Alle origini del Natale: siamo sicuri di conoscerlo davvero?

0 814

Alle origini del Natale: siamo sicuri di conoscerlo davvero?

Ogni anno, il 25 dicembre, festeggiamo il Natale, ormai comunemente accettato come festività cristiana. Eppure, siamo consapevoli delle origini di questa festa, nata dalla convergenza di tradizioni millenarie? Scopriamole insieme.

La data: 25 dicembre

La celebrazione di festività sacre nel periodo del solstizio d’inverno risale ai tempi dei culti solari, molto diffusi prima in Oriente e poi anche nell’Impero Romano. Il solstizio d’inverno, che cade tra il 21 e il 22 dicembre, è il giorno in cui il sole raggiunge la minima altezza all’orizzonte. Da questo momento in poi, le giornate tendono ad allungarsi: il simbolo principale del solstizio è dunque il sole con la sua luce. Tantissime culture prevedono una “festa delle luci” in occasione di questo evento naturale altamente simbolico: ad esempio, i romani di epoca imperiale celebravano il Dies Natalis Solis Invicti, ovvero il giorno di nascita del dio Sole vincitore delle tenebre. È interessante notare come in molti paesi la nascita del dio Sole venisse rappresentata come nascita di un bambino, identificato con il dio Aîon (una divinità solare) generato dalla dea Kore (ovvero, dal greco Kόρη, vergine). Con l’avvento della cristianità, i Papi decisero di collocare la celebrazione del giorno di nascita di Gesù Cristo proprio il 25 dicembre, in sostituzione dei riti pagani in onore della rinascita del sole.

I doni, i banchetti e la celebrazione dell’abbondanza

Non siamo gli unici ad affannarci ogni anno per preparare regali natalizi per amici e parenti: prima di noi, lo fecero i nostri antenati romani. Nella Roma antica, infatti, si svolgeva un ciclo festivo molto importante denominato Saturnalia, in onore del dio del tempo Saturno, per augurare una stagione di prosperità dopo l’inverno. Questa festività aveva preceduto quella del Sol Invictus vista nel punto precedente. Durante i Saturnalia, i cittadini prendevano parte a un sontuoso banchetto, denominato convivium publicum, a cui potevano partecipare anche gli schiavi. Al termine del banchetto, giungeva il momento dello scambio dei doni: quelli tipici erano i sigillaria, ovvero figurine beneaguranti di terracotta o gesso.

Babbo Natale

È lui il principe dei doni natalizi. Per ricostruire la sua origine, dobbiamo questa volta intersecare tradizioni cristiane e, come vedremo fra poco… consumistiche. L’immagine di uomo buono che porta doni ai giovani coincide con quella di San Nicola. Egli fu un santo di origine turca che evitò a tre fanciulle povere un destino di prostituzione: riuscì infatti a renderle ricche grazie a doni d’oro che introdusse in casa loro senza essere visto. Qual è la parte consumistica della storia? Come prevedibile, il restyling dell’immagine del nostro celebre vecchio: un abito rosso sgargiante e una favolosa slitta trainata da magiche renne, il tutto made in Coca Cola per un cartellone pubblicitario degli anni Trenta.

Il presepe

Come ormai tutti sanno, il primo ad avere l’idea del presepe fu San Francesco d’Assisi agli albori del Duecento: dopo una visita in Palestina, egli decise di ricreare l’atmosfera della grotta di Betlemme a Greccio, località nel rietino in cui si era ritirato come eremita. Quello che non tutti sanno è che nel presepe allestito da San Francesco… mancavano proprio i personaggi principali, ovvero Maria, Giuseppe ed il bambin Gesù. Lui aveva infatti solo pensato a far allestire in una grotta una mangiatoia, con accanto un bue e un asino. La scena della sacra famiglia venne dunque lasciata all’immaginazione degli spettatori, stimolati dal vivace racconto che San Francesco fece della Natività durante un sermone. Una leggenda racconta che a un certo punto comparve nella mangiatoia un bambino vero, che Francesco cullò tra le sue braccia: è la scena dipinta da Giotto in un affresco della Basilica Superiore di Assisi.

L’albero

Per l’albero di Natale basti pensare alla celebre canzone tedesca Tannenbaum, un vero e proprio Inno all’abete. Il nostro albero addobbato ha origini nordiche, nelle regioni dove gli abeti abbondano: sembra che fin dal Quattrocento ci fosse l’abitudine, durante l’inverno, di decorare alcuni abeti simbolici con frutti come mele, noci e datteriLa regione più attiva in questo senso, con splendidi alberi decorati in ogni casa, risulta essere l’Alsazia, all’epoca ancora sotto il dominio dell’Impero Germanico.

Nella speranza di avervi svelato qualche interessante curiosità, colgo l’occasione per augurarvi non solo un sereno Natale, ma anche uno spensierato Saturnale e una meravigliosa Festa delle Luci!

Arianna Capirossi per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.