#BeyondtheLyrics – “Life on Mars?” di David Bowie

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#BeyondtheLyrics – Life on Mars? di David Bowie

Life on Mars?«Quella canzone è stata così facile. Essere giovani era facile.»

Durante un’intervista nel 2008, David Bowie raccontò la genesi della celebre Life on Mars?.

 «(…) Me la sono fatta a piedi da Beckenham High Street per prendere un autobus fino a Lewisham e comprarmi delle scarpe e delle camicie, ma non riuscivo a togliermi quel motivo dalla testa. Sono saltato giù dopo solo due fermate e più o meno ho corricchiato in salita fino a casa percorrendo la Southend Road. (…) Ho iniziato a lavorarci al pianoforte e già intorno al tardo pomeriggio avevo finito sia il testo che la melodia. Non male.»

Pur essendo descritta dallo stesso autore come un piacevole imprevisto, se si tiene in considerazione le vicende che in quegli anni costellarono la vita di Bowie possiamo considerare la rinomata canzone come il punto conclusivo di un percorso (personale oltre che artistico) cominciato tempo prima.

Il  tour radiofonico negli Stati uniti ( parliamo dei primi anni ’70) cambiò il Duca Bianco.

Los Angeles, la splendida città degli angeli, quella città così tanto invidiata dal vecchio continente a causa della sua vivacità, della sua effervescenza e della sua forza, non sembrava poi così interessante. Più che altro, non così artisticamente appetibile. Hollywood gli apparve per quello che poi, effettivamente era: un macello culturale e artistico. Una catena di montaggio in grado di sfornare copertine vuote, film attrattivi senza un reale significato o valore.

Dall’esperienza negli States, presero corpo quelle serie di riflessioni e considerazioni che avrebbero composto poi le bellissime parole di quel brano pubblicato come 45 giri il 22 giugno 1973. Decadimento della società, declino dei valori, alienazione: sono queste le parole che formano il corpo della canzone.

Sebbene il Bowie arrogante fosse riuscito a porsi come una nuova e potente voce all’interno del panorama internazionale, dal punto di vista melodico Life on Mars?  non sembrava essere poi totalmente inedita. Innovativa sicuramente (tant’è che ancora risulta oscuro il modo in cui riuscì a riadattare la sequenza di accordi), ma il motivetto astratto che fluttuava nella mente del Duca Bianco prendeva ispirazione da un brano, datato 1968, scritto per Frank Sinatra da Paul AnkaMy Way. Un brano che costò a David una bella sconfitta, quando venne scelto al posto di Even A Fool Learns to Love (scritta su commissione).

It’s a god-awful small affair
To the girl with the mousy hair

David Bowie – Life On Mars?

Life on Mars?L’incipit appare subito lento e teso, quasi a sottolineare il clima della scena descritta: una lite familiare tra marito e moglie e l’assoluta e apatica indifferenza della figlia dai capelli color topo. La descrizione della vita di una tipica ragazza alle prese con l’adolescenza, con quel mondo fatto di incomprensioni e sogni troppo distanti. Quella routine noiosa, fatta di film visti al grande schermo decine e decine di volte.  «È la reazione di una ragazza sensibile al mondo dei media», spiegò Bowie nel 1971, aggiungendo 25 anni dopo: «Penso che si senta tradita, che sia delusa dalla realtà. Penso che, pur vivendo una realtà deprimente, sia convinta che in un luogo imprecisato c’è una vita che vale la pena di vivere e che sia amaramente insoddisfatta per il fatto di non avervi accesso.»
L’adolescenza descritta negli occhi e nelle movenze della ragazza dai capelli color topo non è che la presa di consapevolezza di realtà fatta di continue contraddizioni.  Quando si è terribilmente giovani, il mondo appare attraente e seducente: l’idea di diventare grandi e poter essere finalmente protagonisti fa gola. Ma crescendo, ci si rende conto degli angoli più bui, di tutte quelle situazioni e dinamiche (lontane dal configurarsi attraenti) che la miopia della legittima incoscienza nascondeva. Allora la ragazza dai capelli color topo si ritrova a vivere in un limbo di amara consapevolezza e flebile speranza. La continua ricerca della tanto sognata evasione esplode in un’apoteosi sonora: «Is there life on Mars?». Un urlo disperato che irrompe come una macchia improvvisa di vernice colorata nel grigiore di una vita che non sembra passare e muoversi. Un urlo che può dire molte – moltissime – cose ma che di fatti rappresenta, in definitiva, la frustrazione di un’adolescente (e forse più in generale, di tutte quelle persone relegate al monotonia della routine priva di spunti e occasioni) e la sua aspirazione a vivere una vita più eccitante.

