Quando l’arte è donna: la pittrice impressionista Berthe Morisot

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Berthe Morisot non fu soltanto la Musa ispiratrice di numerosi quadri dell’artista Édouard Manet ma fu anche una raffinatissima pittrice.

Ragazza al ballo
Ragazza al ballo

Nata a Bourges il 14 gennaio 1841, sin dalla più tenera età, incoraggiata dalla famiglia, si dedicò alla studio del disegno e del colore. Purtroppo la vita per una donna nell’Ottocento non era semplice, le giovani ragazze non erano ammesse all’École des Beaux – Arts e così Berthe studiò arte con il pittore, di stampo accademico, Joseph Guichard. Dopo la partecipazione ad alcune mostre ed i primi apprezzamenti da parte del pubblico, nel 1868 avvenne un episodio cruciale che stravolse la vita dell’artista in erba, la conoscenza di Manet, uomo tormentato ed esuberante, pittore già affermato, famoso per i suoi quadri quanto per il suo temperamento. Da questo momento Berthe abbandonò le esposizioni ufficiali e le collettive con gli altri artisti per aderire al gruppo degli “Indipendenti”, dove gravitavano altri impressionisti come Monet, Sisley e Renoir. In questi anni, precisamente nel 1872, dipinse l’opera La culla, sicuramente la più famosa della pittrice, che raffigura la sorella Edma mentre, con amorevole sguardo, si rivolge verso la figlioletta Blanche che dorme. Il quadro partecipò alla mostra impressionista del 1874 e Berthe da questo momento fu l’unica donna del gruppo.
Unica nel suo genere, apprezzata, amata ma anche non corrisposta nei sentimenti dal suo grande amore e collega Manet. Così sposò il fratello di quest’ultimo, Eugène.

La culla
La culla

In pochi anni il cambiamento fu notevole, la Morisot divenne moglie, madre e donna di spicco del gruppo degli Impressionisti, i pittori della luce, dell’attimo e dell’en plein air, grazie al suo stile raffinato ed elegante ed anche alla sua vasta produzione artistica che spaziava dagli oli, ai pastelli, agli acquerelli alle puntasecche.

L’unica vera protagonista femminile della stagione dell’impressionismo, si spense, a seguito di una malattia, il 2 marzo 1895, ancora giovane ed in carriera. Fu seppellita nel cimitero di Passy, nella tomba della famiglia Manet, vicino al marito ed al più famoso cognato.

Nonostante il presunto amore tra Berthe Morisot e Édouard Manet non fu mai reso noto, il pittore la ritrasse in molti quadri. Uno dei più suggestivi è sicuramente Berthe Morisot con un mazzo di violette, adesso al Musée d’Orsay di Parigi. Intenso ed innovativo, Paul Valéry scrivesse al riguardo:

Nell’intera produzione di Manet non c’è nulla che uguagli il ritratto di Berthe Morisot, eseguito nel 1872. Mi ha colpito il nero, il nero assoluto, e quel viso dagli occhi grandi, la cui vaga fissità dà un senso di distrazione profonda e offre, in qualche modo, una presenza di assenza.

Berthe Morisot ritratta da Manet
Berthe Morisot con un mazzo di violette

La bellissima ed affascinante donna posò per ben 11 quadri di Manet. È lei ritratta ne Il balcone e, candidamente vestita di bianco, nel Riposo.

Tra le opere più famose di Berthe Morisot si ricordano ancora Il corsetto rosso, Ragazza al bagno Il parco, tutti quadri che rivelano un animo sensibile e attento alle influenze artistiche esterne ma anche capace di accogliere i cambiamenti sociali e artistici dell’epoca ed interiorizzarli. I colori intensi, luminosi e trasparenti, stesi con pennellate irruente e travolgenti, sono la caratteristica più originale delle sue opere, dove il bianco domina incontrastato come simbolo di purezza e luce. Le ambientazioni sono intime, raccontano le calde mura domestiche ed un universo tipico femminile fatto di dolcezza, amorevolezza e cura nei dettagli estetici.

Berthe Morisot lottò sicuramente contro quelli che volevano le donne relegate al focolare domestico e lo fece con le potenti armi della pittura e del colore. George Augustus Moore, scrittore e critico d’arte irlandese, scrisse:

Soltanto una donna ebbe la capacità di creare uno stile, e quella donna fu Berthe Morisot. I suoi quadri sono le uniche opere che non potrebbero essere distrutte senza creare un vuoto, uno iato nella Storia dell’Arte.

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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