Francesco Bacone, un uomo oltre lo spirito del tempo: l’iniziatore dell’epoca moderna

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Francis Bacon, meglio conosciuto come Francesco Bacone, è colui che, secondo molti, come Hegel o Horkheimer, apre la stagione del pensiero moderno all’insegna del ragionamento induttivo ed esperienziale precursore del metodo scientifico galileiano.

Bacone

Bacone, nato il 22 gennaio del 1561 a Londra, viene da una famiglia nobile: il padre Sir Nicholas aveva tenuto il Gran Sigillo durante il regno di Elisabetta I, mentre la madre, Anna Cooke, era cognata  di Sir William Cecil, tesoriere della medesima regina e personaggio di spicco dell’Inghilterra di metà ‘500.

Anche egli diviene un uomo politico, formatosi al Trinity College di Cambridge, da cui si allontana a 15 anni per il profondo disaccordo con l’autorità esercitata dagli scritti aristotelici. Da qui già si intravede una profondo distanza di vedute con l’allora vigente metodo scolastico. Studia giurisprudenza al Gray’s Inn di  Londra, soggiorna in Francia al seguito  dell’ambasciatore inglese. Nel 1584 è eletto in Parlamento, occupando varie cariche fino a quella di Lord Cancelliere  (alto funzionario del governo) nel 1618, prima del quale aveva ricoperto quella di procuratore generale, membro privato della corona e guardasigilli, divenendo anche conte di Verulamio e visconte di Sant’Albano. Cinque anni prima della morte, il  9 aprile del 1626 , si ritira a vita privata, a causa di una accusa di corruzione per cui perderà tutte le cariche, dedicando alla attività di ricerca l’ultima sua parte di vita, scrivendo opere come il Novum Orgnaum  e  La nuova Atlantide, pubblicata postuma.

Come detto, Bacone è l’iniziatore di una nuova modalità di fare filosofia e scienza: basti pensare che Newton era definito un “filosofo naturale“, per cui verrà ricordato sia nella dedica della Critica della ragion pura di Kant, ma anche nell’opera scritta a quattro mani da Horkheimer e Adorno La dialettica dell’Illuminismo, in cui il filosofo inglese

ha saputo cogliere esattamente l’animus della scienza successiva. Il felice connubio, a cui egli pensa, fra l’intelletto umano e la  natura delle cose, è di tipo patriarcale: l’intelletto che vince la superstizione deve comandare alla natura disincantata. Il sapere, che è potere, non conosce limiti, né nell’asservimento delle creature, né nella sua docile acquiescenza ai signori del mondo.

Infatti, Bacone  ha una fiducia incrollabile nella scienza, nella sua possibilità di migliorare la vita dell’uomo e per fare questo c’è bisogno di un controllo completo sulla natura e  della conoscenza delle  sue leggi, da cui «sapere è potere».

Horkheimer e Adorno

Il metodo baconiano, di contro a quello aristotelico- deduttivo, fondato sulle premesse ma esprimente nient’altro che ciò che è in esse, dando vita a un cosiddetto giudizio analitico secondo Kant, si basa sull’induzione, cioè il riconoscimento dell’universalità e della regolarità di una regola, partendo da casi concreti ed esperibili. Perciò, egli elabora un metodo che consta di due parti, una pars destruens e una costruens. Partendo dalla prima, Bacone individua quattro tipi di Idola, cioè i fantasmi che non permettono l’apprendimento delle nozioni vere, che «hanno invaso l’intelletto umano gettandovi radici profonde». Si tratta di quelli tribus, che appartengono a tutto il genere umano (ad esempio la fallibilità dei sensi). Vi sono poi gli idola specus, con riferimento alla caverna di Platone, che hanno carattere individuale e dipendono da molti fattori, come educazione e ambiente. Gli idola fori, sono prodotti del linguaggio, nel quale c’è sempre una discrepanza tra il significante e il significato. Infine gli idola theatri, cioè le diverse favole raccontate dalle diverse scuole filosofiche, poste da Bacone come su di una scena del teatro.

La pars costruens di Bacone, tuttavia, segna la differenza tra il suo metodo e quello di Galileo: infatti se per il secondo la misurazione matematica è alla base della rivelazione delle cause dei fenomeni,  il conte del Verulamio resta ancora legato a una descrizione qualitativa della realtà, cercando le forme delle cose, intese come principio interno di costruzione e di sviluppo. La ricerca delle forme dei fenomeni avviene grazie alla compilazione di diverse tabulae: nella tabula presentiae abbiamo tutti i casi in cui il fenomeno è presente, nella tabula absentiae in proximitate abbiamo casi analoghi ai primi, con una assenza però del fenomeno e, infine, la tabula graduum, in cui si registrano i casi in cui il fenomeno aumenta o diminuisce per gradi.

BaconeTramite questa compilazione tabellare, si hanno due momenti: la vindimiatio prima in cui si escogitano delle ipotesi con carattere provvisorio, per poi giungere all’experimentum crucis, che porta a verificare empiricamente la propria ipotesi, portando quindi all’esclusione da parte del ricercatore di una delle due strade percorribili.

In aggiunta, Bacone ha dato prova di essere un ottimo narratore nella sua utopia mai compiuta La nuova Atltantide, nel quale si immagina una comunità dove il potere politico e tecnologico  è nelle mani di un gruppo di uomini illuminati,  «La casa della Sapienza», da cui prenderà spunto la Royal Society of London.

Questa isola sperduta dove si sono realizzate opere che solo oggi sono divenute realtà, è la dimostrazione di come Bacone sia stato un uomo oltre il suo tempo, sebbene la sua profonda convinzione che la verità sia filia temporis, che ha avuto sempre a cuore le sorti della felicità umana, la quale doveva staccarsi dal seno della religione per potere accedere pienamente alla propria potenzialità.

Se questo sia stato un bene o un male, come denuncia la Scuola di Francoforte, poiché ha dato avvio all’era dell’Illuminismo borghese, «ai posteri l’ardua sentenza»: senza dubbio salutiamo con ammirazione l’anniversario della morte di un uomo che è andato oltre lo spirito del tempo.

Edoardo Poli per MIfacciodiCultura

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