Luigi Comencini, padre della Commedia all’italiana

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Luigi Comencini, padre della Commedia all’italiana

Accademia della Crusca permettendo, il sinonimo di Commedia all’italiana è Luigi Comencini. Assieme a Risi e Monicelli ha contribuito alla nascita di uno dei filoni di pellicole più apprezzati del panorama nazionale. I migliori attori di quegli anni, solo per citarne alcuni De Sica e Mastroianni, sono passati davanti al suo obiettivo, pronti a far emozionare intere platee di tutte le generazioni.

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Pane, amore e fantasia

Comencini nasce l’8 giugno 1916 a Salò, in provincia di Brescia, ma trascorrerà la sua infanzia a Parigi. Essa non è solo la capitale francese ma anche quella del cinema, portando il giovane Luigi a innamorarsi perdutamente della Settima Arte. Tornato in Italia si laurea in architettura, ma non dimentica la sua passione e inizia a girare alcuni cortometraggi. Il primo grande attore che entra in contatto con il regista è l’immenso Totò, con il quale gira L’imperatore di Capri (1949), dove l’attore napoletano interpreta un cameriere scambiato per un principe arabo da una bella avventuriera. Esso è il suo primo film di successo, anche se non si può ancora parlare di Commedia: nonostante ci siano molti dei principali elementi che la contraddistinguono. Essa nasce nel 1953 con Pane, amore e fantasia con protagonisti Vittorio de Sica e Gina Lollobrigida. Visto il clamoroso successo della pellicola, l’anno successivo (per completare la storia del Maresciallo CarotenutoPizzicarella la Bersagliera) è il turno del seguito Pane, amore e gelosia. Anche Alberto Sordi collabora con Luigi Comencini, essendo il protagonista de La bella di Roma, film del 1955, dove interpreta un giovane innamorato che fa di tutto per conquistare la sua bella (interpretata da Silvana Pampanini). Con la coppia Koscina e Salvatori dirige nel 1958 Mogli pericolose, dove quattro coppie di amici affrontano in modi diversi la vita matrimoniale.

Luigi Comencini
Tutti a casa

Nel 1960 dirige, ancora con la collaborazione di Sordi, il suo film capolavoro: Tutti a casa. Inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare è una delle tragicommedie che ha riscosso maggior successo, sia in Italia che all’estero. Essa racconta la vicenda di un gruppo di soldati dopo l’annuncio di Badoglio dell’armistizio italiano datato 8 settembre 1943. La traversata da Nord a Sud dell’Italia è assai complicata, causa il rovesciamento di fronti e la confusionaria situazione della nazione, divisa dai tedeschi e dagli Alleati. Da sottolineare le grandissime interpretazioni dell’attore romano e di Eduardo de Filippo (una delle ultime recitazioni del drammaturgo napoletano). È la fusione del comico, del grottesco e del drammatico in una delle pagine più importanti della Seconda Guerra Mondiale. Anche la Resistenza è un tema caro a Comencini, basta pensare alle pellicole La ragazza di Bube (dal famoso romanzo di Carlo Cassola con una giovanissima Claudia Cardinale) e Incompreso (di taglio maggiormente drammatico).

Le avventure di Pinocchio
Le avventure di Pinocchio

Famoso è anche il suo sceneggiato televisivo del 1972 Le avventure di Pinocchio, riproposto per diverse stagioni dalla Rai con moltissime repliche. Un nuovo capitolo con Sordi è nello stesso anno Lo scopone scientifico (anche questo nella lista dei 100 film da salvare). Esso è uno dei massimi vertici della commedia all’italiana, dove due coniugi umili sfidano ogni anno a scopone una dispotica miliardaria americana. È una sfida oltre che tra classi sociali, anche tra il nuovo mondo economico e l’usurato passato. Comencini sperimenta anche nuovi generi, è datato infatti 1975 il suo primo giallo La donna della domenica con il leggendario Marcello Mastroianni.

Negli anni ’80 la Commedia all’italiana entra in crisi, anche per via delle numerose produzioni di poca originalità e scarsa qualità. Nel 1982 dirige Cercasi Gesù, film di satira sociale e politica. Protagonista della pellicola è uno scatenato Beppe Grillo, il quale interpreta il nuovo volto di Gesù scelto da una casa editrice cattolica. I suoi ultimi lavori di successo sono lo sceneggiato televisivo del 1984 Cuore (voluto fortemente dalla Rai dopo il grandissimo successo di Pinocchio) e Buon Natale… buon anno (dove ritorna alla commedia) nel 1989. Esso è il suo ultimo lavoro, dato l’aggravarsi della malattia di Parkinson.

Luigi Comencini muore a Roma il 6 aprile del 2007 a 90 anni, lasciandoci una immensa eredità di risate e di emozioni. Sarà compito delle figlie Cristina e Francesca (entrambe registe)  proseguire il lavoro del loro amato padre, con tutta la sua passione, nata da quel soggiorno a Parigi in gioventù.

 

Marco Gobbi per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. Carla dice

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