J. D. Salinger, il maestro dei racconti sulla gioventù americana

0 255
JD Salinger, ormai anziano

J. D. Salinger è morto a novantuno anni il 27 gennaio 2010 a Cornish, nel New Hampshire, dove ha vissuto in maniera assolutamente appartata per gran parte della sua esistenza, dopo essersi trasferito dalla Grande Mela, città in cui nacque. Solo nove anni fa, causa tumore al pancreas, ci separano dalla sua scomparsa, mentre ben sessantotto anni ci separano dalla pubblicazione dell’opera che ha reso Salinger il portavoce di una e più generazioni. Era il 1951, infatti, quando venne dato alle stampe Il giovane Holden (Einaudi, edizione italiana) – titolo originale The Catcher in the Rye.

Io abito a New York, e stavo pensando al laghetto di Central Park, quello vicino a Central Park South. Chissà se arrivando a casa l’avrei trovato ghiacciato, e se sì, chissà dov’erano andate le anatre. Chissà dove andavano le anatre quando il lago gelava e si copriva di ghiaccio. Chissà se arrivava qualcuno in furgone che le caricava tutte quante per portarle in uno zoo o chissà dove. O se volavano via e basta.

Chi non hai sentito pronunciare questa frase almeno una volta nella vita? È Holden Caulfield a parlare, a porsi quesiti assurdi come questi, a perdersi nei meandri dei propri pensieri, tra tutto ciò che ancora ha da scoprire e tutto ciò che ha paura di non capire. In fondo, siamo un po’ tutti Giovane Holden quando ci stupiamo delle piccole cose, quando non abbiamo voglia di perdere tempo in chiacchiere e quando allo stesso tempo non riusciamo a trattenerci. Holden è sempre alla ricerca di qualche bellezza, come lo siamo noi, ed è sempre pronto a lasciarsi rincorrere dal destino, nonostante spesso sembri indeciso. Salinger scelse di far pubblicare il romanzo del ’51 con la copertina bianca cosicché i lettori giudicassero soltanto il contenuto e non si facessero influenzare dall’immagine, ed evidentemente riuscì nel suo intento dato che il suo testo è entrato a far parte della cultura americana popolare e così è diventato una pietra miliare della letteratura contemporanea in generale.

Ma passiamo a un altro testo di Salinger. Rimasto nell’oblio per più di settant’anni, nel 2014 una piccola casa editrice americana ha pubblicato I giovani – Tre racconti, in Italia edito dal Saggiatore. Ancora una volta è l’America a essere protagonista, quella di una generazione giovanile che assomiglia a quella di Holden, ma per certi versi la precede, ed è ancora più sola, ancora più acerba, e intrisa di quell’angoscia esistenziale di cui Salinger si è sempre fatto portavoce. I giovani, Va’ da Eddie, Una volta la settimana sono i titoli dei tre racconti della raccolta, che rapidissima scorre sotto gli occhi del lettore per la sua freschezza e la sua immediatezza dialogica. Quella descritta da Salinger è un’ambientazione tanto semplice quanto capace di avvolgere, come se noi stessi stessimo partecipando a quella festicciola conversando con i protagonisti del più e del meno, con un bicchiere di cocktail in mano, appoggiati a una parete di un qualsiasi appartamento borghese americano dal tocco vintage. Salinger rende scorrevole ogni riflessione sulla vita, accavalla esempi e situazioni, si sposta da un dialogo all’altro, ma non per questo perde il filo, oscillando continuamente tra il detto e il non detto.

Verso le undici, Lucille Henderson, appurato che la sua festa stava veleggiando all’altezza giusta, e graziata da un sorriso di Jack Delroy, si costrinse a guardare in direzione di Edna Phillips, che dalle otto era seduta sulla grossa poltrona rossa a fumare una sigaretta dopo l’altra e a gorgheggiare saluti, con uno sguardo radioso che i ragazzi non si degnavano di cogliere.

Quella di Salinger è stata una vita che ancora oggi ci colpisce per il suo mistero, per quella caparbietà dell’autore di stare lontano dal gossip e dalle telecamere, per quella produzione letteraria rimasta ancora inedita, ma che sicuramente ha ancora tanto da lasciarci. Salinger è uno di quegli autori ormai appartenente al canone, eppure la sua “aurea di classicità” non la sentiamo affatto. I suoi racconti nei nostri ricordi rimarranno sempre freschi, sfuggenti, eppure vividi e lungimiranti.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.