Madame de Staël, «la donna più straordinaria mai vista»

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Madame de Stael come Corinna

Anne-Louise Germaine Necker, baronessa di Staël-Holstein, nota con il nome di Madame de Staël, nacque a Parigi il 22 aprile 1766. Figlia di Jaques Necker, banchiere e poi ministro delle finanze del re di Francia Luigi XVI, e di Suzanne Curchod, crebbe in un ambiente pieno di stimoli intellettuali: il salotto parigino della madre, ultimo dell’Ancien Régime, era frequentato da intellettuali come Jean-François Marmontel, La Harpe, Diderot e D’Alambert. La madre le impartì un’educazione enciclopedica di stampo illuministico, completata con l’insegnamento dell’inglese, del latino, della musica e della danza. A soli quattordici anni la giovane Germaine già padroneggiava il pensiero di Rousseau e Montesquieu e partecipava attivamente ai dibattiti culturali nel salotto materno. Molti furono i pretendenti che rifiutò, fino a quando nel 1786 si maritò con il Barone de Staël-Holstein, di cui assunse il cognome.

Il contesto storico in cui visse era ricco di fermenti politici e sociali. Le donne aristocratiche (di cui un fulgido esempio è Madame de Pompadour) dettavano legge in materia di gusto e costume, riunivano intellettuali nei propri salotti e selezionavano le opere più idonee alla pubblicazione. Con lo scoppio della Rivoluzione Francese le donne del popolo ebbero un ruolo fondamentale nell’organizzazione di sommosse, mentre le donne borghesi divennero parte attiva nel dibattito politico, fondando proprie riviste e circoli e lottando per il riconoscimento dei propri diritti. Madame de Staël vide la redazione della Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina di Olympe de Gouges e partecipò al dibattito condannando le miserie della condizione femminile nelle Réflexions sur le procès de la reine (1793). Attenta agli sviluppi degli eventi rivoluzionari, abbracciò un’interpretazione liberale della rivoluzione, in seguito esposta nelle sue Considérations sur les principaux événements de la Révolution française (1817). Tuttavia, le sue idee a favore di una monarchia costituzionale la posero in opposizione al fronte repubblicano e determinarono il suo esilio in Inghilterra nel 1793.

Germaine e sua figlia Albertina, ritratte da Marguerite Gerard

Ritornata in Francia, tentò un avvicinamento al giovane console Napoleone Bonaparte, vedendo in lui l’autorità necessaria per poter recuperare gli ideali della Rivoluzione e ordinare lo Stato secondo principi liberali. Madame de Staël sosteneva infatti l’idea di Rivoluzione non come un “blocco” di avvenimenti, ma come la graduale riforma dello Stato verso un’equa ripartizione dei poteri. Questa prospettiva non era assolutamente condivisa da Napoleone, che per tutto il suo Impero osteggiò la pubblicazione delle opere della de Staël. Esiliata da Parigi nel 1803, pubblicò Delphine, un romanzo tra le cui pagine emerge la critica al sistema patriarcale favorito da Napoleone nel suo Codice Civile. Stabilitasi a Coppet, sul lago di Ginevra, creò nel suo castello un circolo culturale, baluardo antinapoleonico della libertà intellettuale, in cui entrò a far parte anche il poeta Benjamin Constant, suo amante dal 1802.

Con Constant nel 1804 intraprese il primo di una serie di viaggi in Germania. Qui fu accolta nelle corti principesche con tutti gli onori e venne a contatto con personalità illustri ed i principali esponenti del romanticismo tedesco (come Goethe, Schlegel e Schiller). Nel saggio De l’Allemagne del 1810 la de Staël riporta le suggestioni del suo incontro con il pensiero romantico, così profondamente diverso dall’illuminismo o dal neoclassicismo in cui si era formata.

Madame de Staël nel 1812

Il suo interesse per la letteratura europea la portò ad inserirsi nel dibattito in Italia tra classicisti e romantici. Il suo articolo Sulla maniera e l’utilità delle traduzioni, pubblicato sulla Biblioteca Italiana nel gennaio 1816, ebbe un impatto tale da suscitare la reazione di Pietro Giordani e Giacomo Leopardi. Nel suo articolo la de Staël sosteneva l’anacronismo dei modelli classici, basati su un apparato mitologico incomprensibile ai moderni. L’unico modo affinché la letteratura italiana non si inaridisse era che gli autori italiani si dedicassero alla traduzione dei nuovi scrittori inglesi e tedeschi.

Da poco ristabilitasi a Parigi, Madame de Staël morì il 14 luglio del 1817.

Dotata di un carisma e di un’intelligenza fuori dal comune, tanto da essere definita da Stendhal «la donna più straordinaria mai vista», Madame de Staël fu un’attenta osservatrice delle dinamiche politiche e sociali della sua epoca, profondamente immersa nel dibattito intellettuale. Con i suoi scritti influenzò la cultura europea di inizio Ottocento e pose le basi per una visione di una società più aperta alla conoscenza e in cui la donna gode di una maggiore emancipazione.

In generale, per l’uomo la donna deve consacrarsi unicamente alle virtù domestiche. Ciò che sorprende nei loro giudizi è che perdonano più volentieri una donna che trascura i propri doveri piuttosto che una donna che si sia distinta in un qualche talento. Preferiscono il degrado del corpo all’elevazione dello spirito.

Chiara Di Giambattista per MIfacciodiCultura

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