I Grandi Classici – Il laureato

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I Grandi Classici – Il laureato

Mike Nichols e Dustin Hoffman sul set
Mike Nichols e Dustin Hoffman sul set

Il laureato – The Graduate è uno dei film più celebri del regista Mike Nichols. Grande classico moderno, manifesto di una generazione, il film in questione è stato una pellicola di culto per i giovani degli ultimi anni ’60. Oscar alla regia nel 1967, accompagnato da una colonna sonora meravigliosa firmata da Simon & Garfunkel, il film offre uno spaccato dell’inquietudine giovanile dell’epoca lanciando Dustin Hoffman, fino ad allora attore di teatro e caratterista pressoché sconosciuto, nell’olimpo hollywoodiano.

Un film semplicemente fantastico ambientato durante il boom economico degli anni ’60, che ci racconta le famiglie americane della middle class, famiglie da cartellone e da spot pubblicitario della Coca Cola, famiglie solo apparentemente perbene.

Benjamin Braddock (Dustin Hoffman) proviene da una di queste agiatissime famiglie della California, ha vent’anni e tutta la vita d’avanti. Torna a casa dopo aver ottenuto la licenza superiore al college e partecipa, con disagio, alla festa organizzata in suo onore. Passa le sue giornate sentendosi il peso del mondo addosso, mentre è in piscina, annoiato e preoccupato per il suo avvenire. Alla festa non lega con nessuno, ma c’è qualcuno che lo osserva e accade qualcosa di strano. La signora Robinson (Anne Bancroft), moglie del socio di suo padre, con una scusa si fa riaccompagnare a casa e riesce a sedurlo.

Il laureatoLa scena in questione è abbastanza nota ai più: la ricca e annoiata signora Robinson si spoglia di fronte a Benjamin che, seppure imbarazzato, viene coinvolto nella relazione. Ben scopre che il rapporto tra lei e il marito non esiste più, dormono in camere separate e la donna è stata costretta a sposarsi poiché era rimasta incinta. Per farvi capire come è la situazione, il marito non sospetta nulla e inizia a parlare a Benjamin della figlia Elaine (Katharine Ross). Benjamin è coinvolto a livello sentimentale nella relazione con la Signora Robinson ma tutto precipita quando fa la conoscenza della figlia. Da questo momenti i due giovani si innamoreranno e il legame verrà contrastato arrogantemente dalla signora Robinson, la quale a suo tempo aveva fatto un patto con il giovane: gli aveva fatto promettere che non sarebbe mai uscito con la figlia. Una serie di elementi rendono il film più unico che raro: la figura della signora Robinson, gelosa ed invidiosa della figlia e del rapporto fra i due e la conseguente confessione fatta dalla mamma alla figlia, circa la relazione con una persona molto più giovane di lei. A questo punto Elaine decide di lasciare Ben, ma Ben la insegue e lotta con tutte le sue forze per riprendersela. Libero e anticonvenzionale, a bordo della sua Alfa Romeo Duetto rossa e sfuggente, farà di tutto pur di riconquistarla… fino alla celebre scena sull’altare.

È innegabile, molto della fortuna de Il laureato dipende dal montaggio e dalla colonna sonora: Mrs. Robinson viene scritta appositamente per il film, due tracce vengono prese da The Sound of Silence e due da Parsley, Sage, Rosemary and Thyme, e il montaggio oculato enfatizza la sincronia tra musica ed immagini.

Il laureato è un film profondamente drammatico, sebbene ci siano momenti leggeri, un film in cui il tema generazionale è centrale: da un lato ci sono i giovani e le loro inquietudini; dall’altro ci sono gli adulti e il loro modo di vivere mascherato dal perbenismo.

the_graduate_ending_shot_elaine_and_benjamin_on_busNe Il laureato i giovani si ribellano, non politicamente, ma si ribellano: si ribellano a un tipo di società, scardinano le regole in cui sono costretti a vivere, scardinano determinati rapporti sociali. Ok, Dustin Hoffman non sarà uno dei protagonisti di Easy Rider, non vuole cambiare il mondo e non sperimenta droghe, ma vuole cambiare le regole del mondo in cui vive. Disobbedisce a bordo della sua Alfa Romeo, disobbedisce nascondendosi in camera sua… sì, d’accordo, non sarà un rivoluzionario, ma quello che fa per Elaine è tantissimo ed insieme seguiranno la propria strada, una sua strada diametralmente opposta rispetto a quella degli adulti che li circondano. Il pubblico giovanile di quegli anni si identificò tantissimo nei personaggi protagonisti del film, con la loro insofferenza, la loro speranza per una società e un mondo più libero.

Il film è tratto dal romanzo omonimo di Charles Webb ed è sceneggiato da Calder Willingham e Buck Henry. Per molti critici la fuga finale dei due giovani in un autobus preso a caso è vista una sintesi del clima di quell’epoca, la spinta a una rottura con il conformismo imposto dalla società, ma non tutti sanno che un film italiano del 1934 con Anna Magnani e Vittorio De Sica aveva una scena molto simile nel finale. La scena finale del film in questione, Tempo massimo, vede il professore interpretato da De Sica piombare in chiesa giusto in tempo per evitare il matrimonio e va via con la sua futura sposa in pullman.

https://www.youtube.com/watch?v=LUKHfZy7TZQ

Sebbene il finale è a mio avviso troppo simile al film italiano, un film che comunque non brillava a livello di trama, la pellicola firmata Mike Nichols resta un’opera completa in cui l’intrattenimento si unisce all’arte.

Un film da vedere assolutamente nella vita.

Massimiliano Romualdi per MIfacciodiCultura

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