Giambattista Tiepolo, la pittura elegante e raffinata della luce

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Martirio di Sant’Agata

Giambattista Tiepolo (Venezia, 5 marzo 1696 – Madrid, 27 marzo 1770) è stato uno dei maggiori esponenti del Settecento veneziano, noto per la sua pittura luminosa.

Nato a Venezia in una famiglia agiata della media borghesia, sin da piccolo decise di dedicarsi all’arte, iniziando, nel 1710, il suo apprendistato dal pittore Gregorio Lazzarini. Nella bottega ebbe modo di studiare la pittura veneta classica e i pittori a lui contemporanei, esercitarsi nel disegno e nelle commissioni, e soprattutto acquisire la capacità di saper spaziare nella creazione compositiva degli affreschi monumentali, la cui scena diviene quasi teatrale.

Dopo questo periodo di formazione prettamente classica, nel 1717 iniziò la sua carriera artistica, accostandosi stilisticamente a quella pittura drammatica e tenebrosa di artisti come Giovanni Battista Piazzeta. Tiepolo mostrò da subito padronanza in diverse tecniche e grande maestria tanto che, dopo la riscoperta di Paolo Veronese, mutò il suo stile in qualcosa di unico ed originale, amato e ricercato dalle corti di tutta Europa.

Dipinti, disegni, acqueforti, incisioni: tante sono le sfaccettature dell’arte di Tiepolo, artista tra i più raffinati esponenti del rococò che portò la pittura veneta nuovamente sotto i riflettori. I suoi dipinti, ormai liberi da ogni traccia del ridondante barocco, di pathos e drammaticità, approdano in una dimensione astratta e surreale, dove i personaggi dialogano con la semplicità dei gesti e la sinuosità degli sguardi. Il tutto è uniformato dalla presenza della luce, chiara e brillante, così come la tavolozza studiata con minuzia, che, delineando i personaggi, dona plasticità e armonia. Negli affreschi, la parte centrale è quasi sempre occupata da un cielo cristallino e luminoso, uno squarcio sfondato e sempre aperto sull’azzurro e le candide nuvole dove prendono posto aggraziate dame, putti, eroi, santi. Amante dello sfarzo, rappresentava i suoi personaggi riccamente abbiglianti, soffermandosi con attenzione sui particolari lussureggianti e sugli effetti coloristici e spaziali. Le figure sembravano volteggiare nell’aria, quasi sospese, con i loro pesanti panneggi, in un gioco naturale e suadente. Molte le scene studiate e rappresentate nel corso della sua carriera: mitologiche, religiose, allegoriche, sempre con grande intuizione e genialità.

Madonna in gloria con i santi

Nel 1726 si affermò a Udine con gli affreschi del Duomo, nella cappella del Santissimo Sacramento e la decorazione del Castello e del Palazzo Patriarcale. In quest’ultima importante dimora, dal 1995 sede del Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo, realizzò, tra gli altri, La caduta degli angeli ribelli, al centro del soffitto.

Dopo molti lavori a Vicenza, Milano e la decorazione, con Le storie di Antonio e Cleopatra a Palazzo Labia di Venezia, Tiepolo al culmine della sua fama venne chiamato dal principe vescovo Karl Philipp von Greiffenklau, a Würzburg per decorare la sua prestigiosa residenza con un ciclo dedicato alle Storie di Federico Barbarossa.

Tra le sue opere più importanti, si ricordano anche la tavola con il Martirio di Sant’Agata del 1736, adesso nella Basilica del Santo di Padova, la pala con la Gloria di Ognissanti, un sontuoso affresco del 1734 conservato nella Chiesa di tutti i santi in provincia di Bergamo, Santa Tecla che libera Este dalla peste per il Duomo dell’omonima città nel 1759.

Nel 1761 fu chiamato da Carlo III di Spagna a Madrid per gli affreschi decorativi delle sale del nuovo Palazzo Reale. Qui, grazia anche all’aiuto dei due figli, Lorenzo e Giandomenico, lavorò in maniera assidua, realizzando l’Apoteosi della Spagna, l’Apoteosi di Enea e la Grandezza della monarchia spagnola.

Artista dallo stile elegante, dall’immensa forza plastica, dal tratto molto rapido e libero da qualsiasi convenzione, tanto da essere soprannominato l’ultimo vero decoratore, Giambattista Tiepolo si spense improvvisamente il 27 marzo 1770 a Madrid.

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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