L’ annusatrice di libri, quando la conoscenza passa dal naso: in un brillante romanzo di Desy Icardi

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Citazioni sui libri, sull’importanza dei libri, sul potere di unione umana e apertura mentale e spiegazione sociale. Importanza della lettura, libri, parte per il tutto, astratto per il concreto. Alzi la mano, poi, chi non annovera tra le sue conoscenze almeno una persona che ama l’odore dei libri. Il profumo, per meglio dire. Con L’ annusatrice di libri, di Desy Icardi, ennesima operazione di alto valore editoriale di Fazi Editore, abbiamo per le mani un libro sui libri, come poche altre volte accade nella storia della letteratura: ovviamente, di solito gli scrittori elaborano saggi sulla scrittura, o si limitano (per così dire) agli aforismi, mentre qui abbiamo un intero romanzo, corposo, denso, lirico e umoristico, sulla capacità dei libri di cambiare il mondo.

Desy Icardi

O almeno, sulla capacità dei libri di cambiare il modo in cui si guarda, questo mondo. Di accendere una fiamma: il cambiamento del mondo viene dopo, forse, se siamo fortunati. Desy Icardi, italiana, formatrice aziendale, copywriter, cabarettista e ovviamente scrittrice, con L’ annusatrice di libri ci regala una storia che si intreccia su due piani temporali tra Amalia durante l’ascesa del fascismo e la nipote Adelina alla fine degli anni ’50: difficile condensare la ricchezza di questo L’annusatrice di libri, dal punto di vista descrittivo, introspettivo, lessicale, di intreccio narrativo. Icardi tocca temi di scottante attualità, oltre che di valenza storica, come le leggi razziali, personaggi candidi quasi alla Winnie Pooh, e altri degni dei grandi avari della letteratura – Amalia, quando diventa zia Amalia, è creatura all’altezza di uno Scrooge, ma intervallando la grettezza con un’ironia spassosa («zia Amalia riteneva salubri tutte le cose a buon mercato, mentre giudicava nocive quelle che costavano più di quanto lei ritenesse opportuno») che delinea, tra le altre cose, un piccolo mondo antico di provincia, fatto di cose di pessimo gusto ed esistenze minuscole sullo sfondo di avvenimenti più grandi dei protagonisti.

Certo, a meno di possedere un superpotere.

Così tanti libri da annusare, e così poco tempo

È vero, tutti conosciamo un annusatore di libri. Ma non come Adelina: perché la protagonista di L’ annusatrice di libri non ricava solo una sottile, impalpabile soddisfazione dell’odore di carta e inchiostro (provate a farlo con un ebook…). Dai libri – solo alcuni, quelli “odorosi” – Adelina ricava infatti l’intera trama, senza bisogno di leggere; o almeno, di leggere con gli occhi. L’ annusatrice di libri, insomma, legge col naso, questo argomento così caro alla letteratura da Gogol a Rostand e oltre, decodifica ed impara con gli odori. E questa capacità, straordinaria e del tutto singolare, darà una svolta imprevista alla storia, destinata col passare delle pagine a diventare sempre più avventurosa, toccando punti alternativamente fiabeschi e gotici, fantasy e giallistici, con tanto di misteri da svelare e codici da decrittare. Attraverso l’olfatto, questo senso così particolare e epistimicamente negletto, che però è quello che attiva maggiormente la funzione del ricordo, e nel regno animale è fonte di assai più certa conoscenza rispetto alla più nobile vista.

Va quasi da sé, la scrittura limpida di Icardi, in questo L’ annusatrice di libri, è a supporto di personaggi femminili a tinte forti, che non si limitano assolutamente all’accoppiata Amalia/Adelina, mentre per contro le figure maschili hanno generalmente un ruolo comprimario, a tratti grotteschi, patetici e comunque negativi. Come darle torto, peraltro? Ma del resto, non sarebbe stato lecito attendersi qualcosa di molto diverso dalla creatrice di Patataridens, il primo blog italiano dedicato alla comicità al femminile, che già nel nome dà l’idea della carica ironica di questa autrice.

Su tutto, ovviamente, aleggia l’amore per i libri, in una misura tale da ricordare il Mendel dei libri di Stefan Zweig, che però declina la sua devozione in chiave malinconica e drammatica. La bravura di Icardi di gestire il registro umoristico si vede invece nell’uso del registro comico, per contrasti, come si deve. L’annusatrice di libri è Adelina, quindi zia Amalia non può che provare sentimenti contrari: «nonostante la sua diffidenza verso i libri, il contenuto di quella pubblicazione le era sembrato tanto interessante e utile da indurla a leggerne quasi la metà».

Diffidenza giustificata, ovviamente, distopie docunt: non possiamo che essere d’accordo con zia Amalia, vista la nostra esperienza di libri.

E sia detto da annusatori di libri.

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

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