Audrey Hepburn: la forza della fragilità della diva più amata di sempre

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Audrey Hepburn
Audrey Hepburn con il marito Mel Ferrer a Parigi, 1966

Il 4 maggio 1929 nasce a Ixelles, un piccolo comune situato nei pressi di Bruxelles, una delle attrici destinate a diventare icona del Novecento: Audrey Hepburn.

Nata come Audrey Kathleen Ruston in una ricca famiglia anglo-olandese, l’attrice trascorre l’infanzia tra Belgio, Paesi Bassi e Regno Unito a causa del lavoro del padre presso un’agenzia assicurativa inglese che li costringe a numerosi trasferimenti. Nonostante i continui spostamenti, Audrey non rinuncia a frequentare la scuola di danza e il conservatorio ad Arnhem, in Olanda; passioni che manterrà anche durante la guerra, esibendosi in spettacoli segreti organizzati per finanziare il movimento di opposizione al nazismo. Sono anni difficili; Audrey e la sua famiglia patiscono la fame, e la situazione peggiora ulteriormente in seguito allo sbarco in Normandia delle forze alleate, quando i tedeschi confiscano i beni della popolazione olandese.

Il giorno del suo sedicesimo compleanno, il 4 maggio 1945, è una data che Audrey Hepburn ricorderà per sempre: i Paesi Bassi vengono infatti liberati. Nel 1948 la giovane Hepburn si trasferisce a Londra, dove il suo sogno di diventare una grande ballerina viene infranto a causa della sua corporatura troppo minuta, dovuta alla malnutrizione sofferta negli anni della guerra. È grazie a questa delusione che la ragazza si indirizza verso la carriera d’attrice.

Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany

La svolta arriva quando viene scelta dalla celebre scrittrice francese Colette per interpretare il ruolo di Gigi nell’omonima rappresentazione teatrale. Lo spettacolo è un vero successo e vale alla Hepburn il Theatre World Award. Hollywood le spalanca le porte, e a soli ventidue anni Audrey Hepburn vince il premio Oscar come miglior attrice protagonista grazie all’iconico Vacanze Romane, a cui fanno seguito Sabrina nel 1954, Colazione da Tiffany, My fair lady, Cenerentola a Parigi e tante altre pellicole che hanno fatto sognare intere generazioni.

Ma Audrey Hepburn non è solo attrice, ma anche madre di due figli: Sean, nato nel 1960 dal suo primo marito Mel Ferrer, e Luca, nato dieci anni dopo durante il secondo matrimonio con lo psichiatra italiano Andrea Dotti. Il secondogenito Luca, nella sua biografia Audrey: mia madre, descrive la Hepburn come una donna tranquilla, che non amava stare al centro dei riflettori, sempre sorridente e dalla positività contagiosa. Tutto il contrario di quel che ci si aspetta da una delle più incantevoli e amate dive di Hollywood.

Io credo nel rosa.
Io credo nel baciare, baciare un sacco.
Io credo che ridere sia il modo migliore per bruciare calorie.
Io credo nell’essere forti quando tutto sembra andare male.
Io credo che le ragazze felici siano le più carine,
Io credo che domani sarà un altro giorno,
Ed io credo nei miracoli.

Audrey Hepburn con il primo figlio Sean

Negli anni Ottanta Audrey Hepburn incontra quello che definirà il vero compagno della sua vita, che le rimarrà vicino fino al giorno della sua morte. È l’attore olandese Robert Wolders, con cui condivide numerose attività di volontariato. In questi anni infatti l’attrice diventa ambasciatrice UNICEF, organizzazione che le permette di viaggiare nelle aree più povere del mondo per portare aiuti umanitari ai bambini che, come era accaduto a lei stessa durante la guerra, patiscono la fame. Ed è proprio in seguito a un viaggio in Somalia nel 1992 che Audrey Hepburn scopre di avere un cancro al colon allo stadio avanzato, che la porterà a spegnersi a soli sessantatré anni il 20 gennaio 1993 nella sua casa a Tolochenaz, presso il Lago di Ginevra.

Se ne andava così un mito, dalla classe ed eleganza senza tempo, dall’ingenuità e semplicità quasi ipnotiche, che era riuscito a trarre dalle sue numerose fragilità la sua più grande forza, tanto da renderla ancora oggi una delle attrici più ammirate di sempre.

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

3 Commenti
  1. Claudia Tramarin dice

    Articolo impeccabile e che rende merito a una grande donna che fece delle sue fragilità la sua carta vincente. Era bella ma posata, di talento ma non eccessiva , era semplicemente una donna che riusciva a trasmetteresempre qualcosa con la sua innata classe

    1. Saloruto dice

      Stile? Classe? Rincitrulliti dai canoni che i media ci impongono, oggi non sappiamo più riconoscere le rare donne come la Audrey Hepburn, o dobbiamo dolorosamente ammettere che non ne nascono piu’?
      Saloruto

  2. Alessandra dice

    Che articolo interessante!
    Per me Audrey é la donna piu bella graziosa e incantevole di sempre, un sogno e un modello per le ragazze di tutti i tempi

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