Life on Mars?Ma al tema di fondo, s’intersecano proprio quelle riflessioni coltivate e maturate nel corso del soggiorno amerikano. Nel mirino della critica di Bowie rientrano allora Mickey Mouse presentato come il simbolo della voracità hollywoodiana (cresciuto mangiando dollari e diventando una grassa mucca). Le masse, intente a far parte di quella rock revolution che sembra più che altro essere una rivoluzione per la fama piuttosto che per i diritti tanto sbandierati nelle canzoni. La borghesia inglese, intenta ad ascoltare a vuoto Rule Britannia (il secondo canto patriottico più conosciuto dall’Inghilterra), un inno che più che la grandezza, sembra celebrare la miseria di un Paese superficiale, della ragazza dai capelli color topo, di Bowie, di sua madre e del suo cane.

Nel mirino delle critiche rientra lo stesso Bowie: perché anche lui, in modo più o meno decisivo, ha contribuito alla decadenza del mondo in cui si ritrova a vivere. Ovvero, anche l’artista ha composto al sua parte di “film noiosi” ( canzoni commerciali, in riferimento a Even A Fool Learns to Love ) “guardati dieci volte e anche più”:

‘Cause I wrote it
ten times or more
It’s about to be writ again
As I ask you to focus on.

David Bowie – Life On Mars?

Ma Bowie, mai avrebbe immaginato l’incredibile successo di Life On Mars?. L’effetto della “Ziggymania” si fece sentire e il 45 giri riscosse un successo tale da rimanere della Top-3 per circa 13 settimane.

Artisti più svariati (tra cui ricordiamo Yann Tiersen & Neil Hannon (Divine Comedy), Barba Streisand) hanno riadattato questo evergreen nei modi più insoliti e disparati: a distanza di quasi 50 anni, Life On Mars? continua ad influenzare numerosi musici  grazie alla straordinaria interpretazione e camaleonticità di David Bowie.

It’s a god-awful small affair
To the girl with the mousy hair
But her mummy is yelling “No”
And her daddy has told her to go
But her friend is nowhere to be seen
Now she walks
through her sunken dream
To the seat with the clearest view
And she’s hooked to the silver screen
But the film is a saddening bore
For she’s lived it
ten times or more
She could spit in the eyes of fools
As they ask her to focus on

Sailors fighting in the dance hall
Oh man!
Look at those cavemen go
It’s the freakiest show
Take a look at the Lawman
Beating up the wrong guy
Oh man! Wonder if he’ll ever know
He’s in the best selling show
Is there life on Mars?

It’s on Amerika’s tortured brow
That Mickey Mouse
has grown up a cow
Now the workers
have struck for fame
‘Cause Lennon’s on sale again
See the mice in their million hordes
From Ibiza to the Norfolk Broads
Rule Britannia is out of bounds
To my mother, my dog, and clowns
But the film is a saddening bore
‘Cause I wrote it
ten times or more
It’s about to be writ again
As I ask you to focus on

Sailors fighting in the dance hall
Oh man!
Look at those cavemen go
It’s the freakiest show
Take a look at the Lawman
Beating up the wrong guy
Oh man! Wonder if he’ll ever know
He’s in the best selling show
Is there life on Mars?

Dring-dring-dring…
(Mind the phone)

 

Eleonora Vergine per MIfacciodiCultura

 

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