi. Questa realtà dell’ Aldo Moro professore è perfettamente descritta dalla versione cinematografica “ Aldo Moro- Il professore” con la regia di Francesco Miccichè, un perfetto Sergio Castellitto nei panni dello statista.  Il docu- film è tratto dall’omonimo libro di Giorgio Balzoni e alterna fiction, immagini dell’archivio Rai sulla vicenda Moro con annesse alcune interviste agli alunni di Moro e ad alcuni parlamentari che vissero in prima persona la vicenda.

Aldo Moro fu tante persone in una, un uomo , un amico, un personaggio della storia contemporanea importante per tutti noi e soprattutto per i posteri che, attraverso il ricordo, potranno conoscere una delle figure di spicco del nostro Paese, grande esempio di umiltà e coraggio.

 

Teresa Beracci per ArtSpecialDay

 

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