Heath Ledger: l’attore consacrato alla fama dalla sua stessa morte

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Heath Ledger in 10 cose che odio di te

Quando il 22 gennaio del 2008 una cameriera e una massaggiatrice trovarono il corpo senza vita di Heathcliff Andrew Ledger nel suo appartamento di Soho, a New York, subito si pensò ad un suicidio. Ma Heath Ledger, che aveva appena concluso le riprese de Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan, nel quale interpretava Joker, un ruolo al quale aveva lavorato con un’assiduità morbosa, non si era suicidato.

Ledger era nato il 4 aprile del 1979 a Perth, in Australia, dove era cresciuto segnato negativamente dal divorzio dei genitori. Scopre presto il suo amore per la recitazione, amore che lo porta a sedici anni a lasciare la scuola per andare a Sidney per seguire la carriera cinematografica.

Dopo aver interpretato la parte del classico belloccio nella commedia 10 cose che odio di te, ricerca un ruolo degno della sua arte e che vada oltre il suo aspetto fisico. L’occasione gli viene data nel film Un patriota di Mel Gibson, che si rivela il punto di svolta per la sua carriera. Il suo talento viene riconosciuto dalla critica che gli assegna il Showest Award come Male Star of Tomorrow.

Nei cinque anni successivi sceglie le parti sbagliate nei film sbagliati, rifiutando altre che si sarebbero rivelate di successo per i suoi sostituti. Va meglio infine col film La setta dei dannati di Brian Helgeland, con il quale aveva già collaborato nel film del 2001 Il destino di un cavaliere, ma è il 2005 l’anno del successo.

Heath Ledger ne I segreti di Brokeback Mountain

Heath Ledger ottiene tre ruoli in tre film presentati al 62° Festival di Venezia: I fratelli Grimm e l’incantevole strega di Terry Gilliam, Casanova di Lasse Hallström e I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee, vincitore del Leone d’oro. La pellicola di Ang Lee è anche quella che lo porta alla nomination all’Oscar come migliore attore non protagonista – il più giovane ad essere mai stato nominato – e a conoscere Michelle Williams, che diventa la sua compagna e la madre di sua figlia.

Dopo una pausa lavorativa, torna a recitare nel 2007 nel film biografico su Bob Dylan, Io non sono qui, sul set del quale inizia una relazione con Cate Blanchett. Nello stesso anno inizia a lavorare al ruolo di Joker in Il cavaliere oscuro, la sua prima parte da antagonista.

Il risultato è «uno psicopatico senza coscienza delle sue azioni, un sociopatico assoluto, un assassino di massa a sangue freddo», dice l’attore. Aggiunge inoltre che è stato il ruolo più divertente che abbia mai interpretato, quello stesso ruolo che non ebbe modo di vedere sul grande schermo e che gli valse il Premio Oscar postumo come miglior attore non protagonista nel 2009.

Scartata l’ipotesi del suicidio, l’autopsia rivelerà che la causa di morte è stata un accidentale mix di sonniferi, ansiolitici e analgesici. Non è stato un atto volontario quindi, ma un avvelenamento da farmaci che gli erano stati regolarmente prescritti dal medico per contrastare insonnia e ansia.

In molti ipotizzarono che fosse dunque stato Joker stesso ad ucciderlo,questo  ruolo  lo avrebbe portato alla follia e alla totale immedesimazione nella mente di un pazzo, privandolo del sonno e della lucidità. Ma anche questa teoria è stata smentita dalla sorella, che ricorda quanto Heath Ledger avesse trovato stimolante quel ruolo così nuovo per lui.

Non si sa quali siano le cause più profonde che portarono l’artista a compiere un tale errore. Forse una fama troppo grande da sopportare, forse come molti altri prima di lui si è lasciato schiacciare dal successo.

Joker

La lista di quegli artisti che sono arrivati a uccidersi, volontariamente o per sbaglio, a causa di un’overdose di alcol e droghe, è così lunga e vanta nomi così noti da aver meritato il nome di Club dei 27. Da Jimi Hendrix a Jim Morrison, da Kurt Cobain a Amy Winehouse, gli artisti che non sono riusciti a reggere il peso della fama sulle loro spalle sono molti – troppi –, carriere e vite stroncate all’apice, a 27 anni, nel momento in cui si è fatto abbastanza per poter passare alla storia, per essere immortali comunque vada, e sembra di non poter fare nulla di più.

Ma Heath Ledger, che aveva 28 anni al momento della morte, non si è suicidato, non ha abusato di droghe e alcol, non ha cercato o sfidato la morte come molti altri. È stato un errore a portarselo via, eppure anche lui, con questa fine misteriosa e di cui si ignorano le cause prime, godrà in eterno della fama di tutti quegli artisti consacrati dalla loro stessa morte.

Jennifer Carretta per MIfacciodiCultura

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