Syd Barrett, un “crazy diamond” che brilla ancora di luce propria

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Roger Keith “Syd” Barrett (Cambridge, 6 gennaio 1946 – Cambridge, 7 luglio 2006) è stato uno degli artisti più influenti del XX secolo. Punto di riferimento artistico per moltissime persone, è stato soprattutto il fondatore dei leggendari Pink Floyd, la band più rivoluzionaria della storia della musica.

Syd Barrett dal vivo

Bohémien, è questo forse l’aggettivo più appropriato per descrivere Barrett, un mare di talento racchiuso in uno spirito fragile, distante, spesso assente. Lasciò la sua impronta artistica fin da giovanissimo, quando nel 1965 Roger Waters, Richard Wright e Nick Mason lo tirarono nella loro blues band ottenendo un risultato a dir poco perfetto che diede vita alla leggenda.

I fantasmi albergavano già nella mente del giovane Syd ma in lui bruciava una fiamma viva che partoriva idee, musica e sperimentazione in ogni momento.

Pink Anderson e Floyd “Dipper Boy” Cuncil furono i due bluesman ad ispirare Barrett per il nome della nuova band: nascono così i The Pink Floyd (l’articolo col tempo verrà eliminato) una band fresca, atipica e decisamente futurista per l’epoca. Barrett è il chitarrista e il leader: improvvisa sul palco, scrive le prime canzoni dando una certa importanza anche al testo ma soprattutto è uno che sperimenta. Nuovi effetti alla chitarra elettrica, tastiere psichedeliche e luci, molte, moltissime luci.

I Pink Floyd nel giro di pochissimo tempo passarono dal suonare nei pub di Londra ad essere una delle band di rock alternativo più importanti ed influenti in circolazione. Nel 1967 uscì The Piper at the Gates of Dawn, primo disco della band in cui spiccava la forte presenza artistica di Barrett. Appena ventunenne e con un successo precoce, Syd faceva uso regolarmente di LSD che, insieme alla sua misteriosa malattia mentale, probabilmente la sindrome di Asperger, formava un cocktail pericoloso.

The Piper at the Gates of Dawn

Bizzarro e strano lo era sempre stato e i componenti della band lo sapevano bene, l’uso delle droghe però peggiorò notevolmente le sue condizioni. In alcuni concerti la sua stranezza era evidente , come quando cercò di sistemarsi i capelli con uno strano impasto che poi si sciolse sul palco, oppure quando in una data americana si incantò fissando il vuoto mentre scordava la chitarra o quando  addirittura  dimenticava di presentarsi ai concerti. In suo soccorso arrivò un giovane David Gilmour come secondo chitarrista: nella primavera del ’68 Barrett fu cacciato dalla sua band.

Intraprese una faticosissima carriera da solista che nella metà degli anni ’70 dopo svariati insuccessi terminò e di Genio ribelle non si ebbero più notizie. I Pink Floyd invece erano un fiume in piena: tutto quello che toccavano diventava oro, facevano concerti ovunque e i loro dischi andavano a ruba. Non solo grande musica, anche i testi svolgevano un ruolo principale e i loro concerti erano dei veri e propri trip da pelle d’oca.

Il 5 giugno del 1975 i Pink Floyd stavano registrando Wish you were here, che sarebbe diventato uno dei dischi più apprezzati della storia della musica; due anni prima avevano registrato The dark side of the moon ed erano considerati la band di rock psichedelico migliore al mondo.

Barrett negli Abbey Road studios

Sono molte le storie legate al 5 giugno, secondo molti mentre stavano registrando la celebre Shine on you crazy diamond negli studi di Abbey Road, entrò un uomo con un cappello completamente calvo, non aveva le sopracciglia ed era decisamente corpulento. Nessuno conosceva quell’uomo, rimase lì qualche minuto e andò via senza salutare. Quando Waters e Gilmour si resero conto che quello era Barrett fu troppo tardi: ancora una volta il crazy diamond era entrato nelle loro vite per poi uscirne in punta di piedi, silenzioso ed assente, proprio come un fantasma.

L’ex leader della band passò il resto della sua vita probabilmente a Cambridge, dalla madre per poi spegnersi il 7 luglio del 2006. Il mondo della musica e dell’arte in generale non ha mai dimenticato la sua persona e il suo genio. Sono moltissime le opere realizzate su di lui, dalle leggendarie canzoni dei Pink Floyd, fino a documentari e mostre.

Barrett resta ancora oggi il pilastro del rock psichedelico e nonostante l’evoluzione musicale tutti sono devoti al genio che nel lontano ’65 entrò nella leggenda per non uscirne mai più.

Giammarco Rossi per MIfacciodiCultura

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