Lezioni d’Arte – Una passeggiata insieme a Claude Monet

0 402
Monet, Passeggiata vicino Argenteuil

Immaginiamo di trovarci nella Francia dell’Ottocento e di compiere una lunga passeggiata in una calda estate insieme a Claude Monet (Parigi, 1840 – Giverny, 1926). Attraversiamo vasti campi di papaveri, passeggiamo sotto i freschi pioppi, possiamo addirittura fare un pic nic sulla riva della Senna. Passeggiando si potrebbe arrivare per cercare un po’ di fresco nei giardini della città ad osservare come i gentiluomini del tempo e le gentildonne trascorrono le giornate in dolci passatempi.

In questa passeggiata immaginaria vedremmo tutte le opere dipinte en plein air dal padre dell’impressionismo, e ci apparirebbero vive davanti ai nostri occhi, proprio come Monet le ha immaginate.

Monet, Donna con parasole

Quello che importava a Claude Monet, non era la ripresa netta del reale, ma le sensazioni che quell’istante, la resa delle sfumature del colore sotto quella luce potessero trasmettere all’occhio umano. Per leggere le sue opere mi piace spesso immergermi nella natura che ritrae ed immaginarmi al suo fianco tra i prati di Argenteuil. Lì, infatti, si è trasferito con la sua famiglia, in quest’oasi di pace e di verde, e vi rimarrà fino al 1878. Camille è sua moglie, musa di molti quadri, la donna che gli ha dato la forza di andare avanti quando non aveva neanche i soldi per comprare i colori.
Nelle immense passeggiate armoniose, estive, c’è sempre Camille con il parasole, la segue il piccolo Jean che fa capolino dai papaveri. L’abito elegante e il cappellino che indossa è il classico vestito della domenica. Claude li osserva e li trasporta sulla tela come li vedono i suoi occhi, dal suo punto di vista più lontano o spesso ribassato, come se durante la passeggiata si voltasse a contemplarli. Il quadro ottiene nella resa una maggiore profondità e noi spettatori ci sentiamo trasportati al posto di Monet, diventiamo i suoi occhi.

Su un sentiero scosceso magari Monet si rigira a guardarli ed ecco che si ottiene l’immagine da una distanza più ravvicinata. Si è alzato il vento e si muove da destra, lo si percepisce dal movimento che le pennellate dell’artista trasportano sulla tela, scompiglia i fili d’erba, l’abito di Camille e i nastri del cappello. Ma è un vento caldo che permette di continuare questa camminata serena, all’aria aperta, ce lo trasmettono i colori tenui colpiti dalla luce.

Monet, Passeggiata sulla scogliera

Dieci anni più tardi Monet dipingerà Susanne Monet, la figlia avuta con la sua seconda moglie Alice. Camille si ammala di cancro e muore, ma il suo ricordo è sempre vivo e presente nelle scene che dipinge. Anche i due ritratti della figlia, la donna con il parasole, prima girata verso destra e poi verso sinistra sono un omaggio, un ricordo che riaffiora alla mente: quella passeggiata con Camille, l’amore della sua vita.

Così torniamo ai tempi felici, distesi, in cui tutta la famiglia trovava serenità nella natura. La passeggiata immaginaria termina alla scogliera di Pourville, in Normandia. Fa ancora caldo e il sole picchia, l’erba diventa un insieme di fili rosso fuoco, agitata dal vento così come le onde del mare e le nudi all’orizzonte. Dipinge a lungo questo paesaggio Monet, affascinato dalla scogliera e dalla possibilità di ottenere tutti gli elementi della natura: cielo, terra e mare. Tutto a disposizione, tutto davanti ai suoi occhi.

La passeggiata è finita, quest’attimo fuggente sta per tramontare ma non nella mente di Monet che lo dipingerà e renderà eterno. Non manca nulla e lui osserva tutto da lontano. E anche noi.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.