Game of thrones, l’ottava stagione promette abbastanza bene

L'articolo contiene uno spoiler super dettagliato di tutta la puntata

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La prima puntata dell’ottava stagione, dichiaratamente l’ultima della serie, è andata in onda stanotte e ha tenuto incollati davanti agli schermi della HBO una marea di persone, oltre a tutte quelle che nel mondo si sono mobilitate con qualsiasi mezzo (in Italia il debutto è stato alle 3 di notte su Sky Atlantic) per non perdere nemmeno un secondo di Game of thrones.

Winter is here, and so is the Great War

Attualmente sul trono c’è Cersei Lannister, ma una volta ottenuta la soddisfacente vittoria sull’Alto Passero con la distruzione del Tempio di Baelor tramite l’Altofuoco, ben poco c’è da sperare sulla sua permanenza ad Approdo del Re, e ancor di meno si può pensare che la sorella di Tyrion rimanga in vita dopo la terza risposta che diede tempo addietro Maggy la Rana nella celebre profezia. In realtà, la presunta fine di Cersei si ipotizzava in ogni scena della scorsa stagione e invece è giunta inaspettatamente al termine nonostante fosse uno dei personaggi odiato quasi all’unanimità nei Sette Regni. Ciò nonostante, il testo è chiaro e predice una fine “quasi” annunciata:

Lui avrà sedici figli e tu tre. D’oro saranno le loro corone e d’oro i loro sudari. E quando sarai annegata nelle tue stesse lacrime, il valonqar chiuderà le mani attorno alla tua gola bianca e stringerà finché non sopraggiungerà la morte.

Cersei e il suo vino dovranno dubitare di molti, dunque, e forse è proprio da questo presagio che le venne recitato da piccola che scaturisce la decisione di commissionare a Sandor Clegane- sifilide eh- l’eventuale omicidio dei fratelli nel caso dovessero fare ritorno a Winterfell. Ebbene non solo di Tyrion ma anche di Jaime, con il quale nella scorsa stagione aveva cominciato ad avere delle controversie. Jaime è il personaggio che regala la soddisfazione maggiore proprio allo scadere del cinquantesimo minuto della prima puntata: scende da cavallo e d’improvviso s’accorge di una presenza, relativamente inquietante, che priva di occhi è intenta a scrutarlo minuziosamente come e forse ancor più che se avesse le pupille.

Si tratta di Bran Stark, che a distanza di innumerevoli anni (i due si videro nella prima stagione quando Jaime scaraventò il bambino giù dalla torre perchè aveva scoperto la relazione segreta con la sorella) è tornato, probabilmente a chiedere il conto.

Nemmeno una parola, dunque, eppure il pathos maggiore si è avuto lì, più che nella scena- anche troppo lunga e inevitabilmente evocante Harry Potter– in cui Jon Snow tenta di salire in groppa a un drago mentre Daenerys Targaryen l’osserva con un sorriso altezzosamente strafottente. Superato l’inghippo del successivo occhio scrutatore del drago geloso della Khaleesi, Jon Snow è ampiamente in mezzo a un subbuglio che lo vede alquanto criticato: Sansa e in parte Arya disapprovano il tanto agognato “Bend the knee” della settima stagione, rimproverando Jon di essere quasi più innamorato che interessato a salvare Grande Inverno, e inoltre Sam Tarly, sconvolto dal comportamento della Targaryen, accusa l’amico dei temoi della Barriera di legittimare e appoggiare tali barbarie.

A Jon Snow, in seguito all’incontro con Arya che rassicura e rammenta i tempi addietro a Grande Inverno- sembrano passati secoli- finalmente viene svelata la verità: la reazione che qualunque fan di Game of thrones ha atteso per anni viene un po’ delusa da una reazione che appare poco evidente, se si considera che a una persona che Non sa niente viene appena rivelato di essere direttamente parente della donna di cui è innamorato, donna che oltretutto dovrebbe essere anche l’arma per sconfiggere gli Estranei.

Il bianco pallore, oltre che il bianco delle vesti oltre che il bianco dei capelli della Khaleesi non ha un gran ruolo in quest’inizio di stagione, ma indubbiamente l’avrà nel caso dovesse essere lei la regina della celebre profezia, quella più giovane e più bella che esproprierà Cersei dal trono. Questo scenario appare però abbastanza scontato, forse troppo per gli standard di Game of thrones, e conoscendo George R.R. Martin il titolo The song of Ice and Fire può essere solo fuorviante rispetto all’epilogo della storia.

Sebbene dunque la settima stagione fosse terminata in un apice di scarsa credibilità, con lo zio di Jon Snow che appare all’improvviso e dopo mezzo minuto si sacrifica inutilmente, l’ultima di Game of thrones lascia ben sperare. Nell’attesa, seguendo i consigli dei Lannister, I drink and I know things!

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

 

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