Carlo Magno e la minuscola carolina: la vittoria della scrittura sulla spada

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Carlo Magno e la minuscola carolina: la vittoria della scrittura sulla spada

Incoronazione di Carlo Magno

Se l’ambientazione non è quella di una leggenda o di un racconto, poco ci manca. Anno di grazia 800 d.C, giorno di Natale: Carlo Magno (2 aprile 742 – Aquisgrana, 28 gennaio 814), figlio di Pipino e re dei Franchi, viene incoronato Imperatore romano da Papa Leone III. Si chiudeva così un’era in cui il Papa aveva retto l’Occidente (almeno spiritualmente) in attesa che un giorno il riscatto di Roma sarebbe partito dall’Oriente e l’Imperatore di Bisanzio avrebbe riavuto il suo trono originario.

In realtà, secondo l’opinione attuale degli storici, Carlo Magno non voleva affatto venir incoronato imperatore: per quanto nella visione comune sia divenuto un restauratore della potenza romana e un sovrano illuminato e universale, Carlo era un barbaro, e barbaro si sentiva. Il suo obiettivo era sempre stato espandere il dominio franco, e sapeva bene che il Papa aveva un potere contro cui le armi non sarebbero bastate: il potere spirituale, che faceva di lui successore di San Pietro e vicario di Cristo stesso. La mossa di Leone III fu abile e spregiudicata: tutta la Chiesa si inchinò umilmente al nuovo signore che aveva sconfitto i minacciosi Longobardi, ma poi, davanti a tutta Roma, il Papa mise la Corona Ferrea sul capo di Carlo, mostrando che solo la Chiesa poteva donare il potere. Carlo, che la storia avrebbe conosciuto come Magno, capì al volo le intenzioni del Papa, e non poté far altro che adeguarsi.

Tuttavia, pur rigettando mentalmente il compito di sovrano universale, il progetto di Carlo fu sempre quello di rendere più saldo e unito il suo nuovo impero. La missione era complessa: si trattava di unificare sotto un solo governo regioni europee culturalmente diversissime, come Italia, Francia e Germania. Dopo la dissoluzione dell’Impero Romano, questi territori non avevano più avuto legami, se non quelli fra monasteri e vescovadi, che però costituivano un capitolo a parte. Come fare dunque a rinsaldare un territorio così vasto?

Il problema delle comunicazioni era la scrittura: pochissimi all’epoca erano in grado di leggere e scrivere, a causa della complessissima grafia, diversa da posto a posto e ricca di abbreviazioni, tratti tipici di singoli copisti e lettere poco riconoscibili. Carlo capì dunque che era necessario rifondare da zero l’arte dello scrivere. Nacque così la minuscola carolina, una scrittura corsiva chiara e lineare. Fra le principali innovazioni il punto di domanda, un’invenzione semplice quanto geniale: prima i copisti segnavano la domanda con la sigla qo (da quaestio latino) ma spesso queste lettere andavano a confondersi con altre sigle. In questo modo, con un segno chiaro e ben definito, non ci si poteva più confondere. Sulla stessa linea di pensiero furono eliminate tutte le abbreviazioni e i relativi segni grafici, e ogni lettera venne scritta in modo più chiaro.

La minuscola carolina fu utilizzata per la prima volta dai monaci benedettini di Corbie, località poco lontana da Parigi e quindi vicina al centro nevralgico del nuovo impero.

A poco a poco si diffuse in tutto l’Occidente. Certamente l’input per il suo uso fu dato dall’alto, ma la carolina ebbe successo soprattutto in “basso”: la grafia semplice e schietta permise a fasce della popolazione prima analfabete di imparare a leggere e scrivere. I mercanti, ad esempio, fecero larghissimo uso della carolina, fino a creare da quella base una propria scrittura detta “mercantesca”. Le cancellerie adottarono la carolina come scrittura più facile, e gli errori di copiatura diminuirono drasticamente.

L’unità dell’Occidente tanto agognata da Carlo Magno restò un’utopia: in poco il regno si sfaldò, divisi dalle pretese dei discendenti e da guerre interne.

Ma l’unità di scrittura, quella restò salda, tanto che la carolina fu ripresa e perfezionata dagli umanisti, che videro in lei il mezzo perfetto per divulgare la bellezza dei classici

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. Susi dice

    Articolo veramente interessante, chiaro e ben scritto! Complimenti e grazie.

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