Renato Guttuso: neorealista, socialista, siciliano

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Renato Guttuso: neorealista, socialista, siciliano

images-1Il 26 dicembre del 1911 a Bagheria, piccola città della Sicilia, nasceva Renato Guttuso (non è stata scelta a caso  la data di riapertura al pubblico del museo a lui dedicato), punto di riferimento della corrente artistica del Neorealismo italiano, rifiutandosi di concepire l’arte come formalismo astratto e incentrando invece le sue opere intorno ai problemi sociali del suo tempo e all’amore per la sua terra. Come affermò Sciascia «qualunque cosa volle dipingere dipinse sempre la Sicilia», la quale, effettivamente, è sempre rintracciabile nelle sue opere. L’artista ci offre scorci di quotidiano che sviluppa con la tecnica della natura morta: interni con cesti e fiaschi, frutta, agli e cactus, tendaggi colorati. Tutto parla di una terra dalle profonde contraddizioni ma ricca di colori caldi e di emozioni.

Riferimenti alla sua terra sono rintracciabili nel ponte arabo-normanno tipico della Sicilia raffigurato sullo sfondo della Crocifissione. L’opera, a cui Guttuso deve la sua fama, fu oggetto di molte polemiche soprattutto da parte della Chiesa cattolica, che la definì eretica: in questo quadro l’artista rappresenta, raffigurando dei corpi nudi, un momento cruciale della storia del Cristianesimo, trasformandolo in emblema di tutte le storie di abuso di potere e di ingiustizia sociale. La scelta di raffigurare i personaggi della scena nella loro nudità fu giustificata così dall’artista:

La nudità dei personaggi non voleva avere intenzione di scandalo. Era così perché non riuscivo a vederli, a fissarli in un tempo: né antichi né moderni, un conflitto di tutta una storia che arrivava fino a noi. Mi pareva banale vestirli come ogni tentativo di recitare Shakespeare in frac, frutto di una visione decadente. Ma, d’altra parte, non volevo soldati vestiti da romani: doveva essere un quadro non un melodramma. Li dipinsi nudi per sottrarli a una collocazione temporale: questa, mi veniva da dire, è una tragedia di oggi, il giusto perseguitato è cosa che soprattutto oggi ci riguarda.

Crocifissione (1941)
Crocifissione (1941)

Il tema politico, quindi, ebbe sempre un’importanza rilevante nel percorso artistico di Guttuso come dimostra il dipinto I funerali di Togliatti, che divenne poi il manifesto del partito comunista e antifascista del secondo dopoguerra e in cui sono raffigurati in maniera allegorica molti politici e intellettuali sia italiani che stranieri.

Nella seconda metà degli anni Sessanta, però, l’interesse dell’artista cominciò a vertere verso la figura femminile, incarnata nella persona di Marta Marzotto, amante di Guttuso e soprannominata da lui Nuvola Bionda e Libellula d’oro. La relazione tra i due andò avanti per molti anni, nonostante fossero entrambi sposati. Fu un legame forte, intenso, interrotto da molti tradimenti, ma destinato a non concludersi e a dare origine ad innumerevoli serie di quadri in cui la Marzotto è il soggetto ritratto: celebre è la serie Cartoline, un insieme di 37 disegni e tecniche miste.

Il legame forte ed intenso che legava i due amanti accompagnò Renato Guttuso fino alla morte, avvenuta il 18 gennaio 1987, all’età di 75 anni e in una quasi completa solitudine. Renato Guttuso è morto da solo, in silenzio, come molti artisti che noi contemporanei siamo chiamati a riscoprire, restituendo dignità a storie, immagini, sogni di altri uomini di cui non abbiamo più memoria.

Mariateresa Natuzzi per MIfacciodiCultura

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