Francis Ford Coppola: la famiglia, i successi, il vino

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Stati Uniti, anni ’40. Un ragazzino si ammala di poliomielite e, non potendo uscire di casa, armeggia con i suoi giocattoli ricreando dei siparietti. Certo non ha neppure il sospetto che un giorno sarà salutato come il leggendario Francis Ford Coppola, tra i padri fondatori della New Hollywood.

Francis Ford Coppola con la moglie Eleanor e i figli, Roman e Sofia

Questo colosso del Cinema nasce a Detroit il 7 aprile 1939, secondo figlio di una coppia di origini lucane e napoletane. Nel caso dei Coppola non sembra improprio parlare di una illustre discendenza: ci sono Francis con i suoi figli, il produttore Gian Carlo (scomparso prematuramente nel 1986) e i registi Roman e Sofia; poi la sorella Talia Shire, volto dell’Adriana di Rocky Balboa e madre dell’attore Jason Schwartzman; e infine Nicholas Cage, figlio del fratello maggiore dei Coppola.

A Francis non riesce di seguire la stessa carriera musicale del padre e, dopo una laurea in arti teatrali nel 1960, si fa le ossa lavorando come sceneggiatore e aiuto regista al servizio di Roger Corman. Studia cinematografia presso la prestigiosa UCLA ed esordisce con il film a luci rosse Questa sera di sicuro. Seguono Terrore alla tredicesima ora Buttati Bernardo!, grazie al quale nel 1967 si laurea all’università losangelina. Tre anni dopo riceve il primo dei suoi sei Oscar, per la sceneggiatura di Patton, generale d’acciaio diretto da Schaffner.

Da una parte, gli anni ’70 per Coppola iniziano con la fondazione della casa di produzione American Zoetrope insieme all’amico George Lucas. Dall’altra, con l’affermarsi della New Hollywood.

Sulla scia di questa nuova corrente, che vuole rifondare il cinema americano ridandogli lustro e dignità, a Francis Ford Coppola viene fatta un’offerta che non avrebbe potuto rifiutare. Dopo i “no” di vari registi, fra cui Leone e Kazan, la Paramount decide che a dirigere l’adattamento cinematografico di un romanzo di Mario Puzo sarà proprio Francis… che sulle prime declina, salvo ripensarci dopo. Eppure il regista non ricorda Il padrino (1971) tra i film preferiti della sua stessa filmografia, e ad incidere sulla scelta potrebbero essere i numerosi contrasti che infiammano la lavorazione. Francis si batte a lungo per avere nel cast Marlon Brando e Al Pacino, entrambi snobbati dalla produzione: il primo perché è considerato la “pecora nera” di Hollywood, il secondo perché ritenuto sconosciuto e basso.

Ma l’epopea famigliare dei Corleone è un successo planetario e senza tempo (ad oggi ha incassato oltre il miliardo di dollari) e Coppola si lascia convincere a continuare la saga: Il padrino – Parte II (1974) riscuote ancora più riconoscimenti del suo predecessore; ma lo stesso non può dirsi del Padrino – Parte III (1990), accolto tiepidamente. Per diverso tempo gira voce di un quarto capitolo, ma Coppola smentisce categoricamente: la storia dei Corleone è finita, Puzo è scomparso, e sotto sotto il regista non è un fan di prequel e sequel.

Francis Ford Coppola
Coppola a Bernalda, in Basilicata, davanti Palazzo Margherita. Il regista ha dichiarato più volte di voler rilanciare il metapontino, cui si sente legato

Carico della fortuna riscossa con il primo lungometraggio della trilogia, Francis si dedica a La conversazione e Apocalypse Now, liberamente tratto dal romanzo di Joseph Conrad Cuore di tenebraCoppola è spesso produttore di se stesso e mette in atto delle strategie ben precise: prima di iniziare Apocalypse Now, per esempio, crea una serie televisiva basata sul Padrino che gli frutta tanto quanto serve per avviare la nuova produzione. Il giochetto si ripete più frequentemente dagli anni ’80 in poi, specie quando il regista si ritrova a dover rimediare al disastro di Un sogno lungo un giorno. Il flop non lo spinge solo a vendere i suoi studi della casa di produzione, ma anche ad accettare di dirigere I ragazzi della 56a strada e Rusty il selvaggio.

Coppola è un regista poliedrico che sperimenta più generi: commedia drammatica, film sentimentale, guerra, violenza giovanile e persino musical. I risultati possono essere tanto successi stellari quanto rovinosi fallimenti, tali quasi da far credere alla critica che il regista non abbia più nulla da dire. Inoltre, variamente nel corso della sua carriera, Francis avverte il bisogno di una pausa dalla macchina da presa. Impara allora a trovare rifugio nel silenzio e nella natura, ed è in questi momenti che predilige l’attività vinicola: da quarant’anni il suo Rubicone gli porta incassi maggiori di quelli del cinema.

Una volta conclusa la saga corleonese, Francis torna alla ribalta nel 1992 con Bram Stoker’s Dracula e nello stesso anno riceve il Leone d’oro alla carriera alla 49a Mostra di Venezia. In realtà è difficile tenere il conto di tutti i riconoscimenti collezionati nella sua carriera: qui ci si accontenta di ricordare che Francis Ford Coppola è una delle sei personalità nella storia dell’Academy ad aver vinto l’Oscar in veste di regista, sceneggiatore e anche produttore. E come se ciò non bastasse, nel 2010 arriva anche il Premio alla memoria Irving G. Thalberg, saltuariamente conferito a «produttori creativi, i cui lavori riflettono delle continue produzioni cinematografiche di alto livello». Dice tutto, no?

Anna Maugeri per MIfacciodiCultura

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