Teatro e Letteratura: classico e contemporaneo sul palcoscenico

0 369

Letteratura e Teatro: due arti che ci tengono in piedi e ci fanno sognare, due mondi culturali ognuna dalle proprie peculiarità e tradizioni, due magie che ci fanno conoscere personaggi e storie dalle caratteristiche più diverse, dalle esperienze più complesse. Più volte ci chiediamo quale sia il significato della letteratura, e più volte quello del teatro: le risposte, ovviamente, sarebbero molteplici a seconda della prospettiva con cui si indaga. Chi si dedica scientificamente a questi ambiti è capace di accogliere riflessioni molto critiche e teoriche, che hanno a che fare con storiche correnti letterarie e così filologiche, filosofiche. Ma chi è appassionato di letteratura senza studiarla veramente, di certo potrà dare delle risposte più immediate ed emotive, che comunque possono avere a che fare col piacere della lettura e con l’empatia.

Nei nostri teatri italiani sempre più spesso vengono rappresentate vicende che prendono le mosse da testi letterari, siano essi classici della nostra tradizione oppure opere di narrativa degli ultimi anni. Facciamo qualche esempio, cosicché possiamo notare come registi e attori del palcoscenico lavorino per mettersi alla prova con l’affascinante quanto complesso binomio arte-letteratura.

Lino Guanciale

Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini è andato in scena al Piccolo Teatro di Milano, per la regia di Massimo Popolizio e la drammaturgia di Emanuele Trevi. Con una produzione Teatro di Roma-Teatro Nazionale, il cast assolutamente corale trasmettere un’atmosfera di corpi e di voci, propri di quelle borgate romane vissute, appunto, dai personaggi di Pasolini. La lingua originale è forte e incisiva, è il romanesco che restituisce, secondo le scelte drammaturgiche, l’identità della città e del suo popolo. Sulla scena, poi, un Lino Guanciale molto drammatico quale alter ego di Pier Paolo Pasolini stesso, che tiene le fila della storia e dei suoi protagonisti, aggirandosi come straniero e mediatore. Passando a una dimensione più europea, Delitto/Castigo (produzione Nuovo Teatro) per la regia di Sergio Rubini, e grazie all’interpretazione magistrale di Rubini stesso insieme a Luigi Lo Cascio, riporta in auge il classico della letteratura russa di Dostoevskij, Delitto e castigo. I due attori trascinano lo spettatore nel vortice del protagonista, un giovane poverissimo che decide di uccidere la sua usuraia, una vecchia che abita nel suo stesso stabile. L’omicidio crea una scissione nel protagonista: la sua personalità si sdoppia tra il rifiuto del rimorso per aver commesso un gesto orribile e la consapevolezza di sfociare prima o poi in un castigo, perché divorato dal suo stesso animo e dalla sua stessa paura. L’ossessione del protagonista è ancor più accentuata dai forti rumori scenici che accompagnano lo spettacolo, come a voler entrare fino in fondo nella profondità del nostro essere.

Continuando con un classico, stavolta dalla letteratura britannica, Dorian Gray. La bellezza non ha pietà è un’opera di teatro musicale ispirato al Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, che esprime tutta la sua potenzialità nel rapporto con la musica, sia essa orchestrale o contemporanea, per restituire un’atmosfera ricca e complessa, eppure rinnovata, delle tematiche esistenziali, filosofiche e artistiche dell’autore inglese. Prodotto da Pierre Cardin, lo spettacolo era stato presentato in anteprima mondiale alla Fenice di Venezia, e mette in scena Wilde come non lo era mai stato, anche grazie alla danza contemporanea, ai costumi di scena, alla presenza di giovani attori. Il tutto per restituire quelle parole chiave di bellezza e verità cui Wilde teneva tanto.

Anna Della Rosa

Passando, infine, a due opere narrative dei nostri giorni, un omaggio a due scrittrici più che affermate nel nostro panorama italiano: Michela Murgia ed Elena Ferrante. Accabadora è il romanzo della Murgia che nel 2010 vinse il Premio Campiello, e racconta una storia dalle profondità della Sardegna che ci mostra tematiche complesse, forti, anche indicibili, per svelarci così il significato della solitudine e del rapporto madre-figlia. La regia di Veronica Cruciani e l’interpretazione di Anna Della Rosa non costituiscono però una riduzione del romanzo, bensì un ampliamento dell’interiorità di Maria, figlia dell’accabadora (colei che aiuta a morire le persone in fin di vita) di Soreni. Storia di un’amicizia: un progetto di Fanny & Alexander, ideazione, regia e drammaturgia di Chiara Lagani e Luigi De Angelis, con Chiara Lagani e Fiorenza Menni, che ci ripropone il bestseller e romanzo contemporaneo dell’Amica geniale di Elena Ferrante. La storia di un’amicizia, e molto di più, tra Elena e Lila, sullo sfondo di una Napoli che è un universo di contraddizioni, e soprattutto una storia che è fatta di pensieroe “di parole zeppe di fantasmi”. Tre ore e mezza di spettacolo andato in scena al Franco Parenti lo scorso inverno, tre atti in cui anche musiche, video e registrazioni accompagnano le vicende delle due protagoniste nell’Italia che cambia.

Questi sono solo esempi, solo una panoramica, solo esperimenti di quanto il teatro e la letteratura possano trasmettersi a vicenda, quanto possano leggersi e interpretarsi reciprocamente. Ma sempre all’insegna dello stesso principio: ogni volta saremmo suggestionati da idee, emozioni, domande che saranno sempre più delle risposte che avremmo ottenuto. Perché il teatro e la letteratura esprimono sì verità, ma parziali, perché in continua evoluzione di pari passo con l’essere umano.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.