“Tempesta emotiva” nella sentenza-Matei, la cosa sbagliata detta al momento sbagliato: ecco perché

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Purtroppo, lo scrivente è sufficientemente vecchio per aver visto la stagione della seminfermità mentale temporanea, un’acrobazia logico-linguistica che fondava la sua nascita su una verità innegabile e che aveva pesanti conseguenze giuridiche. La verità è che è effettivamente possibile attraversare un momento, di durata alquanto variabile, nel quale ognuno di noi può essere momentaneamente infermo di mente, e almeno limitatamente a determinati comportamenti. L’acrobazia sta nel fatto che, se consideriamo la cosa da un punto di vista etico e filosofico, dobbiamo partire dal presupposto (fallace, ma tant’è) che il comportamento sociale umano è naturalmente improntato al bene: quindi, qualsiasi azione malvagia non può che essere conseguenza di una momentanea capacità parziale di intendere e di volere. Perché insomma, è chiaro che se fossimo sani di mente nessuno di noi, mai e poi mai, commetterebbe azioni malvagie. Di più, la momentanea incapacità è provata dalla stessa azione criminale, perché abbiamo dimostrato che nessuna azione cattiva può essere compiuta se non in stato di infermità mentale. Pertanto, chiediamo l’assoluzione dei nostri clienti, Vostro Onore. Tutti. Qualsiasi cosa abbiano commesso. Vi sembra un ragionamento fallace, bizantino, assurdo, da Azzeccagarbugli a dir poco? Anche a noi. Eppure, abbiamo appena visto una pena per omicidio dimezzata  con una sentenza in cui era citata la Tempesta Emotiva: la quale, altri non è che la vecchia, cara Seminfermità Mentale Temporanea.

Olga Matei

La parte riservata ai distinguo, doverosi: la pena all’omicida, reo di aver ucciso la compagna a mani nude in preda alla gelosia, è in realtà stata dimezzata per il riconoscimento delle attenuanti, doveroso da un punto di vista procedurale, e alla richiesta, pare, di rito abbreviato. Inoltre, la spiegazione del giudice sulla sentenza parla di “necessità di valutare la vita dell’imputato, la personalità nel suo complesso”, nonché di significativi episodi pregressi che hanno avuto conseguenze nel determinare una personalità fragile e problematica. Insomma, la Tempesta Emotiva non è, a rigor di termini, la ragione del dimezzamento della pena nel caso di Olga Matei e Michele Castaldo.

Molto è stato già detto, sotto forma di polemiche furibonde. Dall’asimmetria di genere al ritorno del delitto d’onore, rivangando famose precedenti polemiche di sentenze assolutorie che hanno fatto la storia del diritto, del delitto e dello scandalo in Italia; abbiamo registrato tra gli altri il parere fortemente avverso dell’avvocato e Ministro Giulia Bongiorno. Il problema connesso alla Tempesta Emotiva, però, va ben al di là di ogni considerazione di genere, soprattutto se correlato ad una valutazione circa la fragilità emotiva connessa ad episodi del vissuto passato. E questo, nonostante la

I dati del secondo rapproto Eures sul femminicidio (134mm x 80mm)

locuzione, Tempesta Emotiva, non faccia parte a stretto rigor di termini delle motivazioni della sentenza, ma solo, per così dire, di considerazioni accessorie.

Questa Tempesta Emotiva, a nostro parere, è di una gravità assoluta. Perché sposta l’asticella anche del femminicidio. Al netto, oltretutto, del doppiopesismo insito nell’italianità, che non contempla lo stato di necessità per il furto di una mela (con balzi all’indietro anche rispetto agli ordinamenti giuridici medievali) ma si preoccupa degli episodi segnanti del passato di un omicida per futili motivi – alcuni sms che ne hanno scatenato la gelosia. La Tempesta Emotiva fa liberi tutti, in sé un’operazione geniale quanto uno slogan di bevande gassate o scarpe da ginnastica: chi non ha attraversato, o attraversa, delle Tempeste Emotive? Chi non ha, nel proprio passato, degli episodi segnanti che ne abbiano determinato una fragilità emotiva, tanto da renderlo potenzialmente preda di una o più tempeste emotive? Verosimilmente, solo chi non sarà in grado di permettersi un buon avvocato.

Se le motivazioni del dimezzamento della pena dell’omicida di Olga Matei sono scandalose da un punto di vista etico – un plateale tentativo di suicidio (?), l’aver fornito personalmente la prova dell’aggravante per futili motivi (opinabile) e l’intenzione di risarcire la figlioletta delle vittima (?!?) – ma verosimilmente plausibili come costituzioni di attenuanti generiche, il semplice fatto di parlare di Tempesta Emotiva spalanca un abisso di gravità concettuale e intellettuale, paragonabile solo all’abominio del cosiddetto “cumulo giuridico”. Qualsiasi atto illecito, anche il furto di prodotti per il make up, il ricatto con fotografie compromettenti, l’omicidio dei genitori può, filosoficamente, dirsi commesso sotto l’influsso di un sistema di valori distorto, un’educazione carente, esempi aberranti, condizioni socioeconomiche cogenti. Qualsiasi cosa può scatenare una Tempesta Emotiva, qualsiasi cosa può venire derubricata.

Del resto, cosa ci si può aspettare da una nazione che ha perso la rotta della dignità, dell’assunzione di responsabilità, dell’etica e dell’empatia? Che confonde la notte e il giorno, il diritto con il favore, l’innocente col criminale ed il diritto col carnevale? Possiamo pensare che riesca a distinguere tra un’attenuante e una scusa? Tra patologia psichiatrica e personalità aggressiva? Tra omicidio e femminicidio? E no, magari la Tempesta Emotiva non sarà la causa di questo enorme sconto di pena: ma in questo particolare momento sociopolitico, in cui la figura della donna è sotto attacco da parte di un establishment patriarcale, in cui permangono differenze di accesso al lavoro, ostacoli alla maternità, differenze stipendiali, attacco al divorzio, viene messo in discussione l’aborto, viene costantemente minimizzata la violenza domestica, viene nuovamente veicolata la figura della donna come legata alla funzione procreativa e di gestione della famiglia – in questo particolare momento anche una apparentemente semplice (e banale, nella sua lapalissiana ovvietà) locuzione come Tempesta Emotiva può avere molteplici significati e valenze, ma tutte negative.

Ribadiamo, valenze negative che in prima istanza appaiono evidenti nei confronti della donna, ma che lo sono anche riguardo all’Etica e al diritto in generale. Tempesta Emotiva è la cosa sbagliata, detta al momento sbagliato e per le motivazioni sbagliate.

Ora, vi sembra che questo articolo avrebbe potuto essere strutturato diversamente, essere più organico, altrimenti argomentato?

Ci spiace molto, ma lo abbiamo scritto in preda ad una violenta tempesta emotiva. quasi una Seminfermità Mentale Temporanea, da lesione dell’etica.

Per davvero.

 

Vieri Peroncini per MifacciodiCultura

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