“Momenti di trascurabile felicità”, da Francesco Piccolo a Pif

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Momenti di trascurabile felicità, Einaudi

Su Momenti di trascurabile felicità scritto da Francesco Piccolo nel 2010 per Einaudi, Michele Serra ha commentato: «Le trascurabili felicità di Piccolo consistono nell’arte di riconoscersi. Di accettarsi non perché ci si stimi incondizionatamente, ma al contrario perché si arriva a possedere il codice di se stessi anche attraverso i difetti e le debolezze». Dunque, quello di Piccolo non è un romanzo, bensì una storia di catalogo dell’allegria di momenti che capitano nella nostra vita, anche quando non ce ne accorgiamo e non ci diamo peso. Le situazioni raccontate sono, appunto, piccoli, brevi e fugaci momenti di una felicità che possiamo giudicare trascurabile e irrilevante, eppure ci restituiscono un quid di divertimento e di stupore, proprio perché sono immagini che noi stessi ci siamo trovati davanti in contesti più che quotidiani – e solo leggendoli sulla pagina ci rendiamo conto che sì, anche quelli erano momenti di trascurabile felicità.

Grazie alla regia di Daniele LuchettiMomenti di trascurabile felicità, con i dovuti adattamenti, è diventato un film, nelle sale cinematografiche dal 14 marzo. Pif (che tutti conosciamo per La mafia uccide solo d’estate e per l’ultimo libro Che Dio perdona tutti) e Thony (cantautrice e attrice di origini polacche che nel 2012 ha ricevuto due nomination ai David di Donatello e al Nastro d’argento per il film di Paolo Virzì) i due protagonisti, in una Palermo che restituisce un’atmosfera fiabesca eppure realistica, ma dove – sembra sottolineare Pif con ironia – per una volta non si parla di mafia. Pif interpreta il cosiddetto uomo italiano medio che conduce una vita normale all’insegna di punti fermi e incertezze, come tutti. Un marito e un padre di famiglia che a un certo punto della storia durante un incidente stradale muore. Ma la sua vicenda non si esaurisce qui: viene trasferito in una sorta di limbo, di parcheggio per le anime, e gli viene data la possibilità di ritornare sulla Terra per un’ora e trentadue minuti per un errore commesso nel conteggio degli anni – dovuto al tempo impiegato nelle centrifughe mentre era in vita (di per sé un gesto trascurabile, appunto). È una piccola seconda vita. Non trascurabile però. E così dovrà di nuovo far fronte ai momenti di trascurabile felicità.

una scena dal film omonimo, con Pif e Thony

L’intreccio non è immediato nell’opera di Francesco Piccolo, in quanto riflessioni e pensieri flash vengono riportati sulla pagina in maniera consecutiva eppure non consequenziale e logica. Proprio per questo, la sua trasposizione in ambito cinematografico non è semplice, in quanto la trama va rinsaldata, e il regista Luchetti l’ha fatto in chiave surreale, ma cercando di rispondere alla domanda fondamentale: cosa faremmo in poco più di un’ora se ci fosse data l’opportunità di ricominciare da capo?

Gli amori che cominciano, che è molto prima di quando cominciano – cioè il momento in cui un innamoramento nasce senza che la persona che si innamora se ne sia ancora accorta. E poi certi pomeriggi di pioggia e la gente che aspetta che spiova sotto i portoni e si conosce e parla. Gli amici che si incontrano al caffè e si raccontano i segreti. Le manifestazioni, quando la città è occupata da molti di coloro che la abitano. E la notte di Capodanno, quando la maggioranza dei cittadini è in strada e non nelle case… Il numero dei baci che si stanno dando in questo momento… e sempre in questo momento che qualcuno stesse dicendo, però com’è bello vivere qui. Anche tra sé e sé.

(Francesco Piccolo)

[Qui di seguito, vi proponiamo il trailer del film, buona lettura e buona visione].

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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