Alessandro Baricco: una voce attiva che parla tra noi

0 1.095

a-bariccoAlessandro Baricco nasce a Torino, il 25 gennaio 1958.

Probabilmente sarebbe sufficiente segnalare, o ricordare, il solo fatto affinché ci si unisca in un corale “Buon compleanno!” in onore di uno dei più noti personaggi in ambito culturale dei nostri tempi. In effetti, per chi vive di lettura e ama la letteratura, Baricco è una firma sicuramente di dovuta presenza nella propria libreria personale. Ma il suo nome e la sua presenza nella nostra società non sono da appiattire solamente su questo versante, lato che però è forse il più conosciuto e divulgato.

Anima complessa e sopra le righe, uomo fermo e dalle idee chiare sul presente, Alessandro Baricco si laurea in Filosofia a Torino, con una tesi in Estetica. Ottiene inoltre il diploma in pianoforte al conservatorio, titolo che farà convergere e convogliare nella sua mano questa doppia anima, lasciando che la musica e la letteratura inverino il suo essere brillante scrittore e acuto osservatore.

Attivo su testate giornalistiche, in programmi radiofonici e televisivi, firma anche del cinema in posizione di sceneggiatore così come anche di regista, Alessandro Baricco è una figura poliedrica e multiforme nelle sue doti di comunicatore, tanto da fondare una scuola di tecniche di scrittura narrativa a Torino, la Scuola Holden. E proprio dal suo posto di comunicatore e attuale preside di una scuola di Storytelling e Performing Arts, notiamo come le sue riflessioni siano molto improntate su aspetti dialogici e di reciproco scambio. È così che le sue interpretazioni e traduzioni a proposito della storia dei giorni nostri, hanno delineato un quadro di non immediata interpretazione o condivisione, ma sicuramente dai contorni ben netti. Partendo da una disamina profonda, infatti, del presente in cui viviamo, Alessandro Baricco ha sostenuto e dichiarato come in definitiva all’Europa manchi qualcosa, una lacuna storica, o storico-letteraria, quasi umana, e ha così invitato e chiamato a rapporto i narratori europei, affinché colmassero tale vuoto e donassero all’Europa un senso culturale.

«Noi pensiamo che il problema dell’Europa – aveva affermato in un’intervista a la Lettura – non sia né economico né politico ma di storytelling. Non abbiamo una storia da raccontare e quindi ci incartiamo su problemi politici, economici, burocratici. E invece l’Europa nasce con una storia fantastica […] Noi ci chiediamo perché nessuno più la ama». Lo scrittore aveva continuato sostenendo che oggi vi sono comunque alcune narrazioni e una di queste però ci porta diretti all’ultimo atto – lo stato attuale delle cose –, «un grande, fantastico finale».

cecchi point 14 marzo 2013L’obiettivo rimane quindi trovare un modo per narrare l’Europa, quel personaggio che Baricco definisce «antico, colto, con un gran senso della bellezza, del gusto, però un po’ sgangherato. È un personaggio spigoloso, difficile, bellissimo, di quelli che poi fanno cose pazzesche».

Il messaggio trasmesso è di forte impatto, per non dire eterodosso, fuori dalle normali righe. Ma un artista segue spesso strade proprie, non sterrate né facilmente percorribili. E Baricco ha innalzato la penna e l’arte come armi di unione per un futuro continentale narrativo, di storia. Un futuro che sia da raccontare e faccia raccontare. In fondo, avere qualcosa da dire è sempre stato parte di noi. Di noi europei. Siamo maestri – forse solo un po’ stanchi – della comunicazione, e abbiamo un’arte che copre nazioni dal passato sia glorioso sia demoniaco, ma tutto in una condivisa storia. La sfida è portare interesse allo sguardo sovranazionale, non in una speranza di salvezza, ma in un progetto che non sottolinei né rafforzi le tendenze atomistiche e individualistiche dei Paesi. Non si fanno sempre capolavori – come ha sostenuto lo stesso Baricco – ma la consapevolezza e l’interesse, la presa di coscienza, la voglia di fare e la curiosità possono essere antidoti contro il sonnecchiare in casa propria.

baricco setaAlessandro Baricco oggi compie 61 anni. Spesso, quando si sente il suo nome, si pensa nell’immediatezza a un suo romanzo, a una sua intervista, alla sua scuola, alle sue parole che sanno diventare poetiche e brevi pillole da rispolverare tra le mensole delle proprie librerie di casa. Ma proprio perché si sa apprezzare il suo stile, il suo modo di esprimersi, proprio perché si può essere affascinati dal suo modo di essere scrittore distinto e con un quid magnetico a molti caro, ecco che queste parole riflettenti il suo pensiero, anche extra-letterario, possono servire anche per tentare di chiudere il cerchio del suo profilo. Baricco, come già ricordato, è magmatico e sfaccettato, ha avuto esperienze differenti in campo artistico e dovrebbe esser giusto cercare di conoscerlo nel suo complesso. Lo possiamo ammirare oppure tenere a virtuale distanza, ma possiamo farlo sulla base di ciò che ha da dire.

È una voce attiva nella nostra cultura, una voce presente che vive e parla nei nostri giorni ed è immersa nella nostra stessa realtà.

Nel rinnovare il pensiero verso di lui, oggi, giorno del suo compleanno, sembrerebbe adatto concludere con una citazione presa dal libro Seta, andandola a riprendere appositamente, poiché emblematica del discorso appena affrontato:

Com’è la fine del mondo? – gli chiese Baldabiou.

Invisibile.

E si potrebbe aggiungere: è ancora una storia da scrivere.

Sabrina Pessina per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.