Tullio Crali, poeta dell’aeropittura futurista: incuneato in mostra nell’abitato di Monfalcone

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Lo diciamo senza remore né infingimenti, il Futurismo non è nelle nostre corde. Anzi, forse è il movimento culturale che meno apprezziamo in assoluto, nonostante recentemente ci sia tornato di una certa utilità per dimostrare che le orrendità (termine che non esiste, lo sappiamo: ma che fa, parlando di un movimento basato sul borborigmo elevato a poesia?) della musica trap, nella fattispecie di Young Signorino, non sono poi particolarmente orripilanti né originali, tanto che in passato erano state addirittura un manifesto programmatico. In realtà, ci riesce difficile anche solo prendere sul serio il fatto che si riesca a considerare culturali le linee guida e la visione arte-vita del movimento teorizzato a Filippo Tommaso Marinetti. Eppure, posto che ancora nulla di buono siamo mai riusciti a vedere nel campo della letteratura futurista, le arti grafiche sono un altro discorso: ed è per questo che riteniamo doveroso parlare di un’importante mostra dedicata ad uno dei maggiori esponenti del Futurismo pittorico, in mostra a

Tullio Crali

Monfalcone (Go) alla Galleria d’arte cotemporanea (piazza Cavour, 44), con ben 84 opere: Tullio Crali.

Autoritratto dell’artista

Crali e il futurismo. Avanguardia culturale è il titolo della rassegna, che documenta 70 anni di attività dell’artista, nato il 6 dicembre del 191 a Igalo, in Montenegro, e morto a Milano il 5 agosto del 2000; anno di svolta della sua pittura, il 1928 in cui effettua il suo primo volo aereo (mentre l’adesione al manifesto futurista è dell’anno successivo): si può dire che nasce così il pittore futurista Crali, portabandiera dell’aeropittura, che è precisamente il motivo per cui riteniamo opportuno citare questa mostra. Al netto del trovare dell’assurdo anche nelle lodi di Marinetti, che ebbe a dire «Crali si può considerare il più grande pittore del momento, la sua serietà nel lavoro è una virtù rara nei pittori di oggi, noi aeropoeti futuristi elogiamo la meravigliosa passione per le altezze e le velocità aeree, passione che costituisce la massima garanzia del trionfo di Crali» manifestando tutto l’infantilismo futurista nel bisogno di vedere a tutti i costi trionfi dove non dovrebbero esservi altro che punti di vista ed interpretazioni della realtà.

Prima che s’apra il paracadute

Nondimeno, l’aeropittura è certamente qualcosa da vedere, e che non trova probabilmente eguali in altri artisti, coevi ed anche successivi (e sicuramente non antecedenti, per questioni se non altro squisitamente tecniche): le opere di Crali combinano «velocità, meccanizzazione aerea e meccanica della guerra aerea», ma soprattutto offrono una prospettiva e punti di vista unici, immaginabili solo dall’interno di un mezzo aereo, e verosimilmente in azioni particolarmente dinamiche. Una dinamicità di cui Crali, autodidatta, riesce a cogliere l’attimo in maniera strabiliante: pensiamo, personalmente, a Incuneandosi nell’abitato, opera del 1939, ma anche il fiore all’occhiello della mostra di Monfalcone, Prima che s’apra il paracadute pure del ‘39, che giunge dal Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine e che a suo tempo venne annoverato dal Guggenheim Museum di New York tra i 300 più importanti dipinti futuristi italiani.

Va da sé, la scrittura può tentare solo una descrizione delle altre arti, che vanno fruite secondo le modalità loro proprie. Diciamo allora che la mostra Crali e il futurismo. Avanguardia culturale presenta oltre alle oltre 80 opere di Tullio Crali anche un’opera del 1918 di Giacomo Balla, già di proprietà di Crali stesso, nonché oltre 200 documenti di varia natura, tra cataloghi di mostre futuristi d’epoca, riviste originali libri e manifesti. Non resta altro, se appena possibile, che vedere di persona le grandi tele di Tullio Crali, e provare il senso di vertigine che, oggettivamente, l’aeropittura è in grado di far provare.

La mostra rimarrà aperta dal 23 febbraio al 12 maggio (mercoledì 10-13, venerdì, sabato e domenica 10-13 e 16-19; chiuso domenica 21 aprile; aperture straordinarie: 25 aprile e 1° maggio 10-13 e 16-19), con ingresso libero.

Vieri Peroncini per MifacciodiCultura

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