Ad Utrecht c’è un murale che sembra lo scaffale di una libreria

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Se vi capita di trovarvi a Utrecht, in Olanda, fate un salto all’angolo tra Amsterdamsestraatweg e Mimosastraat e alzate lo sguardo: ecco che vi comparirà davanti agli occhi una meravigliosa libreria dipinta. Si tratta dell’opera di Jan Is De Man che ha trasformato un semplice muro in un racconto di storie e di culture diverse. E così un’anonima palazzina è diventata una bellissima opera d’arte a cielo aperto: un murale, stile trompe d’oeil, che rappresenta una gigantesca libreria, con scaffali pieni di libri di ogni genere. Un muro non scelto a caso, ma offerto a Jan direttamente dagli inquilini del condominio, amici dello street artist, che gli hanno lasciato totalmente carta bianca per eseguire l’opera, purchè di questa ne potesse beneficiare l’intero quartiere. La prima idea dell’artista era quella di disegnare un gigantesco smiley, ma era troppo semplice e banale (a detta dello stesso artista) e allora si è deciso di creare un progetto basato in funzione della struttura della palazzina che, nella mente di Jan, si è configurata come un’enorme libreria.

Utrecht, murale come libreria

La personalizzazione dell’opera murale è veramente unica: infatti tutti i titoli ospitati sugli scaffali non sono altro che i libri preferiti da chi abita nella palazzina, che spaziano da autori come Anotine de Saint – Euxpery fino a Khaled Hosseini. Una libreria ideale in grado, con la sua prospettiva, di ingannare l’occhio e che indaga non solo i gusti degli inquilini ma anche le loro differenti origini: difatti tra i titoli spiccano libri in ben otto lingue diverse e altrettante culture. I grandi volumi non si limitano così al mero decorativismo, ma lanciano un messaggio di integrazione e condivisione: una diversità in grado di generare un insieme variopinto e ben integrato.
In una città che con la sua grande università attira giovani da ogni parte del mondo e che vede crescere in alcuni quartieri i figli e i nipoti di quegli immigrati giunti nel secondo dopoguerra dall’Europa meridionale e dall’Indonesia per lavorare nelle fabbriche, questo murale ben rappresenta la bellezza della diversità.

Particolare degli scaffali

Come diceva Pablo Picasso «L’arte lava via dall’anima la polvere della vita quotidiana», e la streer art, fenomeno discusso, criticato, apprezzato, combattuto potrebbe lavare la polvere della vita quotidiana cittadina e anche difendere e celebrare i libri e la cultura.
La street art si conferma di nuovo come forse l’unica forma d’arte contemporanea in grado di suscitare ancora emozioni vitali e profonde. E questa storia dimostra come la cultura sia e debba essere un patrimonio alla portata di tutti e come l’arte parli un linguaggio universale. Infatti esistono aree urbane nel mondo in cui l’arte rappresenta più di un abbellimento, un messaggio, un’ispirazione. Luoghi in cui l’arte è uno strumento che mette in comunicazione persone e contesti, incoraggiando uno sviluppo culturale altrimenti impensabile.

Particolare dei volumi

E quale miglior modo per la street art se non puntare sui libri? Leggere è una forma di indipendenza che permette a tutti noi di entrare in mondi che non ci appartengono e farli nostri. Leggere significa avventurarsi in luoghi inesplorati e tornare da questi viaggi, diversi da come eravamo partiti. Leggere è libertà di conoscenza.
La street art con la sua potenza evocativa può diventare il megafono della cultura e far sì che in ogni angolo del mondo ci sia la possibilità per tutti di liberarsi dalle catene dell’ignoranza ed essere schiavi solamente della conoscenza.

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

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