#EtinArcadiaEgo – L’amore raccontato da Gaber e Ovidio

0 1.141

#EtinArcadiaEgo – L’amore raccontato da Gaber e Ovidio

Vi dirò quello che vi ha rovinato: non avete saputo amare,

vi è mancata l’arte, è l’arte che perpetua l’amore.

E magari continuassero a non saperla: ma Citerea mi ha ordinato

di insegnarla, e lei stessa mi è venuta davanti agli occhi

e mi ha detto: «Che cosa hanno fatto queste povere donne?

Agli uomini armati si consegna una folla inerme.

Due libri li hanno resi esperti; anche questa parte

deve adesso ricevere le tue istruzioni»

#EtinArcadiaEgo – L'amore raccontato da Gaber e OvidioQuesti versi sono tratti dal terzo libro dell’Ars Amatoria di Ovidio, celebre poeta latino vissuto sotto Augusto, e danno il via ad un’opera dalla straordinaria modernità: un vero e proprio manuale d’amore per giovani donne, alla stregua di una qualsiasi rivista per adolescenti, se non fosse per quelle due o tre piccole differenze che fanno di quest’opera un autentico capolavoro letterario. La straordinaria unicità dell’opera (che, lingua a parte, non ha nulla di antico o troppo lontano dalla nostra cultura) ha portato l’indimenticato ed indimenticabile Giogio Gaber a mettere in musica i “suggerimenti” di Ovidio con la splendida canzone Donne credetemi, quasi a voler dar voce alle parole del poeta ispirato da Venere.

Nel dare inizio al suo canto, Ovidio narra di come sia stato colpito non dall’ispirazione, ma da un vero e proprio ordine della dea dell’amore, infuriata con il poeta perché, con i primi due libri dell’Ars, aveva istruito gli uomini sul modo di vincere in amore, lasciando le donne sole e indifese, senza una guida a cui appoggiarsi. Ovidio è costretto a rimediare, e riesce, ispirato da Amore, a comporre un capolavoro poetico mai visto, in cui le donne, finalmente, trovano conforto e aiuto.

Il poeta si propone come un vero e proprio pracepetor amoris, un maestro a tutti gli effetti, e si rivolge alle giovani donne che vogliono sapere come sedurre l’uomo che desiderano, e di come far sì che questo non le tradisca ma resti fedele. A dispetto dell’elevatezza della poesia, i consigli di Ovidio sono straordinariamente concreti, e partono da utili consigli sull’abbigliamento e il trucco fino ad arrivare alla sessualità, definita “trionfo di Amore”.

Il tono del poeta è quello di un maestro, un ispirato che indica la via con la consapevolezza di sapere, di conoscere quello che i comuni mortali non sanno, perché non sono ispirati da una dea.

Eppure qualcosa non va. Ovidio, poeta coltissimo e uomo di costumi liberi e gioiosi, mal sopportava le regole: credeva piuttosto a un’esortazione ad agire, che colpisse nell’animo il lettore e lo spingesse verso Cupido.

Cosa spinge allora Giorgio Gaber a cantare con la sua graffiante ironia i versi di Ovidio?

#EtinArcadiaEgo – L'amore raccontato da Gaber e OvidioForse la riflessione sull’Ars non è del tutto esatta. E se fossimo noi a essere spinti nella direzione opposta? Forse Gaber ha intuito davvero la vera voce del poeta, delizioso narratore della sua epoca, un’epoca nata sotto la pace e perciò dedita alle battaglie del piacere e dell’amore. Forse, in fondo, anche l’imperiosa Venere ha ispirato il maestro d’amore e il cantore controcorrente con la stessa energia, con la stessa concreta verità distillata in meravigliosa poesia. Non è questa forse la più esatta definizione di amore?

Ovidio, da poeta illuminato quale si mostra, ricerca nel mito le vicende dell’amore senza consigli, e scopre che le donne, ingannatrici e serpenti per antonomasia, in fondo sono loro stesse le maggiori vittime degli inganni orditi dagli uomini per i quali erano pronte a sacrificare tutto. E ora che ha saputo guardare anche l’altro lato della medaglia può definirsi davvero Maestro d’Amore.

Qual è il senso di tutto questo? Assolutamente nessuno. Se non forse, in estrema sintesi, ricordare che fra bardi, fra cantori capaci di sentire l’ispirazione, ci si capisce anche a distanza di duemila anni. Forse è per questo che Gaber, nel cantare l’Ars, conclude con una firma speciale:

Ricordatevi di dire sempre

che è stato Ovidio il vostro maestro

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.