Charles M. Schulz: un timido predestinato

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Charles M. Schulz: un timido predestinato

Charles M. Schulz: un timido predestinatoA volte il destino sembra già aver progettato e tracciato la via della tua vita, questo si potrebbe dire a posteriori di Charles Monroe Schulz, uno dei più grandi fumettisti di tutta la storia.
Nato a Minneapolis il 26 novembre del 1922 da padre tedesco, da cui ebbe una ferrea istruzione, e madre norvegese, da cui ereditò il senso dell’umorismo un po’ macabro e fatalista, ad appena tre giorni di vita fu soprannominato da suo zio “Sparky”, dal nome del cavallo Spark Plug, un ronzino che non vinceva mai una gara del fumetto Barney Google di Billy DeBeck, tanto che le sue prime opere le firmò proprio con questo pseudonimo.
Fin da piccolo fu un ragazzo molto timido e schivo, caratteristiche che trasferì in toto sul suo protagonista principale Charlie Brown, ma non si limitò solo a questo, infatti gran parte delle storie dei Peanuts sono autobiografiche.

La svolta nella carriera di Shultz avvenne nel 1947, quando furono pubblicate le sue prime strisce a fumetti dal St. Paul Pioneer Press intitolate Li’l Folks: presa fiducia nelle sue capacità artistiche, non si è più fermato, inviando tutto il materiale che aveva alle più grandi testate ed aziende specializzate in fumetti e cartoni animate, fra cui anche la Disney, e fortunatamente fu subito accettato all’United Feature Syndicate di New York, dove il 2 ottobre 1950 debuttarono ufficialmente i Peanuts. Fu l’editore a scegliere tale nome, letteralmente “noccioline”, a causa della velocità con cui si “divoravano” le strisce: Schulz all’inizio si oppose al nome, ma alla fine rimase.

snoopy-san-valentinoIn pochi anni i Peanuts divennero il fumetto più popolare del globo. I suoi personaggi, tuttora, vengono pubblicati su 2293 giornali in 67 paesi, comparendo in programmi d’animazione, film, tra diari di scuola e raccolte di fumetti. Addirittura, in occasione dei quarant’anni dei Peanuts, fu ospitata a Parigi, nel Pavillon Marsan del Louvre, una mostra dedicata a loro ed al suo creatore.

I fumetti di Schulz sono apparsi in Italia per la prima volta sulla rivista Linus per volere di Elio Vittorini, Giovanni Gandini, Oreste del Buono e Umberto Eco: proprio quest’ultimo fece numerose analisi sui protagonisti del fumetto in quanto, in un modo o nell’altro, fanno riflettere su quelli che sono i piccoli problemi di tutti i bambini e non solo di questo mondo, essendo raccontate esperienze di vita vere ed autentiche. Infatti, come già detto, quasi tutte le avventure di Charlie Brown e amici, sono state vissute in prima persona dal loro “padre”. A cominciare dal più famoso in assoluto: per creare Snoopy, Schulz si ispirò per il carattere al boston bull terrier che la sua famiglia adottò nel 1928, quando lui aveva tredici anni, per l’aspetto a Spike, il bracchetto che dal 1937 fece parte della famiglia, per la scelta del nome invece assecondò il desiderio che sua madre espresse sul letto di morte: «se mai avremo un altro cane, dovremmo chiamarlo Snupi» (che in norvegese è un termine che indica tenerezza).

Charles M. Schulz: un timido predestinatoMa in assoluto il personaggio che più rappresenta il creatore dei Peanuts è senza dubbio Charlie Brown: come il personaggio dei fumetti anche il padre di Shultz era un barbiere e la madre casalinga, e per il nome si ispirò in questo caso ad un suo compagnp di scuola. E ancora, l’impiegata della contabilità della Art Instruction School dove Shultz lavorò da giovane, Donna World, suo primo amore non corrisposto, gli ispirerà la ragazzina dai capelli rossi, eterna innamorata di Charlie Brown.

La striscia dei Peanuts è andata avanti giornalmente per 50 anni, è stata tradotta in più di 20 lingue e pubblicata in una settantina di nazioni, Schulz è stato l’unico a scrivere, disegnare, inchiostrare e calligrafare ognuna delle 17.897 strisce.

In una celebre intervista disse: «Perché i musicisti compongono sinfonie e i poeti scrivono poesie? Lo fanno perché per loro la vita non avrebbe alcun significato se non lo facessero. Questo è il motivo per cui disegno i miei fumetti: é la mia vita», inoltre, fin dagli esordi, era solito ripetere: «Quando non potrò più disegnare, non voglio che nessuno prenda il mio posto. Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy e gli altri miei personaggi usciranno di scena con me».

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E così è stato: dopo aver pubblicato l’ultima striscia il 14 dicembre 1999, Charles Monroe Schulz si spense il 12 febbraio 2000 all’età di 77 anni a causa di un cancro. E assieme a lui sono uscite di scena anche le sue indimenticabili creazioni.

Michele Montesano per MIfacciodiCultura

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