Perugia si anima con il Festival Internazionale del Giornalismo

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Sono tredici anni che Perugia si anima, durante alcune giornate d’aprile (dal 3 al 7 questa volta), grazie al Festival Internazionale del Giornalismo, anche noto con la sigla #IJF(19). Il capoluogo dell’Umbria assume una veste tutta nuova grazie a questo evento: una splendida città medievale che diventa un volto internazionale del giornalismo, della stampa e dell’informazione nel suo complesso. I suoi fondatori sono Arianna Ciccone e Chris Potter, che ogni anno si dedicano all’organizzazione del Festival con grande impegno e nei minimi dettagli – e l’impresa non è affatto semplice tenendo conto della portata dell’evento, della simultaneità di conferenze, speaking, conferenze, laboratori, presentazioni di libri e molto altro. Il tutto perfettamente documentato dalla tecnologia e dagli streaming, e specialmente, il tutto a ingresso libero. Alcuni nomi italiani presenti saranno il Procuratore nazionale Antimafia Cafiero De Raho, il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, il presidente dell’Autorità Nazionale Anti-corruzione Raffaele Cantone, il vincitore Sanremo Mahmood, l’astronauta Samantha Cristoforetti. E per quanto riguarda voci straniere, ci saranno interviste: del giornalista Matthew Caruana Galizia – che con l’inchiesta su Panama Papers ha vinto il Premio Pulitzer due anni fa, della leader del movimento femminista Femen Inna Shevchenko, Jaclyn Corin e David Hogg, dei ragazzi sopravvissuti alla strage di Parkland, e così via.

Insomma, il Festival del Giornalismo è all’insegna della molteplicità e della varietà, senza retorica. Si passa dalla cronaca di guerra alle fake news, dalla letteratura alla filosofia, dalla tecnologia alla politica, dalla questione immigrazione al cambiamento climatico, ma nominare ogni ambito del programma sarebbe impossibile. Ad ogni modo, è realmente un gioco di incastri, per accontentare i gusti del pubblico e per fornire una gamma di notizie e approfondimenti assolutamente non indifferente, sia per i professionisti del giornalismo e della comunicazione sia per i semplici visitatori e utenti. La grande risonanza che la manifestazione ha ottenuto da più di dieci anni a questa parte, ha portato all’ottenimento di sponsor colossali quali Facebook, Google News, Amazon, Sky, Coca Cola Italia. Insomma, un forte successo per la cultura italiana, e andrebbe sempre promosso e incentivato.

Se posso permettermi la prima persona, all’evento di Perugia sono molto affezionata in riferimento a un’esperienza passata, che per tre anni durante le scuole superiori mi ha portato a vivere momenti davvero interessanti di formazione a livello personale, e anche di divertimento. Mi riferisco alla sezione dedicata alla stampa studentesca, meglio conosciuta come CISS (Convegno Italiano della Stampa Studentesca), solitamente organizzata dalla redazione Zabaione del Liceo Parini di Milano. Quando si partecipa da poco più che adolescenti a un’esperienza di questo genere, essendo appassionati dell’ambito, ciò che salta immediatamente all’occhio è l’entusiasmo del momento. E ciò ovviamente non vale solo per la stampa studentesca, ma per la manifestazione internazionale nella sua interezza. Infatti, vedendo in un vortice dinamico giornalisti, scrittori, attori, fotografi, professionisti del web e molti altri uomini del settore, non si può fare a meno di osservare quanto lavoro e impegno ci sia dietro tutto questo, dietro ogni incontro, relazione, minuta organizzazione. Pagine bianche (o schermi bianchi) in cui ogni volta si costruisce qualcosa. Poiché l’evento assorbe inevitabilmente le proprie energie e la propria concentrazione, a un certo punto bisogna selezionare ciò che riteniamo sia importante e significativo per la propria esperienza personale. Grazie alla varietà dell’atmosfera proposta, qualcosa di inaspettato si trova sempre, e così si può rimanervi ben soddisfatti, e perché no, criticare quello che non è piaciuto.

In occasioni come quella di Perugia, specialmente se si è alle prime armi, si pensa semplicemente che è stato bello esserci stati, perché anche solo osservando si impara moltissimo. Stando a contatto con la gente, con professionisti o dilettanti, usufruendo delle risorse disponibili. Durante le giornate del Festival, si respira un calore umano, che lascia il sapore un po’ di sogno e di speranza. Non per questo, la percezione del rischio e della difficoltà di determinati generi di giornalismo non sia da calcolare. Dunque, una Perugia animata dal potere dell’informazione e della cultura può trasmettere sì un valore buono di qualcosa che si sta costruendo, e altrettanto l’esperienza di un giornalismo, tradizionale o meno, in cui si può ancora credere.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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