Il pARTicolare – “Le Grandi Bagnanti” di Paul Cézanne

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Paul Cézanne nacque a Aix-en-Provence  il 19 gennaio 1839 e vi morì il 22 ottobre 1906.

Il tema del nudo femminile tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento diventa un tema politico, non solo estetico. Il corpo di donna è come un altare da venerare e riprodurre con attenzione e, soprattutto, potere e desiderio.

P.- A. Renoir, Le Bagnanti, 1884-88
P.- A. Renoir, Le Bagnanti, 1884-88

Generalmente, le donne sono ritratte nude, ma sotto mentite spoglie. Sempre nominate come soggetti mitologici, Veneri, Danae, Diane, Grazie. Soggetti eterei e lontani, ma non per questo meno fisici e sensuali. Donne nude che spesso erano ritratte o nel mezzo della natura in modo bucolico (Le Bagnanti di Renoir, 1884-87) o donne nude come prostitute (Olympia, Manet, 1863).
Nel 1886-88 Georges Seurat descrive il corpo nudo femminile con distacco e distanza.

G. Seurat, Le Modelle, 1888, versione collezione Berggruen
G. Seurat, Le Modelle, 1888, versione collezione Berggruen

Le sue Modelle sono l’emblema della modernità: non vi è sensualità nel loro corpo nudo. Sono donne lavoratrici, che vengono pagate per posare. Donne moderne, senza nomi antichi. Un dipinto che ha fatto storia e che ha rivalutato la figura femminile con un occhio interessato al quotidiano.

Tra la rappresentazioni più tradizionali del corpo nudo femminile vi era quello delle Bagnanti. Pensiamo alle forme languide e morbide di quelle di Renoir nel dipinto di Philadelphia, oppure alle Grandi Bagnanti di Paul Cézanne (1906). Cézanne, in realtà, fu il primo grande innovatore nel modo di riprodurre il nudo femminile. Se Georges Seurat fu un innovatore nel tema, nel soggetto femminile, Cézanne fu innovatore nella forma del soggetto: egli distaccò la sensualità dalle sue bagnanti. A lui, interessavano l’essenza delle cose, il soggetto come geometria e distanza. L’interno del mondo, la sua forma intrinseca. La luce mistica e metafisica. È più conosciuta forse l’innovazione formale del 1907 di Pablo Picasso con le sue Demoiselles D’Avignon, ma anche per lui, nessuna novità sul tema: un boudoir di prostitute. La sua  rivoluzione avvenne nella formaIl primo, però, a rivoluzionare nella forma il corpo nudo femminile, prima del capolavoro di Pablo Picasso, fu proprio Paul Cézanne. Un anno prima, nel 1906, con le sue Grandi Bagnanti. 

Osserviamo l’opera.

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P. Cézanne, Le Grandi Bagnanti, 1906

Non vi è sensualità, non vi è desiderio carnale.  Sono corpi come fantasmi, che creano una piramide nella natura. Una geometria dell’essenza che si esprime tra segni neri e grigi. Simmetria perfetta nella composizione, pose accademiche che si perdono sfumate nel tempo e nella forma. La realtà ha cambiato colore. I soggetti vengono visti da diversi punti di vista: sotto, sopra, di lato, sdraiate, in piedi, come corpi di studio da analizzare. Sono forme distanti. Geometria, nella composizione della vita, nella concretezza degli elementi della natura e degli elementi umani. Picasso potenzierà questa apertura di Cézanne inventando il cubismo, ovvero disegnando su un piano ciò che l’occhio vede da diversi punti di osservazione. Ma Cézanne aveva già anticipato questa rivoluzione. Il corpo di donna non è più morbidezza e desiderio sensuale. Diventa canale per studiare la vita. La natura. La prospettiva sfrangiata e quella piramide di eloquenza.

Paul Cézanne, precursore dello studio della realtà per forme e concetti.

Anche attraverso un tema così tradizionale come le Grandi Bagnanti.

Federica Maria Marrella per MIfacciodiCultura

Per Approfondimenti su Georges Seurat: Linda Nochlin, Representing Women, Thames and Hudson, 1999

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