Murakami in Italia per ritirare il Premio Lattes Grinzane 2019

Venerdì 11 ottobre ad Alba e il 12 presso il Castello di Grinzane-Cavour

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Da quanto tempo le sensibilità dei lettori di Haruki Murakami attendono l’arrivo in Italia del narratore dell’onirico quotidiano? Da sempre, praticamente.

Per alcuni, l’attesa è iniziata con l’incontro delle due personalità femminili apparentemente diverse eppur similmente fragili ma comunque più complesse del protagonsta di Norwegian Wood, per altri dall’osservazione delle due lune di 1Q84 o magari è stata Sumire de La ragazza dello Sputnik, la ragazza col mito di Keoruac continuamente alla ricerca di quel qualcosa in giro per il mondo? Ora l’attesa è finita, finalmente. Venerdì 11 ottobre alle ore 18:00, Murakami terrà una lectio magistralis ad Alba e il giorno seguente, sabato 12 ottobre, alle 16.30 nel cuore delle Langhe presso il Castello di Grinzane Cavour lo scrittore verrà premiato per la vittora del Premio Lattes Grinzane 2019, sezione La Quercia. L’ingresso al secondo evento è garantito fino a esaurimento posti, il che prevedibilmente implicherà per gli appassionati il recarsi parecchio tempo prima per aggiudicarsi l’entrata.

Diventato autore di culto a livello mondiale, Murakami è lo scrittore che più ha contribuito ad avvicinare il Giappone ai lettori occidentali. La semplicità stilistica è un tramite per affrontare profondi temi esistenziali – il rimpianto per il ‘perduto’, la ricerca di sé nell’assurdità di un’esistenza alienata, l’attrazione per l’aspetto magico e misterioso, del mondo – e di toccare alcuni tasti dolenti del Giappone: le colpe storiche, le responsabilità politiche del passato e del presente. Caratteristica rilevante dei grandi romanzi di Murakami è la presenza di personaggi che conducono vite ordinarie (in cui l’ampia platea dei lettori immediatamente si identifica, al di là di ogni barriera culturale), ma nel seguito del racconto capita che la loro storia si venga di solito a trovare sospesa tra reale e irreale, coinvolta in eventi magici e inquietanti. Il brusco passaggio dalla realtà al sogno rappresenta pienamente lo smarrimento dell’essere umano. contemporaneo di fronte a fenomeni sempre nuovi e incontrollabili. Lo sconfinamento in un universo parallelo tuttavia non è mai una fuga, ma discesa nel profondo di se stessi, alla ricerca di ciò che si cela nei recessi della nostra coscienza

Queste sono le parole dei giurati, che hanno riconosciuto nello scrittore de L’assassinio del commendatore, ultimo romanzo edito da Mondadori, una mente realmente in grado di cogliere le sensibilità del Sol Levante, inserendole nell’ordinarietà delle frenetiche vite occidentali. I meccanismi apparentemente lineari che costellano l’infinità di giornate tutte simili fra loro, altro non sono che fittizi: ogni azione è permeata di irrealtà, gli impulsi di vita e morte freudiani si scontrano e danno vita a cieli con due lune o a scomparse improvvise, oltre che a infiniti e apparenti sonni in After dark. Troppo spesso, però, nel continuo andirivieni si perde di vista quest’evidenza che la perfezione non esisterà mai, per tanto è corretto ricercare ordine ma fino a un certo punto.

La felicità è sempre uguale, ma l’infelicità può avere infinite variazioni, come ha detto anche Tolstoj. La felicità è una fiaba, l’infelicità un romanzo (Haruki Murakami)

Il premio vinto da Murakami consiste in 10 000 euro, mentre agli altri finalisti ne spettano 2500 euro a testa. Gli ultimi vincitori sono stati: nel 2018 António Lobo Antunes mentre l’anno precedente Ian McEwan, e poi Amos Oz, Javier Marias, Martin Amis, Alberto Abasino, Patrick Modiano e Enrique Vila-;atas. Indubbiamente, sia per la cifra vinta che per le riconoscenze ottenute, questa non può che essere per Murakami una fonte di felicità, o per dirla alla sua maniera l’incipit di una fiaba che lo condurrà dal Sol Levante in Italia. E chissò mai che questo breve soggiorno non gli serva da spunto per eventuali nuovi romanzi, che superando le fiabe, in Italia potrebbero trovare una nuoa originale collocazione. In realtà, Murakami già aveva citato Roma in uno dei suoi romanzi, La ragazza dello sputnik, e l’immagine di un bar sotto il sole è ancora vivido negli affezionati lettori, i quali senza dubbio non esiteranno a presentarsi nelle Langhe in quel di ottobre.

Roberto Alajmo, Jean Echenoz (Francia), Yewande Omotoso (Sud Africa), Alessandro Perissinotto e Christoph Ransmayr (Austria) sono invece i finalisti della sezione Il Germoglio. Se di realismo magico si tratta, dunque, tutto questo non è più meramente una fantasia o un affare d’invenzione, ma semplice e chiara realtà: tutto vero: Murakami sarà in Italia e, dicendola alla sua maniera, nell’attesa di ottobrecontinuiamo comunque a coltivare quell’immaginazione che «non ha problemi di costi e preventivi. È libera. Mettiamo da parte ogni preoccupazione piccolo borghese e sogniamo».

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

2 Commenti
  1. Gaetano dice

    Volevo giusto segnalare che Murakami viene pubblicato da Einaudi e non Mondadori.

    1. Valentina Ferrario dice

      Grazie 😉

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