Bob Marley: il Reggae come poesia di libertà e amore

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Bob Marley: il Reggae come poesia di libertà e amore

Personalità eclettica di notevole rilievo e non solo nella musica, Bob Marley ancora oggi continua ad attirare un pubblico trasversale, che vede nelle sue canzoni un modello sociale in cui l’odio non trova spazio.

Nato a Nine Mile, il 6 febbraio del 1945, un villaggio della Giamaica dove oggi si trova il suo mausoleo – Robert Nesta “Bob” Marley ha contribuito a far conoscere la parte più sana della nazione caraibica. Nei suoi testi, l’amore e la spinta all’unità e alla fratellanza sono una costante, tanto da essere ricordato non solo come cantautore bensì come uomo di notevole influenza politica, sociale e spirituale. La musica reggae, grazie a Bob Marley, conobbe una risonanza mondiale, tanto da giocare un ruolo fondamentale nella diffusione della cultura rastafari. Nato nella prima metà del secolo scorso, il Rastafanesimo è una religione che utilizza categorie del Cristianesimo per applicarle ai sistemi economici e politici. Notevole importanza è riservata al continente africano – si ricorda il brano di Bob Marley Africa Unite – cuore pulsante del pianeta e relegato ai margini dell’economia mondiale.

Lo questione razziale, così come lo sfruttamento dell’uomo, sono temi cari al cantante giamaicano, forse perché da piccolo subì sulla propria pelle le conseguenze dell’odio. Come lui stesso ha ammesso:

Io non ho pregiudizi contro me stesso. Mio padre era bianco e mia madre era nera. Mi chiamano mezzosangue, o qualcosa del genere. Ma io non parteggio per nessuno, né per l’uomo bianco né per l’uomo nero. Io sto dalla parte di Dio, colui che mi ha creato e che ha fatto in modo che io venissi generato sia dal nero che dal bianco.

Un messaggio di pace universale, che inevitabilmente si riversa nelle canzoni, veri capolavori intramontabili, attuali oggi come allora. No woman no cry, One love, Is this love, Redemption song, Three Little Birds, I Shot the sheriff e Could you be loved sono alcune delle canzoni che Bob Marley ha portato al successo planetario.

Per il suo impegno verso la terra natia, ha ricevuto nel 1981 – poco dopo la morte – l’Ordine al merito, un’onorificenza che in Giamaica è di notevole importanza perché conferita a uomini che si sono distinti per indiscusse qualità. Tanti sono gli artisti che hanno tratto ispirazione dalla sua musica, ecco perché è considerato tra i pochi eletti che popolano l’Olimpo del mercato discografico di tutti i tempi.

Il reggae è considerato una variante dello Ska, anche se qualche purista lo considera di derivazione del Rocksteady. Ciò che rende unica l’influenza di Bob Marley è l’incorporazione di musica popolare giamaicana – come il calypso – e di quella soul di stampo statunitense. Un sincretismo ritmico che unito al carisma ipnotico dell’artista originario di Nine Mile, ha creato una leggenda.

A seguito di complicazioni fisiche – un tumore al cervello, ai polmoni e allo stomaco – morì l’11 maggio del 1981 presso una struttura ospedaliera di Miami. Il suo funerale è stato il pretesto per radunare ancora una volta una moltitudine di persone che volevano tributargli l’ultimo saluto.

La sua eredità – oltre ai 13 figli avuti con le donne della sua vita – è certificata da una discografia frutto di esperienze di vita, genuina e onesta con il pubblico di ascoltatori.

Dario Cataldo per MIfacciodiCultura

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