#Ontheroad – Viaggio nell’Italia di Gabriele d’Annunzio

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E poi arrivò Roma. Quel nobile e sfarzoso scrigno appena battezzato capitale del Regno, pronto a spalancare le porte a poeti, scrittori, umanisti e grandi pensatori dalle più disparate cadenze intellettuali. Nulla poteva addirsi meglio dell’Urbe alla giovane mente vagabonda ed esplosiva di idee di d’Annunzio: si andava così a formare una coppia degna di tener testa ai ribelli amanti di Verona, per ricchezza di sentimento e impeto irrefrenabile di infrangere le regole. Tra matrimoni riparatori e relazioni illecite, inventandosi una carriera di giornalista ma anche tentando di raggiungere la Roma bene per la sua bellezza estasiante, nel 1889 d’Annunzio pubblicò la sua opera aurea: Il Piacere (pubblicato da Treves a Milano).

Questa spiritualizzazione del gaudio carnale, causata dalla perfetta affinità dei due corpi, era forse il più saliente tra i fenomeni della loro passione. Un bacio li prostrava più di un amplesso.

Gustav Klimt, Danae (1907-08)

Non sono poche le donne delle quali cui Andrea Sperelli s’invaghisce, passando dagli occhi pungenti di alcune fanciulle bohemiène fino ad essere accolto tra le lenzuola lussuriose di alcune giovani inesperte aristocratiche, non ultima tra tutte Conny Landbrooke che con il suo cinguettio melodioso tiene compagnia all’alter-ego del Vate, eppure nessuna è come Elena Muti, che si destreggia nella bella Roma trascinando dietro di sé chiunque resti ammaliato dal suo fascino incantatore. Ella aveva «uno sguardo involontariamente amoroso e voluttuoso che turba tutti gli uomini e ne accende d’improvviso la brama», che con la sua figura e quello sguardo avrebbe fatto perdere il controllo a qualsiasi Vate con un po’ di buonsenso.

Ma anche l’amore come tutte le cose degne di essere possedute risulta sfuggente al poeta, e si destreggia elegantemente tra i vicoli di Roma, scomparendo dietro ogni angolo che è ormai esso stesso diverso perché toccato dalla presenza della bellezza. Allo stesso modo non si può che inseguire incessantemente ogni figura di interesse, che si tratti di una donna o della brama di successo, perchè:

Ci sono certi occhi che l’uomo amante non iscambierebbe con l’intero possesso del corpo di lei

D’Annunzio al lavoro nella villa La Cappuccina (Firenze)

All’età di venticinque anni però, d’Annunzio incontrerà barbara Leoni, una giovane aristocratica che a venticinque anni era già divorziata, in cerca di una figura diversa da avere al suo fianco. I due si baciarono nel  chiostro dei Santi Vincenzo e Anastasio, «su la piazza del Fontanone»  e, anche se il loro matrimonio durerà solo cinque anni, i due resteranno uniti per tutta la vita. Inoltre, questa unione aveva permesso al Vate di scrollarsi di dosso l’immagine nata  di un poeta devoto all’erotismo, con uno spirito controtendente e ribelle. Un allontanamento momentaneo dai piaceri edonistici, ma niente che non possa essere ripreso non appena si incontri nella suggestiva Parigi quella femme fatale pronta a sussurrare soavemente nell’orecchio le parole di Lady Macbeth «All the perfumes of Arabia will not sweeten this little hand…».

Un intellettuale pronto a scovare quanto più possibile di una società che era lì per essere scandagliata al dettaglio, scoperta pezzo per pezzo fin nei suoi angoli più profondi, peccaminosi e innominabili. Nei periodi successivi, anche le abitazioni rispecchiarono la personalità dell’uomo, venendo addobbati di trasgressione e ghirigori archetipi di una mente in subbuglio di frenesia (seguì questo principio villa La Capponcina a Firenze). «E il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancora, strumenti diversi sotto innumerevoli dita. E immersi noi siam nello spirito silvestre, d’erbore vita viventi: e il tuo volto ebro è molle di pioggia come una foglia, e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre, o creature terrestre che hai nome Ermione».

Gustav Klimt, L’albero della vita (1905-1909)

In Alcyone (1903) è contenuta la lirica La pioggia del pineto, con ritratti decadenti che spruzzano sentimenti, profumi, odori, onde di colori e parvenze tattili in ogni verso libero. Negli anni successivi con ardente passione lo si vedrà impegnarsi per conquistare Eleonora Duse e poi perderla a favore di una donna francese, lo si vedrà presente a Fiume a guidare una spedizione per occupare la città in segno di protesta alla potenze alleate. Una vita che decisamente non si è risparmiata, succhiandone anche l’improbabile e guadagnandosi così un posto di piacere eterno nella storia italiana.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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