Affordable Art Fair 2019: il successo del mercato dell’arte contemporanea

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Si è conclusa domenica 27 gennaio la nona edizione di Affordable Art Fair, la fiera dedicata al mondo ed al mercato dell’arte contemporanea. La manifestazione, che ha aperto ufficialmente i battenti a partire da venerdì 25, ha avuto come slogan la frase Lose your self in art che contempla molteplici sfaccettature: ed in effetti, perdersi fra le variegate proposte delle 85 gallerie accorse a Milano e provenienti da tutto il mondo, è stato ben facile; ogni stand mostrava il concettualismo tipico dell’arte contemporanea declinato però in modo sempre differente; chi punta sulle sculture luminose, chi sulle composizione monocromatiche, chi -con toni decisamente più “classici”- offre colori pop uniti a soggetti vintage, chi punta sulla “simpatia” rendendo omaggio alla razza canina dei carlini.

Omaggio ai carlini

I nomi degli artisti esposti raccontano di un mercato aperto a proposte di impronta differente; l’artista russa Ludmilla Radchenko, Mr Brainwash, il fotografo Richard Heeps sono solo alcuni dei protagonisti della kermesse, che non dimentica i grandi nomi di ieri -come quello di Mimmo Rotella, presente in stand di diverse gallerie- che rappresenta un modello intramontabile per gli amanti del contemporaneo.

Che un visitatore sia un semplice appassionato d’arte oppure un manager alla ricerca di un buon investimento, Affordable si conferma il posto giusto; il budget parte dai 100 euro e arriva ad un massimo di 6000 per opera, e di stile ce né per tutti i gusti; una particolare attenzione quest’anno è stata data all’arte orientale e infatti sono stati molti gli stand che hanno ospitato più di una creazione di chiara ispirazione cinese o giapponese: dalle classiche gheishe alle scritte in alfabeto hiragana, passando per i proverbiali alberi di pesco, l’impronta nipponica in questa edizione è stata una delle protagoniste e accompagnava un altro tipo di arte orientale, quella indiana, declinata però in modo inusuale; non colate di oro e rivisitazioni di soggetti indù, ma tele in cui a fare da padrone sono i colori forti, scuri, proponendo un’immagine dell’India assolutamente inedita.

Che Affordable sia stato un successo poi, lo confermano i numeri: la fiera appena conclusa ha registrato oltre 14 mila ingressi, allineandosi al successo della precedente edizione,rispetto alla quale però quest’anno si è venduto di più: il fatturato conta infatti circa 1.300.000 euro, con un incremento del 12% di opere vendute.

Topolino in versione pop

E’ importante sottolineare però che Affordable non è solo mercato, ma anche cultura: da quest’anno in particolare, ogni pomeriggio si sono alternati talk -ambientati nella suggestiva istallazione artistica intitolata Cosmonauti di Stefano Ogliari Badessi– dedicati alla Mediterranean Collection e all’influenza che l’arte contemporanea esercita oggi più che mai su cinema, musica e mondo del food. Domenica pomeriggio a parlare del connubio fra arte e cibo, lo chef Alessandro Borghese, mentre durante tutta la manifestazione a tenere alta la bandiera del food è stato il maestro pasticciere Sal De Riso, che proprio in omaggio ad Affordable Art Fair, ha creato una elegantissima limited edition di monoporzioni ispirata dall’arte contemporanea; deliziosi dolci dai colori sgargianti e dalle forme geometriche ma essenziali che i visitatori potevano assaggiare nello sweet corner a lui dedicato.

Un bellissimo evento, organizzato nei minimi dettagli, e per questo è giusto fare un plauso agli organizzatori che hanno lavorato eccellentemente. Che altro aggiungere? Non vediamo l’ora del prossimo appuntamento, arrivederci all’anno prossimo Affordable!

Ilenia Carbonara per Mifacciodicultura

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