Il Colosseo, Roma e l’Italia: una millenaria storia d’amore

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Nel film colossal di Ridley Scott Il Gladiatore, per il senatore Gracco «il cuore pulsante di Roma non è certo il marmo del Senato, ma la sabbia del Colosseo». La sua effigie compariva al centro delle bolle imperiali, sigilli usati da Federico Barbarossa e da Ludovico il Baro nel 1328; nella seconda metà del Seicento è il sogno dei giovani architetti parigini che grazie al Prix de Rome potevano venire a studiarlo. Nel Medioevo era abitato da soldati, merciaie e fruttivendoli.

Giovan Battista Piranesi, Veduta dell’Anfiteatro Flavio detto il Colosseo, 1776

Insomma il Colosseo è sempre andato oltre il suo ruolo di Anfiteatro: è diventato parte integrante della città ed è mutato col mutare dei secoli.

Gaspar Van Wittel, Veduta del Colosseo, 1647

La sua costruzione ebbe inizio nel 72 d.C. per volontà dell’imperatore Vespasiano, nell’area in cui si trovava allora il laghetto artificiale fatto scavare da Nerone per la sua Domus Aurea. Questo specchio d’acqua fu ricoperto come gesto riparatorio contro la politica del tiranno che aveva usurpato il terreno pubblico e lo aveva destinato a proprio uso. L’edificio, che sarebbe divenuto il primo anfiteatro stabile di Roma, fu completato da Tito e inaugurato con cento giorni di giochi nell’80 d.C.
Luogo di combattimenti gladiatori e di cacce con gli animali, il Colosseo cessò di svolgere la sua funzione originaria nel 523 d.C. tant’è che a partire dalla seconda metà del V secolo, l’arena fu totalmente interrata.
Nel XII secolo, al suo interno, si insediò la Fortezza della famiglia Frangipane, la quale aveva già edificato una serie di complessi residenziali lungo la Via Sacra e nei pressi dell’arco di Tito. La Fortezza inglobava parte del monumento, di cui furono tamponate alcune arcate dei primi due ordini. Le tracce emerse da recenti lavori di pulitura hanno portato alla luce, lungo l’intero prospetto meridionale del Colosseo, i resti della presenza di un camminamento difensivo di legno. È questa una straordinaria scoperta che conferma l’avvenuta scomparsa delle gallerie perimetrali e l’affaccio del ballatoio sia all’esterno, sia all’interno del monumento. Con il terribile terremoto del 1349, di cui ha reso conto anche Petrarca durante la sua visita romana, la Fortezza in parte crollò e fu quindi abbandonata.
Ma la vita all’interno del Colosseo non smise di prosperare. Attorno al 1360, la Confraternita del SS. Salvatore ad Sancta Sanctorum costruì la chiesa di San Giacomo, addossata esternamente al lato est del Colosseo e, forte del supporto economico delle 3 grandi famiglie romane dei Paparoni, Paoloni e Della Vecchia, trasformò una parte della Fortezza Frangipane in una struttura ospedaliera femminile con stanze di degenza all’interno del Colosseo, che comportarono la chiusura di ulteriori arcate e il risanamento della zona, da anni infestata da ladri e prostitute.
L’idea di consacrare l’Anfiteatro Flavio, presente sin dal Medioevo, maturò a partire dalla seconda metà del XVI secolo, nel clima di affermazione della chiesa di Roma. Varie le iniziative e i progetti mai realizzati, come l’intenzione di Sisto V di trasformare il Colosseo in un lanificio, al cui interno collocare le abitazioni degli operai; o come il progetto di Carlo Fontana, allievo di Bernini, che elaborò un progetto per la costruzione di un Santuario dedicato ai Martiri Cristiani all’interno dell’Anfiteatro.

Veduta notturna del Colosseo

Sin dalla sua nascita, il Colosseo è stato simbolo del potere. Basti pensare al motivo che spinse gli esponenti della dinastia Flavia alla sua edificazione, ma anche nel Medioevo ebbe un ruolo centrale nella lotta per le investiture fino al processo di cristianizzazione sancito definitivamente nel 1675 con la costruzione delle edicole. Durante il fascismo, la maestà del Colosseo si impose sullo sfondo di eventi da immortalare, anche in virtù del rinnovamento urbanistico dell’Urbe con la costruzione della Via dell’impero che riallacciava l’Anfiteatro al cuore di Roma, con un fuoco prospettico ideale per le parate militari. Inoltre, per la prima volta nella sua lunghissima vita, fu teatro di un evento culturale ovvero la rappresentazione notturna dell’Aida di Verdi alla presenza del Duce nel 1938.

Da sempre il Colosseo costituisce il vero cuore pulsante della Capitale e dell’Italia, simbolo intramontabile di ciò che fu l’Impero romano e memoria storica del nostro Paese. In virtù del suo essere icona, tutta l’area del Colosseo sarà ora protagonista di un nuovo progetto di restyling che ne valorizzerà l’aspetto visuale: si punta infatti alla realizzazione di un parterre di sempreverdi con la presenza di gruppi di rose antiche e a un’illuminazione a terra con luce soffusa per offrire un’immagine notturna molto suggestiva dell’intero sito.

Tutela e valorizzazione devono essere i due punti cardine di una politica volta alla conservazione e all’espressione di un monumento che ha fatto e continua a fare la storia del nostro Paese. Dopotutto come ricordava il grande Federico Zeri «Fin quando esisterà il Colosseo esisterà Roma. Quando il Colosseo cadrà, cadrà Roma, quando cadrà Roma, cadrà il mondo intero».

Rosa Araneo per MifacciodiCultura

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