L’artista bambino: una mostra tra arte e pedagogia in esposizione a Lucca

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Se, da appassionati d’arte, state cercando una mostra un po’ diversa dal solito, dove si affronta un tema che non ha radici solo nell’arte ma anche nella pedagogia, sociologia e poesia, la mostra curata da Nadia Marchioni per la Fondazione Centro- studi Carlo e Licia Ragghianti a Lucca, è quello che fa per voi.
L’esposizione si intitola L’artista bambino – infanzia e primitivismi nell’arte italiana del primo Novecento, e racconta come alcuni grandi artisti (soprattutto toscani) si siano avvicinati al disegno fanciullesco desiderosi di comprendere e ripercorrere le radici dell’arte, le basi da cui partono i grandi capolavori.

Opera dell’artista Alberto Magri

Le opere variopinte e dalle differenti declinazioni stilistiche che adornano le sale del prestigioso complesso monumentale di San Micheletto, esplicitano in arte le indagini ed i precetti contenuti nel saggio dello stesso Carlo Ludovico Ragghianti – uno dei più grandi storici dell’arte del secolo scorso, fondatore insieme a Ranuccio Bianchi Bandinelli della rivista “Critica d’arte”- dove si ripercorre con tanto di esempi documentaristici, l’importanza dell’infanzia nei movimenti artistici: essa viene intesa sia come tecnica sia come soggetto: in mostra si può infatti ammirare la fanciullezza come protagonista di un’opera d’arte – i ritratti dei bambini ne sono esempi- ma anche come tecnica, come mano agente, autrice del disegno.

Bambino con cagnolino e macchinina

Vengono così mostrate le fragilità delle linee tratteggiate dalla manina del bambino, apparentemente incerta e tremante, ma anche tutta la sua più completa libertà, quella di una mano libera di esprimersi senza badare troppo a tecnicismi e regole istituzionali. A fare da eco all’esposizione, l’opera letteraria più famosa di Giovanni Pascoli, Il fanciullino, il cui omaggio viene esplicitato da alcune opere che hanno come sfondo proprio il piccolo borgo di Barga, cittadella che ha ospitato il poeta per 17 anni, compresi quelli della stesura del suo saggio.

Ottone Rosai, 1922

L’esposizione si articola in sei sale, ognuna con un suo tema o artista dominante; una delle più interessanti è senza dubbio la quarta, dove è possibile apprezzare una differente declinazione della fanciullezza: si possono infatti ammirare disegni di bambini tratti da materiale stampa, cartoline e giornali di trincea -utilizzati soprattutto per fini propagandistici- durante gli anni della Grande Guerra; una documentazione di straordinaria bellezza ed importanza culturale che vanta tra gli altri, disegni autografi di Carlo Carrà e Giorgio De Chirico.

La mostra -che riporta in scena dipinti che non venivano proposti al pubblico da oltre 30 anni-  è poi una buona scusa per visitare tutta la Fondazione Ragghianti, un centro studi che vanta documenti epistolari autografi di Renato Guttuso, oltre 80.000 libri, fotografie ottocentesche e molto altro. Insomma, se cercate un’esperienza artistica che vi spinga a fare una gita fuori porta, non perdetevi l’occasione di visitare la mostra L’artista bambino – infanzia e primitivismi nell’arte italiana del primo Novecento, realizzata dalla fondazione diretta da Paolo Bolpagni ma anche grazie al supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, con il patrocinio della Provincia, del Comune e della regione Toscana; visitabile fino al 2 giugno.

Ilenia Carbonara per Mifacciodicultura

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