“Ornamento e Delitto”: Adolf Loos e la nascita del gusto architettonico moderno

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Tra gli innumerevoli meriti di Adolf Loos (Brno, 10 dicembre 1870 – Vienna, 23 agosto 1933), riconosciamo quello di essere un architetto che fu fiero baluardo del funzionalismo, movimento cardine dell’epoca novecentesca. Da esso ha infatti origine il razionalismo, meritevole di aver dato un energico impulso al gusto architettonico moderno, e dunque anche a quello dei giorni nostri.

Ornamento e Delitto: Adolf Loos e la nascita del gusto architettonico moderno
Villa Muller, Praga

La struttura portante del pensiero dell’architetto è costituita dal netto rifiuto dell’ornamentazione, inutile e ormai obsoleta, in relazione al suo stretto legame con il progresso dei popoli. Secondo Loos, l’architettura e le arti sono infatti espressione diretta della cultura e della società in cui si esprimono: ad arretratezza culturale corrisponde arretratezza dal punto di vista stilistico e architettonico, così come architetture moderne sono manifestazione del progresso della civiltà che le ha realizzate. Questa stretta dicotomia viene riscontrata da Loos nelle due culture che egli meglio conosce, ossia quella austriaca e quella americana. L’apertura alla modernità  e al progresso tipica del nuovo mondo, si rispecchia infatti pedissequamente anche in ambito architettonico. La società viennese era invece a arretrata e poco predisposta ad accettare l’innovazione: per questo motivo prendevano piede movimenti come la Secessione viennese e l’Art Nouveau, con il loro uso smodato di decorazioni. Stabilitosi a Vienna nel 1896, Loos si serve della sua rivista Das Andere per divulgare il proprio pensiero e spingere la società viennese verso il tanto agognato progresso conosciuto in America. Non si pronuncia però solo su questioni architettoniche, ma elargisce consigli sul buon gusto in termini di moda, buone maniere, oreficeria, etc.

Nel 1908, Loos scrive il suo saggio Ornamento e Delitto, che suona come una sentenza di condanna nei confronti delle decorazioni, e addirittura come un ipse dixit, incontestabile. L’esempio principale alla base del suo pensiero è il paragone tra un Papua e un uomo occidentale: il primo decora tutto ciò con cui ha a che fare, dal suo viso ai remi delle barche, ma compie atti come uccidere i suoi simili per farne fiero pasto. Quest’omicidio non viene però considerato delittuoso, al contrario di quello compiuto da un uomo occidentale. Il motivo è che i due uomini sono mossi da una morale profondamente diversa e appartengono a civiltà con un differente livello evolutivo. Stessa cosa avviene per l’ornamento: un Papua che si ricopre di tatuaggi non è un degenerato, al contrario dell’uomo occidentale, che non dovrebbe più provare alcuna esaltazione alla vista dell’ornamento.

Ornamento e Delitto: Adolf Loos e la nascita del gusto architettonico moderno
Villa Moller, Vienna

Per quanto il saggio in sé sia attuale, questo paragone non manca di affermazioni che ai giorni nostri fanno storcere il naso: il pregiudizio di Loos nei confronti degli uomini tatuati si spinge al punto da affermare che essi siano tutti necessariamente dei delinquenti. E non si ferma qui: rincara la dose sentenziando che se un uomo tatuato muore senza aver commesso alcun crimine, è semplicemente morto prima di averne l’occasione. Trattenendo il fiato davanti a queste frasi dense di preconcetti, poco degne di un uomo dall’intelletto così rivoluzionario, ci concentriamo sull’articolazione più apprezzabile del pensiero che rivoluzionò il gusto estetico del Novecento. Loos spiega come ciò che contraddistingue l’epoca moderna è il fatto di non essere in grado di produrre un ornamento nuovo. Non si tratta un aspetto negativo, ma è anzi dimostrazione del superamento di un concetto appartenente ad epoche passate, del tutto inessenziale e privo di utilità. Questo passaggio si configura come la rottura di una schiavitù, come un percorso inevitabile che l’uomo deve compiere. A tal proposito, Le Corbusier scriveva: «Loos è passato con la scopa sotto i nostri piedi e ha fatto pulizia omerica, esatta, sia filosofica che lirica».

Esistono rari casi in cui però l’ornamento ha motivo di essere. L’uomo moderno deve ripugnare le decorazioni, ma Loos riconosce l’importanza didascalica dell’ornamento classico e della civiltà che lo ha dato alla luce. Per chi desidera imparare l’arte del disegno, la conoscenza della classicità ha dunque il medesimo ruolo della conoscenza della grammatica: essa crea infatti disciplina in noi stessi e conduce all’unità delle forme dei nostri oggetti d’uso.

Ornamento e Delitto: Adolf Loos e la nascita del gusto architettonico moderno
Looshaus, Vienna

Se alla nostra vista risultano più piacevoli superfici lisce, pure, essenziali dal punto di vista cromatico, lo dobbiamo anche ad Adolf Loos e alla sua estenuante battaglia contro il superfluo. È anche merito del suo pensiero se apprezziamo l’arte barocca ma la percepiamo come anacronistica, poiché tanto ricca di eccessi e sovrabbondanze.

Inoltre il discorso di Loos non rimane pura astrazione, ma trova concretezza e al contempo sublimazione nelle sue opere: casa Muller, casa Moller, villa Steiner, casa Tzara sono solo alcuni tangibili esempi di linearità, semplicità, purezza e assenza di ornamento, specialmente in facciata. La forma rispecchia totalmente la funzionalità che gli spazi svolgono: è questa l’essenza dell’architettura di Loos, che viene infatti detta funzionalista e fa risuonare il suo eco anche nella concezione estetica odierna.

Adele Pittorru per MIfacciodiCultura

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