Una donna coraggiosa e caparbia: Matilde Serao

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Il 7 marzo 1856 nasceva a Patrasso, in Grecia, Matilde Serao, una delle figure più interessanti della letteratura e del giornalismo in Italia, conosciuta per essere stata la prima donna ad aver fondato e diretto un quotidiano.

Matilde Serao

Tracciare un profilo chiaro e lineare di Matilde Serao non è affatto semplice, ma il modo migliore è forse quello di raccontarne la vita, che sembra essere un vero e proprio romanzo. Figlia di un avvocato napoletano e di una nobile greca decaduta, all’età di quattro anni si trasferisce insieme alla famiglia dalla Grecia in Italia, nella pittoresca Napoli, città originaria del padre. Qui, dopo aver completato gli studi, ottiene il diploma di maestra, ma la situazione economica della famiglia e la malattia della madre la costringono a lavorare come impiegata presso i Telegrafi di Stato. La passione per la scrittura e la lettura inizia a farsi strada nella vita di Matilde, che collabora con diversi giornali locali; stimolata dal padre, che faceva il giornalista per Il Pungolo (rivista di successo nella Napoli del tempo) conosce anche dall’interno l’ambiente giornalistico.

Abbandonato il lavoro da impiegata, si dedica totalmente alla stesura di articoli e novelle per testate come il Giornale di Napoli e il Corriere del Mattino. Trasferitasi a Roma all’età di 26 anni, collabora con il Capitan Fracassa e conosce Edoardo Scarfoglio, futuro marito e padre dei suoi quattro figli. Il legame sentimentale tra Scarfoglio e Matilde Serao è coronato da una collaborazione professionale: nel 1885 i due fondano il Corriere di Roma. Il giornale purtroppo non avrà molta fortuna, quindi la coppia deciderà di trasferirsi a Napoli. Qui, dopo aver collaborato per qualche tempo con il Corriere di Napoli, i due fondano un nuovo giornale, che viene chiamato Il Mattino (1892).

La loro storia è passionale ed unica, ma tormentata dai tradimenti di Scarfoglio, che durante il matrimonio ha anche una figlia da un’altra donna, la cantante di teatro Gabrielle Bessard. L’amante si suicida nel 1894, lasciando all’amato la loro figlia, che verrà accolta in casa dalla Serao. Matilde è una donna e non può venir meno ai suoi istinti di madre, nonostante lo scandalo ed i continui tradimenti del marito. Dopo la morte di Edoardo, Matilde sposa Giuseppe Natale, con il quale fonda e dirige il quotidiano Il Giorno.

Successi, delusioni, critiche e dispiaceri sono stati i segnali di una “vita vissuta”, che terminerà il 25 luglio 1927, nel modo più poetico in cui potesse finire: Matilde, intenta a scrivere un articolo per la sua ultima testata, viene colpita da un infarto e si accascia sulla scrivania, tra inchiostro, carta e caratteri stampati.

Dalle foto che possediamo della scrittrice, bisogna ammettere, che non era certamente una bella donna, ma per la sua intraprendenza, la sua genialità e caparbietà, si era costruita una certa fama nella città di Napoli. Tuttavia, in molti non avevano dimenticato che questa donna, così indipendente e travolgente, invitata in salotti mondani e ad eventi prestigiosi, proveniva da una famiglia con molte ristrettezze economiche ed i pettegolezzi iniziarono ben presto. Le donne del tempo non concepivano e soprattutto con capivano come una signora potesse assumere ruoli così importanti all’interno della società, ma lei, per nulla intimorita dalle critiche, rispondeva così:

Quelle damine eleganti non sanno che io le conosco da cima a fondo, che le metterò nelle mie opere; esse non hanno coscienza del mio valore, della mia potenza.

Contro gli stereotipi Matilde Serao diventa protagonista della propria vita, guardando, osservando e descrivendo le “cose viste”:

Dal primo giorno che ho scritto, io non ho mai voluto e saputo esser altro che un fedele, umile cronista della mia memoria.

Era certamente ambiziosa, ma allo stesso tempo legata al suo tempo e alle vicende a lei contemporanee. La sua vastissima produzione letteraria dimostra la versatilità degli argomenti da lei prediletti: aveva creato addirittura una rubrica chiamata Api, mosconi e vespe in cui scriveva fatti di cronaca mondana e storie della gente comune, tanto che possiamo definire Matilde come l’ideatrice del gossip di oggi. Ma la Serao è stata anche l’autrice dei romanzi Il paese di cuccagna ed Il ventre di Napoli, in cui si rivela sempre attenta all’analisi della realtà sociale, in particolare di quella napoletana. Racconta il punto di vista femminile in tempi di guerra in Parla una donna, in cui si identifica con «quelle madri ostinate in una sublime speranza» ed entra nell’intimità e nel travaglio di tutte le mogli italiane abbandonate. Si tratta di donne che hanno ribaltato la loro vita a causa della guerra e hanno deciso di andare avanti e non rassegnarsi, ma lavorando nell’ombra, con il coraggio quotidiano che solo una donna possiede.

Matilde Serao, una grande donna.

Marta Previti per MIfacciodiCultura

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