Libro vs ebook, la rivincita del libro di carta (se mai gara ci fu)

0 663

Una vecchia cassa piena di vecchi giocattoli. Un album di fotografie. E naturalmente un vecchio libro, polveroso, magari strappato, mancante di qualche pagina, ma con i segni del tempo, e magari del possessore precedente. Un parente, un amore, un genitore: che vi ha lasciato le sue parole, perfino i suoi appunti, e voi lo ritrovare in quei segnalibri e quelle poche parole vergate – rigorosamente – a matita. L’essenza della querelle libro vs ebook è sostanzialmente tutta qui. Nel fatto che la generazione analogica ha i propri vecchi giocattoli, magari rotti e tarmati, e quella digitale ha dei CD e delle custodie di cui, a distanza di qualche anno, non può fare più nulla. La digitalizzazione dei giochi ha creato l’obsolescenza dei propri giochi d’infanzia e adolescenza: non un gran successo, si direbbe.

Rinfocolata da recenti dati statistici che ci dicono che dopo una fase iniziale di successo, il libro elettronico sta perdendo terreno, tanto che alcuni parlano di pietra tombale sul suo futuro. Ma la statistica è quella scienza esatta per cui se un uomo ha la testa nel freezer e i piedi nel forno complessivamente ha una temperatura media, insieme di regole finalizzate a trovare il modo di dimostrare la tesi che ci fa comodo: sorvoleremo quindi sul fatto che perdere un 2% sulla quota di mercato può non essere esattamente una pietra tombale, ma va tenuto conto della quota di partenza. Noi trasportiamo il 90% delle merci, voi il 10%: non siamo in concorrenza, disse l’imprenditore del settore logistica all’amministratore dell’azienda statale. Allo stesso modo, pensiamo che in realtà la questione libro vs ebook stia in questi termini: ma per altri motivi.

Che, sostanzialmente, sono quelli di cui diciamo sopra, riassumibili estremizzando: semplicemente, l’ebook non è “libro”. È “altro da libro”, un’altra forma di comunicazione. Innegabile, ma diversa. E che riassume in sé una moltitudine di concetti se vogliamo imponderabili e incomunicabile, così come non si può spiegare l’empatia (o la sensibilità, o altro, come i colori a chi è privo della vista). Veramente potete leggere un sonetto di Shakespeare o un carme di Catullo su un ebook? Forse sì, ma non è detto, se appartenete alla frangia estrema della generazione digitale, quella convinta che tale aggettivo sia una specie di formula di magia bianca e che tutto ciò che è elettronico sia dalla parte del bene.

Si è cercato si portare lo scontro libro vs ebook anche sul piano della sostenibilità ecologica: che un dispositivo elettronico sia meno inquinante di un libro cartaceo ci sembra del tutto opinabile, ma il punto nodale è la trasmissibilità della cultura. E, appunto, dell’imponderabile. Vero è che possono verificarsi circostanze in cui un ebook può essere funzionale, come durante un lungo viaggio (ma sempre a patto di avere una presa di corrente a portata di mano). Ma il fascino della biblioteca, dello scegliere il volume nell’edizione preferita, la moltitudine di grafiche, di caratteri, di copertine che tentano di riflettere il contenuto, l’odore del libro, la possibilità di attingere conoscenza e piacere dal libro solo dal fatto di tenerlo in mano, o sul comodino, la riflessività che implica, i segnalibri, le note, gli scaffali di libri, il colpo d’occhio su ciò che si è letto e che è lì, presente, che ammicca, il conforto dell’attesa del momento giusto per leggere un libro che si è acquistato. Il valore storico di un libro antico o di un’edizione preziosa. Il valore della diversità, che su una pagina tutta pixel viene appiattita.

Come in un famoso racconto di Isaac Asimov degli anni ’50 che metteva a confronto le capacità del cervello umano e quello elettronico, così si svolge il duello libro vs ebook, che è sostanzialmente uno scontro tra creatività e razionalità: ammesso che la possibilità di perdere, teoricamente, tutta la conoscenza accumulata in centinaia di anni o in una vita di lavoro o di lettura possa considerarsi un progresso razionale. Alla fine, quello che certamente non è razionale è il desiderio, alquanto e trasversalmente diffuso, che uno dei due sistemi di comunicazione possa e debba soppiantare l’altro.

Il problema della querelle, dello scontro che dir si voglia, è in fondo solo questo: che viene presentato come uno scontro, libro vs ebook. La comunicazione digitale, ça va sans dire, va benissimo, nei modi ed ambiti che le sono propri: simili al libro, ma che non sono libro. Sono altro-da-libro.

Una preziosa edizione di Foglie d’erba

Provate a regalare Foglie d’erba a qualcuno su cui volete fare colpo in formato ebook – ad incartare un ebook.  A scrivere una dedica su un ebook. A conservare una viola di campo tra le sue pagine, magari per qualche decennio. A ritrovare un libro che avevate letto da ragazzi, e a commuovervi facendovi teletrasportare in quel momento preciso, con un ebook

Libro vs ebook?

Dai, suvvia.

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.