La sempre troppo perfetta Grace Kelly

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La sempre troppo perfetta Grace Kelly

Grace KellyUna sfavillante canzone di Grace Jones si proclama I’m Not Perfect (But I’m Perfect For You). Considerando che oggi avrebbe compiuto ottantasette anni un’altra Grace, ovverosia la Principessa Grimaldi, nata Grace Patricia Kelly, il titolo della canzone potrebbe essere riformulato così: I’m TOO Perfect (But I’m Perfect For You).

Era questa l’impressione che Grace Kelly (Filadelfia, 12 novembre 1929 – Monaco, 14 settembre 1982) dava nei prestigiosi film interpretati prima di diventare moglie di Ranieri di Monaco:

  • la sua pelle era troppo cerea per sottoporsi ai venti sabbiosi di Hadleyville, la cittadina del New Mexico minacciata dall’avvento dei quattro pistoleri che avevano giurato di fare la pelle allo sceriffo Gary Cooper, distratto neo-sposo della medesima Grace in Mezzogiorno di fuoco (1952, Fred Zinnemann);
  • il suo collo era troppo immacolato per lasciarsi strangolare con il filo del telefono dal sicario ingaggiato da un altro marito ben più indegno di Gary, cioè Ray Milland in Delitto perfetto (1954, Alfred Hitchcock);
  • i suoi modi erano troppo alteri per baciare focosamente “a tradimento” l’ex-brigante gentiluomo Cary Grant nel fin troppo glamourous Caccia al ladro (1955, sempre di Hitchcock).

Eppure la futura Principessa, pur essendo sempre “troppo” per il contesto in cui veniva inserita cinematograficamente, risultava impeccabilmente funzionale… a patto che nello script il suo ruolo venisse definito “glaciale”, “algido” o come minimo “aristocratico”; o, ancor meglio, che il suo fascino fosse messo in contrapposizione a quello di bellezze più voluttuose come Katy Jurado, ex-amante di Gary Cooper nel succitato Mezzogiorno di fuoco, o Ava Gardner, iniziale preda amorosa di Clark Gable in Mogambo (1953, John Ford).

Caccia al ladro
Caccia al ladro

Si può dire che il mito di Grace Kelly sia stato spedito in orbita da Hitchcock per varie ragioni: al maestro londinese, famelico cultore di bionde gelate, Grace riconosceva il merito di averle insegnato tutto sul cinema – cioè «che le scene di omicidi andavano girate come scene d’amore, e viceversa» – nell’arco dei tre film che interpretò per lui. L’unico che ancora non ho menzionato è La finestra sul cortile, per cui la Kelly rinunciò al ruolo da co-protagonista in Fronte del porto: la parte andò all’altra bionda limatissima Eve Marie Saint, partner del fuggitivo Cary Grant in un ennesimo mega-classico hitchcockiano, Intrigo internazionale.

Un’altra ragione per cui Hitchcock fu determinante nella sua ascesa stellare (e post-stellare) è questa: fu sul set di Caccia al ladro che Grace Kelly incontrò Ranieri di Monaco, che avrebbe sposato nel ’56, anno del suo ultimo film Alta società di Charles Walters, remake di Scandalo a Philadelphia (città natale di Grace) in cui riprendeva un ruolo interpretato da un’altra diva abissalmente diversa, Katharine Hepburn.

Nel ’64 Hitchcock avrebbe voluto riprendersi la sua bionda d’elezione per farle interpretare il ruolo della cleptomane frigida Marnie nel film omonimo, ma i cittadini monegaschi ebbero un sussulto di indignazione. La Principessa Grimaldi rimase dunque a fare la bella statuina nella sua nuova patria, incicciando sul trono e morendo imprevedibilmente alla guida della propria automobile non molto distante dal luogo in cui era stata girata la sequenza dell’inseguimento automobilistico di Caccia al ladro.

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

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