Diari Immaginari – La principessa Sissi, uccello in una gabbia dorata

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Diari Immaginari – La principessa Sissi, uccello in una gabbia dorata

Questa rubrica tenterà di dare delle risposte al silenzio che la storia per tanto tempo ha gettato sulle muse, mogli, amanti di grandi personalità. Tuttavia, per prendere le distanze dalla “Storia dei Manuali”, cercheremo di far rivivere la “Storia delle donne” attraverso la voce delle protagoniste, immaginando e facendo nostra la loro vicenda umana. Ora, aprite il diario, e tra le righe dei pensieri entrate nell’animo di chi ha fatto la storia in silenzio. Oggi tocca a Elisabetta di Baviera, conosciuta come Sissi.

Ho avuto un incubo stanotte.

Ho chiuso gli occhi e la pesante tenda del sonno mi è caduta sul viso. Ho improvvisamente sentito il vento fra i capelli, la fresca brezza montana accarezzarmi le gote. Tra le mie dita sentivo la folta criniera del mio cavallo Ares ,soffice appiglio, tra le mie gambe il tepore del suo ventre, mentre il paesaggio intorno a me passava veloce. Cavalcavo libera e felice come un tempo. Ad un tratto l’orizzonte si è ristretto intorno a me, è diventato un anello che mi si è stretto alla gola e poi su tutto il corpo come un corsetto troppo stretto, e mentre Ares continuava a cavalcare allontanatosi, io sono rimasta immobile, a terra in quelle catene invisibili.

Mi sono svegliata urlando, ma non mi sono rassicurata vedendo la camera regale nella penombra. Quelle tende rosse che oscurano ogni raggio di sole, quel baldacchino dalla tenda con ricami dorati, quei grandi tappeti orientali, non mi appartengono. Ho allungato la mano sul letto cercando la sagoma di Franz…ma lui non c’era. Non c’è mai, sempre in viaggio per qualche missione diplomatica. L’uomo che mi ha scelta per amore al posto mio sceglie il potere.

Non potrebbe essere altrimenti, data la corte che lo circonda. Quando ero piccola e passeggiavo nel bosco, mio padre mi diceva di stare attenta alle ortiche: «Spesso si nascondono sotto bellissimi fiori, così, mia Sissi, nel momento in cui li cogli vieni pizzicata da ciò che c’è sotto». Una corte di ortiche, erbacce ben vestite, capaci solo di nascondere la loro falsità con le regole della buona etichetta.

La Regina Madre poi, mi odia o mi invidia, non so. Fatto sta che disapprova le mie maniere, la mia presenza, il mio amore per Franz. Ogni giorno mi violenta nell’animo con la scusa di insegnarmi l’etichetta. Mi corregge davanti a tutti quando a tavola scelgo la posata sbagliata, ma insomma! Posso mangiare con quella che mi sta più comoda, no? O mi lancia occhiatacce quando rido di gusto durante qualche commedia a palazzo. Secondo me non sa ridere lei, e nemmeno piangere.

Non ero io la prescelta per Franz, ho rotto i piani e per questo me la devono far pagare. Tutto in questo palazzo mi soffoca, e al contempo mi fa sentire fuori posto. La ricchezza, la maestosità, a cosa servono se poi i cuori che ne godono sono di pietra?

Mi alzo dal letto e mi metto il corsetto. Me lo faccio stringere dalla dama di compagnia. Forte, più forte, stringi ancora, stringi fino a farmi scomparire!

Elisabetta di Baviera (Sissi) nacque a Monaco il 24 dicembre 1837, figlia del duca Massimiliano Giuseppe. La sua infanzia trascorse serenamente, la madre l’educò in modo semplice, lontana dall’etichetta nobiliare. La prescelta per divenire la moglie dell’erede del Impero Austriaco, Francesco Giuseppe, era infatti la sorella Elena. Tuttavia, quando le due sorelle andarono in visita alla corte, Francesco rimase folgorato dalla bellezza di Elisabetta, arrivando a chiederle la mano. Le nozze furono celebrate il 24 aprile del 1854. Elisabetta dovette lasciare la sua casa immersa nella natura, la sua famiglia e i suoi cavalli, per trasferirsi a Vienna. Qui Sofia, la madre di Francesco Giuseppe,la sottopose a una rigida disciplina e studio dell’etichetta. Insofferente alla vita di corte, spesso sola a causa delle ambasciate di Franz in tutto l’impero, Elisabetta iniziò ad avere attacchi di panico e a fare della cura della propria persona quasi un’ossessione, sottoponendosi a drastiche cure dimagranti (oggi si è ipotizzato soffrisse di anoressia nervosa). Da Francesco Giuseppe ebbe quattro figli, tre femmine e un maschio. La sua vita non fu tuttavia mai serena. Molti furono gli eventi tragici che l’accompagnarono: la morte della figlia Sofia in tenera età, la crisi dell’impero Asburgico culminante nell’armistizio di Villafranca, il suicidio del figlio Rodolfo, l’ostilità della corte e i sospetti di tradimento per il marito la portano a un tracollo nervoso . Anche la sua morte non fu meno tragica: di ritorno da un soggiorno a Ginevra, il 10 settembre 1898, venne pugnalata prima di imbarcarsi su un battello da un anarchico italiano. Uccisa come simbolo del potere monarchico lei, che a quel mondo non aveva mai sentito di appartenere.

Chiara Di Giambattista per MIfacciodiCultura

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