La pittura come il mare: a Mendrisio la prima mostra postuma di Guccione

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Dal 6 aprile al 30 giugno prossimo, il Museo d’arte di Mendrisio ospiterà la prima retrospettiva postuma dell’artista siciliano Piero Guccione, scomparso il 6 ottobre scorso. Un artista importante per l’arte italiana e non solo, che ha vantato  commissioni importanti, corrispondenze con i maggiori artisti e letterati del Novecento (Vittorio Sgarbi, Leonardo Sciascia e Alberto Moravia solo per citarne qualcuno), ma soprattutto che ha saputo creare un ponte, un collegamento artistico tra pittura, poesia, arte e sentimento.

Il maestro Piero Guccione

Protagoniste dell’esposizione di Mendrisio sono le tele che hanno come soggetto il mare; le opere, 56 in tutto, declinano in modo sempre differente il connubio tra mare e cielo e quindi, tra finito ed infinito, tra mobilità ed immobilità. Due elementi così simili, così vicini tanto da sembrare confondersi ad un certo punto delle tele, eppure tanto contrastanti fra di loro. Proprio queste  opposizioni -che rimandano al sentimento del sublime ottocentesco dove la natura sopraffa l’uomo con la sua grandezza e la sua potenza, lasciandolo smarrito ma al tempo stesso affascinato- diventano il punto cardine dell’arte di Guccione, che, al contrario di uno dei suoi massimi ispiratori, Caspar David Friedrich,  rappresenta però una natura benevola, tranquilla, che quasi invita alla meditazione.

Luna d’agosto, 2005

Il mare è calmo, l’azzurro del cielo è avvolgente, e talvolta, sulle tele, si può scorgere una luna piena delicatamente accennata. Ciò che sorprende è che le opere sono talmente belle che sembrano essere delle fotografie; ma, come lo stesso Guccione affermava, nessuno dei suoi quadri è stato ispirato da qualcosa di artificiale come una macchina fotografica; tutto ciò che l’artista faceva era contemplare il mare, gli scorci della sua Sicilia e riprodurli poi sulla tela, trasmettendo attraverso i suoi pastelli tutto il sentimento che quel paesaggio che ha osservato ed interiorizzato, gli ha suscitato.

La mostra, organizzata dal Museo di Mendrisio e curata da Simone Soldini e Barbara Malacrida -in collaborazione con la figlia dell’artista, Paola Guccione– è davvero interessante perchè porta il fruitore ad accostarsi ad un tipo di arte che rimane un pò sospesa tra realismo (per il modo perfetto in cui la realtà visiva viene rappresentata) ed astrattismo (per il contenuto emotivo delle opere); Piero Guccione voleva indagare il sentimento umano attraverso la contemplazione del cielo e del mare e certamente, chi avrà l’onore di visionare le sue opere, assisterà a qualcosa che è molto di più di una semplice mostra; è la riproposizione del viaggio interiore dello stesso artista, che attraverso le sue tele, possono provare a compiere tutti.

Cielo e nuvole a Punta Corvo, 2006

Un plauso và a coloro che si sono occupati della mostra rendendola possibile, e quindi al comune di Mendrisio, l’archivio Piero Guccione, il fondo Swissloss, la Repubblica Cantone Ticino e l’ufficio Stampa Lucia Crespi. La figlia dell’artista, Paola, durante la conferenza stampa ha annunciato che la casa del padre verrà aperta al pubblico e resa accessibile da tutti coloro che desidereranno ammirare gli ambienti e gli strumenti da lavoro dell’artista e perchè no, provare a seguirne le orme.

 

Ilenia Carbonara per MIfacciodicultura

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