Intervista ad Andrew Tosh: un artista contemporaneo amante del vintage

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Il panorama artistico contemporaneo è ricco di artisti che cercano di emergere grazie ad un particolare tratto distintivo che ne consacri l’originalità, portandoli pian piano a diventare icone d’arte ricordate nel tempo. Uno di loro è senza dubbio Andrew Tosh, artista ventiquattrenne che vanta già numerose collaborazioni importanti: con la Galleria Pisacane Arte ad esempio, dove viene considerato un artista di punta e grazie alla quale presto collaborerà anche con il prestigioso Lamo Restaurant, esponendo una personale proprio nelle sale dello stiloso ristorante milanese a partire dal 12 febbraio.

Andrew Tosh durante una performance artistica

Ed è proprio lui che vogliamo conoscere attraverso quattro semplici domande che ci racconteranno chi è questo artista ligure dai gusti decisamente controcorrente per un ragazzo della sua età; classe 1995, Andrea Cocciolo, così si chiama il protagonista della nostra intervista, dopo essersi diplomato all’Istituto d’arte di Chiavari inizia a dipingere portando sulla tela le sue più grandi passioni: le pubblicità, il vintage, il nonsense -ovvero l’accostamento di elementi assolutamente disgiunti fra loro, come il nome di un brand con Biancaneve- lo stile Andy Warhol.

Andrea, come nasce il tuo nome d’arte?
Da sempre i miei punti di riferimento nell’arte sono Andy Warhol, Basquiat, Keith Haring. Immaginando un giorno di poter vedere il mio nome accanto al loro, ho cercato una soluzione che potesse esprimere al meglio il senso della mia arte: fresca, giovanile ma con un certo stile. Così nasce Andrew Tosh, unendo la versione inglese del mio nome al cognome di uno dei miei cantanti preferiti, il giamaicano Peter Tosh, esponente del genere reggae.

Non è Goofy, opera di Andrew Tosh

Soggetti pubblicitari, colori pop, stile vintage: come nasce lo stile Tosh?
In realtà, si potrebbe quasi dire che nasce per caso; ho semplicemente unito diverse mie passioni come i colori accesi ed allegri dell’arte pop a soggetti retrò tratti da fiabe e pubblicità vintage: potrà sembrare inusuale per un ragazzo della mia età, ma sono sempre stato nostalgico di tempi mai vissuti, ed ho sempre amato tutto ciò che appartiene agli anni ’50 ’60 e ’70, sia nel campo della musica che in quello artistico. Credo che siano stati gli anni migliori del Novecento, quelli che hanno dato di più e che verranno ricordati nel tempo.. io con la mia arte voglio omaggiare questo mondo, ma lo voglio fare a modo mio, con colori vivi, sfumature allegre e scritte nonsense che rendono ironica e fresca l’opera.

Infatti, uno dei tratti caratteristici della tua arte è proprio il no-sense: porre accanto al soggetto della tela elementi che non hanno un apparente legame fra di loro, come brand, numeri e date: come nasce questa peculiarità?    Nasce dalla volontà di rendere omaggio al mio punto di riferimento indiscusso: Andy Warhol. Lui è il re del nonsense; se ci pensi, ha costruito la sua arte -e la sua fama- su rappresentazioni di oggetti quanto mai lontano dall’arte intesa nel suo senso comune. Le scatolette di cibo Cambpel’s sono l’esempio senza dubbio più facile da citare, ma possiamo ricordare altre opere, non solo pittoriche. I suoi cortometraggi controversi oppure la copertina dell’album The Velvet Underground & Nico, con disegnata una banana (che poco c’entra con un prodotto musicale) ne sono altri esempi. Io ho cercato di fare mio questo tratto caratteristico del maestro Warhol reinterpretandolo a modo mio, attualizzandolo.

Lodovico Van, opera di Andrew Tosh

Così, di fianco al ritratto di Beethoven, accosto il brand della Nike e l’anno della sua creazione, 1971.Cose che non c’entrano chiaramente niente fra loro, ma definiscono la mia rivisitazione del nonsense. Lo trovo molto divertente, dà un taglio ironico alla mia arte.

Si dice che capendo l’arte di un pittore si capisce qualcosa della sua personalità: che cosa c’è di Andrea nelle tue creazioni? In quali aspetti della tua arte viene fuori il tuo carattere?
Non c’è un aspetto specifico della mia arte che si allinea alla mia personalità… diciamo che nella mia arte puoi trovare Andrea al 100%, poi puoi decidere tu come interpretarmi. Ironico? Folle? Allegro? Anticonformista? Fuori dal tempo? Probabilmente sono tutto questo.

 

N.B tutte le opere uniche presenti nell’articolo sono in vendita presso Pisacane Arte

Ilenia Carbonara per MIfacciodicultura

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